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Italo investe 3 milioni in iniziative di conciliazione vita-lavoro

La società di trasporto ferroviario ha aderito al Bando Conciliamo del Dipartimento per le politiche della famiglia

di Cristina Casadei

3' di lettura

Nel prossimi 24 mesi i 1.400 lavoratori della società di trasporto ferroviario Italo vedranno crescere l’offerta di servizi per conciliare vita e lavoro e per la famiglia, che rappresentano uno dei pilastri delle politiche di gestione delle risorse umane. Essendovi la volontà di migliorare l’offerta di servizi, il management ha deciso di fare un ulteriore passo, aderendo al Bando Conciliamo del Dipartimento per le politiche della famiglia.

L’investimento

Si tratta di un progetto che prevede un investimento complessivo e condiviso di circa 3 milioni di euro che si basa su 4 pilastri. Il primo è il supporto alla genitorialità che è fondamentale in una società dove l’età media delle risorse è di circa 35 anni ed il 33% ha figli: l’80% sono bambini al di sotto dei 10 anni. Il secondo è la tutela della salute e poi il supporto ai caregiver. E, infine, l’equilibrio dei carichi lavorativi fra uomini e donne: in Italo la parità di genere è da sempre una priorità, difatti il 50% dei dipendenti è donna e ricopre anche diversi ruoli operativi che fino a qualche anno fa erano considerati ad esclusivo appannaggio maschile.

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La formazione e il salto culturale

Dal momento che l’inclusione e la conciliazione sono temi molto culturali, il percorso che Italo ha scelto di fare prevede molto spazio anche per la formazione e la sensibilizzazione delle persone, attraverso iniziative di diverso tipo. La prima, realizzata con l’adesione al Bando Conciliamo, riguarderà il supporto psicologico e partirà a fine mese. Si tratta di 6 incontri completamente gratuiti per i dipendenti in seguito ad eventi traumatici. La formazione “sostenibile” sarà un tema centrale nel prossimo futuro di Italo: tutti i dipendenti saranno adeguatamente formati su temi quali inclusione, fiducia e sostenibilità: ad ogni risorsa saranno dedicate circa 15 ore. Inoltre, sono stati pensati percorsi di formazione ad hoc per i lavoratori caregiver, offrendo loro diversi strumenti di orientamento che garantiscano la necessaria tutela alla categoria.

«Le persone sono al centro della nostra strategia - dice Gabriele Cerratti, Direttore Human Resources & Organization di Italo -. Le formiamo e le includiamo nei progetti, perché crediamo che il percorso di crescita aziendale passi anche dalla loro crescita personale e lavorativa. La formazione oggi non deve più essere esclusivamente tecnica ed orientata allo specifico settore lavorativo, per questo stiamo lanciando percorsi che formeranno il dipendente a tutto tondo, aiutandolo a gestire anche le esigenze della vita privata”.

Il bonus nascita e la flessibilità

A questo si aggiunge un ampio catalogo di iniziative, tra cui dalla società citano, per esempio, il bonus dato al momento della nascita, avvierà la neomamma o il neopapà ad un percorso formativo sulla genitorialità, metterà a disposizioni ore aggiuntive di permessi durante il primo anno di vita del bambino oltre a quelle che garantirà per l’inserimento presso la scuola materna, offrirà un contributo per le rette scolastiche ed i campi estivi e metterà a disposizione delle borse di studio per i ragazzi (dalle scuole elementari alle superiori, premiando il merito).

Sono tutte azioni con cui l’azienda incentiverà anche l’occupazione, dando il tempo necessario alle lavoratrici di rientrare dopo il periodo di maternità e nel frattempo offrendo l’opportunità a giovani ragazzi di fare un’esperienza di lavoro.Dalla società segnalano che sono numerosi i ragazzi che sono entrati con un periodo di “sostituzione maternità” e poi sono stati confermati ed assunti a tempo indeterminato.

A tutela della salute, Italo metterà a disposizione ore aggiuntive di permessi per lavoratori affetti da gravi malattie ed una polizza per coloro che dovessero perdere le abilitazioni ferroviarie in caso di malattia. Si aggiungono alla polizza sulla vita e all’assicurazione sanitaria estendibile anche al nucleo familiare del dipendente.

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