Pnrr e competenze

Italtel e Sirti a Colao: «Per realizzare il Pnrr serve l'80% di occupati in più»

Nel documento preparato dalle due aziende si chiedono anche contratti pluriennali e adeguto livello dei prezzi

di Simona Rossitto

3' di lettura

Contratti pluriennali in linea con gli investimenti, meccanismi premianti per il ri-uso delle infrastrutture esistenti, obbligo di apertura a tutti gli operatori non solo a quelli con significativa forza di mercato, quadro normativo semplificato e adeguato livello dei prezzi. Sono tra le richieste che Sirti e Italtel hanno messo nero su bianco, secondo quanto risulta a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) in un documento consegnato al ministero dell'Innovazione e della Transizione digitale, guidato da Vittorio Colao.

Il nodo è come reperire le oltre 10mila figure mancanti

Per realizzare gli investimenti in fibra e 5G è necessario, spiegano le società, l'80% in più dell'attuale livello occupazionale delle aziende di rete. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, d'altronde, destina il 27% delle risorse alla transizione digitale, ovvero 6,7 miliardi per la strategia italiana per la banda ultra larga entro il 2026. Di recente Colao ha annunciato che da gennaio prossimo partiranno le gare per la fibra, e subito dopo quelle per il 5G; ne seguirà, ha detto il ministro, la creazione, appunto, di 10-15 mila nuovi posti di lavoro per la realizzazione dell'infrastruttura.

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Il nodo ora è come creare questa occupazione e, secondo quanto spiegano gli addetti del settore, come utilizzare poi l'80% di occupazione in più, una volta realizzati gli investimenti. Delle due società, l'una, Italtel, oggetto del salvataggio da parte del gruppo Psc, l'altra controllata dal fondo Pillarstone che intenderebbe valorizzarla, hanno presentato al Ministero dei numeri precisi: le risorse richieste nel campo della progettazione sono attualmente circa mille; i piani cumulati degli operatori assieme a quelli previsti dal Pnrr richiedono la disponibilità di circa 800 persone aggiuntive. Per la realizzazione delle reti l'attuale disponibilità di personale specializzato è pari a 12mila unità: la necessità per i prossimi anni è di altre 10mila persone, con un incremento, per l'appunto, pari all'80 per cento.

Occorre un quadro amministrativo, normativo e di mercato che consenta di assumere

Ma non basta avere il personale per realizzare le infrastrutture; occorre inoltre, secondo le aziende, un quadro normativo, amministrativo e di mercato che consenta alle imprese di assumere e investire. Innanzitutto le società chiedono contratti pluriennali che siano in linea con l'estensione temporale dei piani al fine di consentire alle imprese gli opportuni investimenti in competenze e strumenti che assicurino la realizzazione degli stessi.

Ridurre il numero di pratiche amministrative e tempi di attesa

Bisogna inoltre ridurre il numero delle pratiche amministrative e i relativi tempi di attesa per il loro espletamento che hanno impatti negativi sul raggiungimento delle milestone previste, pena la perdita del finanziamento. Anche le imprese di rete, come le telco ultimamente, toccano il tema dei prezzi. Temi peraltro correlati perché coi prezzi più alti praticati dalle telco, e ricavi maggiori, probabilmente anche le gare per le aziende di rete presenterebbero prezzi più alti. Di recente Luigi Gubitosi, ad di Tim, ha annunciato l'intenzione del gruppo di alzare i prezzi offerti ai clienti e il ministro Colao, all'evento Asstel-Telecomunicazioni sul quadro del comparto, ha invitato i vertici delle società a «guardarsi negli occhi» visto che «i prezzi non li fanno i politici né i regolatori».

Evitare le gare al massimo ribasso

Di fronte a questo scenario, le aziende di rete chiedono dunque un adeguato livello dei prezzi, evitando approcci al massimo ribasso e offerte anomale, per preservare la remunerabilità degli investimenti richiesti all'industria, come ad esempio il reclutamento e la formazione di nuovo personale, l'aumento dei costi delle materie prime e della componentistica.

Un'ultima richiesta riguarda il tema della fatturazione e dei pagamenti: le imprese suggeriscono su questo fronte l'allineamento agli standard europei, sia per quanto attiene al valore riconosciuto all'industria sia per quanto riguarda i tempi di fatturazione e pagamento che seguono la progressione delle opere. In Francia, ad esempio, ricordano Sirti e Italtel, ci sono prezzi superiori in media del 25 per cento. Tutto ciò per farsi trovare pronti nel secondo semestre del 2022 quando verranno assegnati i bandi delle gare previste dal Pnrr e saranno avviate le fasi di implementazione dei progetti e lo sviluppo dell'infrastruttura in banda ultra larga.

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