il futuro dell’italia

Italy for climate: alzare al 50% il target di riduzione al 2030

Per la Fondazione per lo sviluppo sostenibile serve un nuovo programma, più ambizioso, sulle misure climatiche


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3' di lettura

«L’impegno per il clima non è rinviabile». E serve un nuovo programma, più ambizioso, sulle misure climatiche. La sollecitazione arriva dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, guidata da Edo Ronchi. La Fondazione ha lanciato il progetto Italy for climate, l’alleanza per il clima fra le imprese italiane della green economy, per supportare la transizione verso un’economia carbon neutral. Fra i primi sostenitori ci sono aziende come Erg, Conou, Ing, e2i, illy, Davines.

Alzare dal 37 al 50% il target di riduzione al 2030
Per Ronchi non bastano più dichiarazioni di consenso o misure simboliche: serve un nuovo programma, più ambizioso di misure climatiche che riveda il target ormai superato della riduzione del 37% entro il 2030 e lo porti almeno alla riduzione del 50% attraverso misure adeguate, praticabili e incisive. «La sfida della grande crisi climatica - sottolinea Ronchi- può essere ancora vinta se, come chiede l'Europa, c’è un gruppo di Paesi, che, invece di stare fermi, alla coda dei negazionisti irresponsabili, dimostra che misure ambiziose ed efficaci si possono attuare con un’economia competitiva, con vantaggi, o almeno con costi sostenibili, e benefici per l'occupazione oltre che per l’ambiente».

Impegni più ambiziosi per un gruppo di Paesi all’avanguardia
Per Ronchi la Cop 25 di Madrid doveva essere preparata e gestita meglio dalle presidenze di turno, «ma è ormai chiaro che il tempo stringe e che non si può più aspettare un accordo mondiale unanime per attuare misure impegnative ed efficaci per affrontare la grande crisi climatica. Per fare in modo che la Cop 26 di Glasgow del dicembre del prossimo anno non sia una delusione serve, secondo Ronchi, che un gruppo importante di Paesi si presenti con impegni nazionali di riduzione dei gas serra al 2030 già deliberati e avviati, più ambiziosi rispetto a quelli presentati prima dell'Accordo di Parigi, risultati largamente insufficienti per la traiettoria prevista da tale Accordo.

I nuovi impegni
Il nuovo Parlamento europeo, la nuova Commissione Europe, con l'assenso del Consiglio (nonostante la resistenza della Polonia) hanno già indicato di volersi muovere in questa direzione con un impegnativo programma di Green Deal che, insieme a obiettivi climatici ambiziosi di neutralità carbonica al 2050 e di taglio delle emissioni del 50/55% entro il 2030, prevede misure per grandi investimenti per fare dell’innovazione dell’economia decarbonizzata un grande sfida epocale. Ronchi ha ricordato che sono 58 i Paesi che si sono già espressi in questa direzione aderendo all’Alleanza dei Paesi ambiziosi per il clima che si è formata in ambito delle Nazioni unite. «L’impegno per affrontare la grande crisi climatica - ha detto ancora Ronchi - è almeno di pari importanza di quello per la libertà e la democrazia».

La roadmap di Italy for Climate
Italy for Climate ha elaborato una roadmap che prevede un taglio di almeno il 50% delle emissioni nazionali di gas serra, al netto del carbonio assorbito, entro il 2030 rispetto ai valori del 1990 (siamo oggi al 18% di riduzione) e un azzeramento entro il 2050. Sette i pilastri su cui si basa il progetto:

1. Transizione energetica

2. Economia circolare

3. Decarbonizzazione dei trasporti

4. Adattamento al cambiamento climatico

5. Agricoltura, gestione delle foreste e dei suoli

6. Ricerca, innovazione e digitalizzazione

7. Far pagare le emissioni di carbonio.

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