Pi di formazione

Its asset strategici per la manifattura Bianchi: «Ora 1,5 miliardi dal Pnrr»

Meccatronica, digitale, Big Data e aerospazio, le scuole per i supertecnici di domani

di Claudio Tucci

Bonomi: «Nel Lazio il 100% dei ragazzi che si diplomano negli Its viene assunto»

3' di lettura

Lo abbiamo visto in Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, dove i giovani usciti dagli Its, gli Istituti tecnici superiori, hanno già tutti in mano un contratto di lavoro. E per di più in un impiego coerente con il loro percorso formativo. Parliamo di ragazzi spesso neanche ventenni, esperti in meccatronica industriale, ufficiali della marina mercantile, professionisti del settore Ict, tessile-moda-accessori, logistica. Siamo andati poi in Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e la fotografia scattata dalla nostra inchiesta sugli Its, che ha toccato 12 regioni e altrettanti distretti produttivi, con interviste a una quarantina di aziende, multinazionali e pmi del made in Italy, non ha avuto risultati diversi.

Abbiamo raccontato come il posto di lavoro, anche al Centro-Sud, arriva subito per i “tecnici superiori” esperti nel management del turismo e della cultura 4.0 o nella meccanica, nell’aerospazio. Il nostro viaggio è iniziato a Frosinone, il 1° luglio all’Its Meccatronico di Maurizio Stirpe, con un segnale ben chiaro: all’indomani dello sblocco dei licenziamenti l’industria assume, 23 studenti. E abbiamo terminato il 28 ottobre all’Its Mita di Scandicci (Fi), un’eccellenza nel moda-tessile-pelletteria. Alle selezioni per un posto in una classe di una Fondazione Its si presentano sempre più studenti universitari o addirittura laureati, e chi non trova lavoro al termine del biennio formativo (in alcuni casi i corsi sono triennali) è perché, all’inverso, ha deciso di proseguire negli studi. Ancorché poco conosciuti a moltissime famiglie, studenti, e molto spesso anche ai docenti di scuola secondaria, il nostro viaggio negli Its - organizzato con Intesa SanPaolo, e lanciato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, agli «Its Pop Days», tenuti a inizio maggio da Confindustria, assieme a Umana e Indire - ha confermato come questi istituti , a oggi la sola nostra offerta terziaria professionalizzante non accademica, rappresentino un asset strategico per la manifattura italiana, avendo introdotto, fin dalla loro nascita oltre 10 anni fa, un modo nuovo di fare formazione post diploma. Una formazione co-progettata con le imprese, con robuste dosi di tirocinio ed esperienze di laboratorio, con docenti per la gran parte provenienti dal mondo del lavoro, e che si lega alle vocazioni produttive dei territori, ci hanno sottolineato esperti del calibro di Monica Poggio, ad di Bayer in Italia, vice presidente di Assolombarda, Stefano Serra, vice presidente dell’Unione Industriale di Torino, e vice presidente di Federmeccanica con delega alla formazione, Riccardo Stefanelli, ad della Brunello Cucinelli, e delegato alla Cultura di Confindustria Umbria, Elena Scolaro, Senior Hr Business Manager Global Rdq di Barilla. Il viaggio negli Its, realizzato assieme ai colleghi Nino Amadore, Nicoletta Cottone, Raoul De Forcade, Barbara Ganz, Filomena Greco, Enrico Netti, Vincenzo Rutigliano, Michele Romano, Ilaria Vesentini, Vera Viola, ha mostrato anche le tante attese del settore in vista dei finanziamenti in arrivo con il Pnr (1,5 miliardi nei prossimi 5 anni), che lo stesso premier Mario Draghi, visitando, di recente, l’Its Cuccovillo di Bari, ha detto che dovranno servire per nuovi laboratori e tecnologie 4.0 (si veda Sole24 di lunedì 1° novembre). «L’Its funziona se l’impresa è al centro - ha chiosato Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il capitale umano -. Il viaggio del Sole24Ore ha dimostrato come da Nord a Sud, da Ovest a Est, c’è bisogno di competenze tecniche. Abbiamo fatto scoprire a famiglie, studenti e scuole quanta industria c’è nel Paese, che sta tirando la ripresa». Oggi le Fondazioni che gestiscono gli Its sono 116, con circa 18mila frequentanti, e un tasso di occupazione medio nazionale all’80% (con il 91% degli stage che si svolge nelle aziende, che sono il 43% dei soci stabili delle Fondazioni). Il dato sugli studenti è ancora però di nicchia rispetto agli oltre 800mila giovani inseriti nei corrispettivi istituti tedeschi.Il governo però è pronto, anche con la riforma degli Its all’esame del Senato, a spingere sull’acceleratore.

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Come conferma al Sole 24 Ore il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «L’Esecutivo ha chiaro lo straordinario potenziale e il ruolo che gli Its possono svolgere per lo sviluppo del Paese - ha detto Bianchi -. Per questo stiamo lavorando con il Parlamento e le forze sociali alla loro riforma, su cui investiamo anche 1,5 miliardi con il Pnrr: il numero delle studentesse e degli studenti coinvolti in questi percorsi deve crescere. È importante fare orientamento, promuoverne la conoscenza, aumentare e qualificare l'offerta formativa. Il contributo di questo giornale in tal senso è stato determinante».

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