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Its digitale Liguria, arrivano nuovi corsi ma mancano i docenti prestati dalle imprese

di Monica Zunino

2' di lettura

L’offerta si allarga da tre a cinque corsi, puntando anche sulla cybersecurity e l’obiettivo della Fondazione Its-Ict Accademia digitale Liguria è raddoppiare, da qui al 2026, il numero di diplomati.

«Oggi chiunque gestisca un sistema operativo deve essere armato di competenze e conoscenze per capire quando c’è un attacco e prendere le prime misure per respingerlo. Noi, in due anni di corso, non arriveremo a formare una figura di esperto totale della cyber security, perché esistono lauree e corsi aziendali, però prepareremo una figura di primo e pronto intervento: una sorta di “guardia giurata” del sistema informativo, che conosca la legge, sia “armato”, sappia riconoscere il malintenzionato e riesca a bloccarlo mentre chiama le forze dell’ordine». Alessandro Rivella, direttore della Fondazione Its-Ict Accademia digitale Liguria, spiega così uno dei nuovi corsi che fanno parte del programma di formazione 2022-2023, che punta alla crescita scommettendo anche sulle risorse del Pnrr (1,5 miliardi a livello nazionale di cui 50 milioni potrebbero arrivare agli Its liguri). Una delle novità è proprio preparare giovani per proteggere i sistemi dagli attacchi informatici; ma oltre al corso per sistemista specializzato in reti e cybersecurity ce ne sono due per sviluppatore di software: uno per l’Iot e uno per realtà virtuale e aumentata. E altri due per Big data specialist e Digital communication specialist.

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I piani sono concordati con le aziende, ma l’Accademia digitale Liguria è pronta a dialogare anche con la pubblica amministrazione per replicare a Genova progetti come quello sperimentale di Bologna, in cui i Comuni dell’area metropolitana si sono accordati con la Regione Emilia-Romagna e gli Its per formare tecnici specializzati da assumere.

L’Its-Ict Accademia digitale della Liguria di Genova - che fra i soci fondatori ha alcuni istituti scolastici, l’università di Genova, enti di formazione, Confindustria Genova, Siit, Digital innovtion hub, Camera di commercio di Genova e la città metropolitana di Genova - dal 2013 ad oggi ha diplomato oltre 200 giovani, ma i piani prevedono un’accelerata che si accompagna all’ipotesi di una nuova sede, inizialmente a Sestri Ponente, nell’ex storica sede di Leonardo, e successivamente sulla collina degli Erzelli o a Sampierdarena; ed è già pronto il progetto per due nuovi laboratori.

La legge di riforma degli Its e le risorse del Pnrr potrebbero fare la differenza, ma intanto ci sono due “nemici” con cui l’Accademia digitale deve fare i conti: la difficoltà a trovare docenti forniti dalle aziende e quella di raccogliere iscritti, nonostante la percentuale di occupazione sia dell’87%.

«È fondamentale che ci sia un orientamento per far sì che i giovani scelgano gli Istituti tecnologici superiori per entrare nel mondo del lavoro - conferma Guido Torielli, presidente Fondazione Its-Ict Accademia digitale e Associazione Rete fondazioni Its Italia -. E se si raddoppiano i corsi, è necessario raddoppiare anche il numero dei docenti che, per le caratteristiche degli Its, devono provenire per più del 50% dalle aziende. Ma per un cortocircuito le imprese, in piena attività, hanno tutto il personale specializzato impegnato e non ne hanno da mandarci, anche se avrebbero interesse alla formazione di giovani da assumere».

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