Istituti tecnici superiori

Its Lombardia Meccatronica, una rete di 400 aziende e il record di occupati

A un anno dal diploma il 98% dei giovani lavora, al 100% in linea con la formazione.Da ottobre l’Its Meccatronica avrà 16 percorsi formativi,il sostegno della Regione

di Cl.T.

(NDABCREATIVITY - stock.adobe.com)

4' di lettura

La cifra, già dalla sua nascita, dell’Its Lombardia Meccatronica è lo stretto legame con le aziende, fin dalla fase di co-progettazione dei percorsi formativi. Oggi i soci della Fondazione Its sono 144 (si era partiti con 40), e un’ottantina sono imprese. «Si sale a circa 400 aziende - ci racconta il direttore dell’Its Lombardia Meccatronica, Raffaele Crippa - considerando tutte le realtà produttive con cui collaboriamo più assiduamente. Il parterre è variegato, passiamo dalle multinazionali alle pmi, a testimonianza della nostra capacità a qualificare le competenze su misura per ciascuna “taglia” aziendale». Un numero monstre, tra i più alti in Italia, che fa di questo istituto tecnico superiore una vera e propria Academy 4.0 del made in Italy, che sa rispondere a precisi fabbisogni professionali del territorio.

Partendo da qui si capiscono meglio i numeri da record, certificati, di anno in anno, dal monitoraggio ministero Istruzione-Indire: a un anno dal conseguimento del diploma il 98% dei ragazzi lavora e nel 100% dei casi l’impiego ottenuto - nella stragrande maggioranza a tempo indeterminato e in apprendistato - è coerente con il percorso formativo svolto, in aula e “sul campo”, dal ragazzo. «In tutto sono 2mila ore nel biennio - ha spiegato Crippa -, di cui almeno 800 svolte direttamente “on the job” e le restanti 1.200 ore mixando lezioni in aula e attività di laboratorio. Tenga anche presente che mediamente circa il 75%-80% della nostra docenza proviene dal mondo del lavoro».

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A ottobre, con l’inizio del nuovo anno, l’Its Lombardia Meccatronica, sede principale a Sesto San Giovanni (Milano), ma con corsi a Bergamo, Brescia, Lecco, e la new entry Pavia, avrà attivi 16 percorsi formativi, accogliendo oltre 400 studenti, anche grazie a un aiuto importante di regione Lombardia.

Sono tre gli indirizzi di specializzazione. Il primo in meccatronica industriale, dove si diventa “super tecnici” in progettazione, installazione, manutenzione, commercializzazione di soluzioni meccatroniche e impianti automatizzati per svariati settori produttivi. Il secondo indirizzo è il meccatronico biomedicale, che svela agli studenti tutti i segreti dalle apparecchiature per diagnostica alla robotica nelle sale operatorie, passando per l’ingegneria clinica. Il terzo ambito di specializzazione è il meccatronico auto-ferrotranviario, dove i ragazzi si formano, in particolare, nella manutenzione delle apparecchiature a bordo dei veicoli su rotaia (tutta la manutenzione dei vari Frecciarossa e Italo, tanto per intenderci), dei veicoli speciali e di trasporto pubblico su gomma, di metropolitane e tramvie. «Si punta molto sulla micro mobilità e sulle nuove tecnologie verdi, anche in linea con il Pnrr», ha detto Crippa.

Le aziende apprezzano. «Da anni collaboriamo con l’Its Lombardia Meccatronica - ha dichiarato Maria Emanuela Salati, responsabile formazione, selezione e welfare di Atm, 10mila dipendenti su Milano, che gestisce anche la metro di Copenaghen -. Su più di 600 assunzioni a budget per quest’anno, una 40ina riguardano tecnici superiori specializzati che lavoreranno nei nostri depositi (più di 20 a Milano, ndr) occupandosi di manutenzione dei rotabili e degli impianti fissi e sistemi. Personalmente, ritengo gli Its l’anello di congiunzione fondamentale tra scuola e lavoro, perché riabilitano la formazione tecnica, ingenerosamente etichettata di serie B, mentre invece è strategica per formare competenze cruciali».

Ogni anno, infatti, ci ricorda Confindustria, le imprese cercano almeno 20mila diplomati provenienti dagli Istituti tecnici superiori, ma ne trovano solo 5mila. E una selezione su tre, addirittura una su due nelle materie Stem, proseguono Unioncamere-Anpal, è considerata “difficile” dagli stessi imprenditori. Un paradosso in un paese, come l’Italia, dove la disoccupazione giovanile continua a veleggiare, stabile, sopra il 30% e ci sono due milioni di ragazzi che non studiano e non lavoro (Neet), purtroppo in aumento a causa della pandemia.

«Il mismatching tra domanda ed offerta di lavoro è purtroppo realtà anche in siderurgia - ha evidenziato Antonio Cotelli, direttore Risorse umane del gruppo Feralpi -. Lo scorso anno abbiamo assunto circa 140 persone, ma il tema delle competenze tecniche è sempre più dirimente per il futuro delle imprese manifatturiere. Ecco perché crediamo negli Its. Includere le imprese sia dal punto di vista della progettazione della figura professionale sia della docenza è fondamentale. Condividere il valore della formazione con le nuove generazioni per intercettare e coltivare i talenti e le energie dei giovani è l’obiettivo che ci muove. Collaboriamo attivamente ai corsi Its fin dal 2017, in particolare con il corso a indirizzo meccatronico industriale. Da due anni siamo anche socio partecipante della Fondazione Istituto Tecnico Superiore Lombardo per le Nuove tecnologie Meccaniche e Meccatroniche».

Sulla stessa lunghezza d’onda, il responsabile per l’ingegneria clinica di Humanitas Research Hospital, Paolo Oliva: «Per un ospedale come il nostro proiettato all’innovazione tecnologica la collaborazione con Its risulta fondamentale - ha evidenziato Oliva - al fine di garantire la presenza di giovani e preparati tecnici biomedicali in grado di mantenere alto il knowhow tecnico interno con uno sguardo particolarmente focalizzato all’introduzione delle tecnologie del futuro».

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