ITS e imprese

Its, il primo sì della Camera alla riforma

di Claudio Tucci

3' di lettura

Più spazio al mondo del lavoro: le aziende dovranno essere presenti, anche in gruppi o reti d’imprese, nella fondazione Its di riferimento, e lo stesso presidente dovrà essere espressione del mondo produttivo. Si conferma la didattica integrata, con il mix di lezioni ed esperienza nelle imprese e nei laboratori d’eccellenza, una prima chiave di successo degli Its, che hanno un tasso di occupazione medio superiore all’80%, con punte anche di 90 e 100%, per i diplomati a un anno da titolo, e nel 92% dei casi l’impiego ottenuto è coerente con il percorso formativo del ragazzo.

E ancora: via tutti i limiti quantitativi relativi alle docenze, già oggi per oltre il 70% provenienti dal mondo del lavoro. L’unico requisito per diventare “professore” nell’Its sarà quello di essere in possesso di una esperienza maturata per almeno cinque anni nei settori produttivi correlabili all’area tecnologica dell’Its.

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Dopo più di 10 anni di “start-up”, arriva la prima riforma organica degli Its, gli Istituti tecnici superiori - in Italia l’unico canale di formazione terziaria professionalizzante alternativo all’accademia - su cui ieri la Camera, a larghissima maggioranza (una notizia per un provvedimento scolastico), 409 sì, sette no e quattro astenuti, ha acceso semaforo verde. Il testo, una ventina di articoli in tutto, (relatore, Gabriele Toccafondi, Iv), passa ora al Senato.

Soddisfatto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «Il voto di oggi è un primo importante passo - ha sottolineato il titolare di Viale Trastevere al Sole24Ore -. L’approvazione, avvenuta all’unanimità, è la riprova dell’interesse del Parlamento, che ringrazio, per una delle riforme strategiche per il futuro della formazione, e che si lega al rilancio dell’intera filiera tecnico-professionale e all’orientamento, su cui punta molto il Pnrr, e su cui il mio ministero è già al lavoro».

D’accordo praticamente tutto l’arco parlamentare.

«Grazie al lavoro a Montecitorio e agli emendamenti approvati - ha sottolineato Serse Soverini (Pd) - abbiamo difeso e consolidato la centralità del ruolo delle imprese confermando la loro presenza tra i soci fondatori delle fondazioni Its; stabilendo che le imprese esprimano il presidente delle Fondazioni Its; e disponendo che le imprese siano parte attiva nel consiglio d’indirizzo della didattica. Grazie poi al coordinamento nazionale abbiamo reso il sistema Its parte integrante dell’insieme delle politiche di crescita. La formazione terziaria è decisiva per l’aumento della competitività, in particolare delle pmi».

«A dieci anni dalla prima legge - ha proseguito Vittoria Casa (M5S) - il nuovo testo introduce elementi di flessibilità e di semplificazione della governance che permetteranno sicuramente di accrescere le già notevoli potenzialità formative e occupazionali di questi istituti».

Per spingere gli Its nascerà un fondo ad hoc, con una dote di partenza di 68 milioni quest’anno, e 48 milioni dal 2022, risorse, aggiuntive rispetto a fondi Ue (con il Pnrr arriveranno 1,5 miliardi in 5 anni,ndr) e regionali, che dovranno servire anche a «finanziare interventi per dotare gli Its di nuove sedi, di laboratori e infrastrutture tecnologicamente avanzati». Grazie alle ultime modifiche approvate si apre a una leale collaborazione con le università, che restano partner degli Its ma senza cannibalizzarli. Anzi sviluppando insieme a loro, in piena autonomia, percorsi formativi flessibili anche in regime di alto apprendistato, attraverso patti federativi. C’è anche una spinta più decisa su merito e premialità, prevedendo, d’intesa con le regioni, dei veri e propri standard minimi. In pratica, se un Its per tre anni consecutivi riceve un giudizio negativo riferito almeno al 50% dei corsi valutati nelle rispettive annualità del triennio precedente, la regione revoca l’accreditamento e con esso si perde la possibilità di rilasciare diplomi e ottenere fondi pubblici.

Positivo il giudizio delle imprese. «La larghissima convergenza in Parlamento è un segnale dell’importanza degli Its, su cui Confindustria da sempre è molto attenta - ha chiosato Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale umano -. Adesso, bisogna potenziare subito l’orientamento verso famiglie e studenti. Occorre anche migliorare alcune cose non secondarie della riforma: ad esempio va definitivamente superata la logica del bando annuale per il finanziamento, e serve dare alle Fondazioni Its prospettive di investimento di medio-lungo periodo, in particolare per realizzare nuovi sedi, laboratori e attività strutturali di orientamento, che sono fondamentali per rafforzare l’identità degli Its. Sono certo che su questi temi, ora che il testo passa al Senato, il Parlamento metta la dovuta attenzione, anche con il contributo del governo che sugli Its ha dimostrato, attraverso il Pnrr, di puntare con convinzione».

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