camere verso lo scioglimento

Ius soli, pressing della minoranza Pd: allungare legislatura per approvarlo

di Andrea Gagliardi

(ANSA)

4' di lettura

Game over per la legislatura. Domattina, dopo la conferenza stampa di fine anno, il premier Paolo Gentiloni salirà al Quirinale. Dopo il mancato numero legale sullo ius soli al Senato sabato 23 dicembre in molti auspicano ancora un prolungamento della legislatura per permettere l’approvazione della riforma della cittadinanza in Senato, che in teoria dovrebbe riaprire i battenti il 9 gennaio. Lo hanno chiesto a Mattarella i leader di Liberi e uguali, dei Verdi e degli altri partiti a sinistra del Pd. E lo hanno chiesto con una lettera aperta i ragazzi del “Movimento italiani senza cittadinanza”, con un’accorata lettera in cui pregano il Capo dello Stato di non lasciarli soli nella loro battaglia per l’approvazione della legge. Ma il mancato numero legale della scorsa settimana (assenti i senatori grillini e anche un terzo dei senatori dem) è il segnale, anche per il Quirinale, che non ci sono né le condizioni politiche né i numeri per approvare lo ius soli e più in generale per proseguire di qualche settimana la legislatura.

Manconi: Mattarella conceda due settimane
Oggi il pressing sullo ius soli, tuttavia, è continuato. E ha coinvolto anche settori del Pd. «Ma chi l’ha detto, che si debba votare il 4 marzo? Il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato. È a lui che mi rivolgo, con il massimo rispetto ma anche con la fiducia che si deve a un galantuomo del quale è nota la rettitudine intellettuale e la sensibilità sociale» ha detto il senatore del Pd Luigi Manconi, che ha chiesto al capo dello Stato di «prolungare la legislatura di due settimane per consentire al Parlamento di discutere e approvare la legge sullo ius soli».

Loading...

Cuperlo: Pd chieda prolungare legislatura
A lui si è associato l’ex presidente Pd Gianni Cuperlo. «Non può e non deve finire così. Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia - ha scritto in una nota - Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare. Per la loro sensibilità a questa battaglia - ha proseguito - io dico che adesso è il momento giusto perché il capo del Governo e il segretario del Partito Democratico chiedano al presidente Mattarella di prolungare la legislatura di pochi giorni. Ciò consentirebbe di riconvocare l'Aula di Palazzo Madama alla
ripresa così da poter discutere e votare una legge giusta e di civiltà. Una legge attesa da 800.000 ragazze e ragazzi che rischiamo di mortificare e deludere ancora una volta».

Meloni (Fdi): 100mila firme per dire no allo ius soli
Da destra cresce il pressing di segno opposto. Su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha annunciato che Fdi ha consegnato al Presidente Mattarella 100mila firme «per dire “no ius soli” legge con la quale il Pd e la sinistra vorrebbero rendere automatica la cittadinanza per gli immigrati. Siamo certi - si legge - che il Capo dello Stato non lascerà inascoltata la richiesta di centinaia di migliaia di italiani: la cittadinanza non si regala».

L’appello del Movimento Italiani senza cittadinanza
Dopo che al Senato è mancato il numero legale lo scorso 23 dicembre, il Movimento #ItalianiSenzaCittadinanza (ossia le figlie e i figli di immigrati cresciuti in Italia ma senza passaporto italiano) ha scritto una lettera al Capo dello Stato nella quale ha chiesto il rinvio dello scioglimento delle Camere in modo da poter approvare la legge sullo ius soli. Il movimento ha ricordato al Presidente della Repubblica che talvolta è necessario promuovere leggi «che possono apparire divisive, ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti. Non lasciateci soli ancora una volta».

Ius soli “temperato” e ius culturae
Il percorso del disegno di legge sullo ius soli “temperato”, in Parlamento dal 2013 e ancora in Senato a oltre due anni dal primo via libera della Camera (ottobre 2015) , è stato molto accidentato. Con l’ostruzionismo della Lega e la ferma opposizione di Forza Italia e centristi di Ap. Il Ddl incardinato in aula introduce uno ius soli temperato con il diritto alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia purché uno dei due genitori sia in possesso di permesso di soggiorno permanente (se extracomunitari) o di permesso di lungo periodo (se comunitari) e dunque sia residente nel nostro paese legalmente e in via continuativa da almeno 5 anni. Ma non solo. Può acquisire la cittadinanza (necessaria la dichiarazione di volontà) il minore nato da genitori stranieri oppure arrivato in Italia prima dei dodici anni quando abbia frequentato nel nostro paese un percorso formativo per almeno cinque anni. Potrà anche chiederla chi non ancora maggiorenne sia entrato in Italia, vi risieda da almeno sei anni e abbia frequento un ciclo scolastico ( o un percorso di istruzione professionale) ottenendo un titolo di studio (o una qualifica).

L'attuale disciplina: cittadinanza per «diritto» dopo i 18 anni
Al di là di alcune fattispecie particolari, attualmente il cittadino straniero nato in Italia ha diritto alla cittadinanza una volta diventato maggiorenne a condizione che vi abbia risieduto fino a quel momento «legalmente e ininterrottamente» e dichiari entro un anno dal compimento dei 18 anni, di volerla acquisire. Fin qui per quel che riguarda il “diritto”. La cittadinanza può essere invece acquisita per matrimonio (purché in possesso di requisiti resi più stringenti dalle norme sulla sicurezza emanante in questi anni) oppure per naturalizzazione cioè concessa (con Dpr, sentito il Consiglio di Stato), su domanda dell’interessato, a chi risiede in Italia da almeno 1o anni se cittadino extra Ue e quattro se europeo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti