corsi di guida

Iva per le autoscuole non retroattiva, ma crescono i dubbi

di Maurizio Caprino


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(© Giovanni Mereghetti)

2' di lettura

L’Iva sui corsi di scuola guida si applicherà davvero solo a partire dal prossimo anno, come sembrava da una prima lettura? O sarà recuperata in modo retroattivo come ha già iniziato a fare da circa un mese l’agenzia delle Entrate? Il decreto fiscale, più che dare una risposta, ha rilanciato l’interrogativo. Che potrebbe avere una risposta già oggi: alle 14,45 alla Camera, davanti alle commissioni Finanze e Trasporti, è in programma l’audizione informale di alcuni rappresentanti dell’agenzia delle Entrate proprio sulla vicenda dell’assoggettamento dei corsi di scuola guida all’Iva.

Questo trattamento è stato imposto dalla Corte Ue, con la sentenza del 14 marzo sulla causa C-449/17. Che, come tutte le pronunce della Corte (si veda «Il Sole 24 Ore» del 17 settembre), ha valore retroattivo. Per questo, i rappresentanti di categoria hanno chiesto una norma nazionale che invece introducesse l’Iva sulla loro attività solo per il futuro e all’Agenzia hanno lavorato su questa ipotesi.

Ma l’articolo 32, comma 3 del decreto fiscale (Dl 124/2019) stabilisce che «sono fatti salvi i comportamenti difformi adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, per effetto della sentenza». Che cosa s’intende per «comportamenti difformi»?

Il comma 2 dello stesso articolo, sostanzialmente, dispone l’assoggettamento a Iva dei corsi per le patenti B e C1, a partire dal prossimo 1° gennaio (comma 5). Quindi, la difformità parrebbe essere quella posta in essere da chi non ha assoggettato la propria attività all’imposta. Ma la fine del comma 3 dice «per effetto della sentenza» e non «rispetto alla sentenza». Ciò autorizza a pensare che la difformità sia quella di chi ha già applicato l’Iva dopo la sentenza, senza aspettare il 1° gennaio 2020.

Questa possibile interpretazione alternativa non è così inverosimile come potrebbe apparire: nel dossier che ora accompagna il Dl nella sua prima fase di conversione in legge (atto Camera n. 2220), a pagina 102, si invita a valutare «l’opportunità di chiarire...se siano stati fatti salvi i comportamenti dei contribuenti che hanno assoggettato a Iva le prestazioni delle scuole guida ovvero, al contrario, se siano fatti salvi i comportamenti dei contribuenti che non hanno assoggettato le prestazioni».

I dubbi vengono confermati da altri passaggi del materiale illustrativo che accompagna il Dl, dove si dà conto in modo neutro della risoluzione 79/E, con la quale il 2 settembre l’agenzia delle Entrate ha dato attuazione anche in modo retroattivo alla sentenza della Corte Ue. Dunque, la debenza degli arretrati non pare essere stata messa in discussione né si afferma esplicitamente che essi non sono dovuti.

Una risposta esplicita potrebbe arrivare nell’audizione di oggi. Altrimenti, nei prossimi giorni occorrerà vedere se l’Agenzia darà ancora corso al recupero degli arretrati, per il quale all’inizio di ottobre ha inviato ad autoscuole di varie zone i primi avvisi al contraddittorio.

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