ASSICURAZIONI

Ivass pronta a risvegliare altri tre milioni di polizze dormienti

di Federica Pezzatti


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(Marka)

2' di lettura

L’Ivass è pronta a risvegliare controllare altri 3 milioni di polizze potenzialmente dormienti. Lo ha reso noto Elena Bellizzi, responsabile servizio tutela dei consumatori dell’Authority del settore assicurativo, nel corso di un Convegno sul tema dei contratti assicurativi che rischiano di confluire, per inerzia dei beneficiari, nel calderone dei depositi dormienti da cui il Governo Giallo Verde ha intenzione di attingere per effettuare i risarcimenti ai risparmiatori vittime delle banche.
Sono infatti circa 3 milioni i codici fiscali ancora da incrociare a seguito dell’estensione dell’indagine Ivass, comunicata con una lettera al mercato il 3 settembre scorso quando l’Authority assicurativa ha reso noto di avere ampliato il raggio d’azione alle polizze che, alla data del 31 maggio 2018, risultavano come
“residue” (non essendo ancora stato accertato l'eventuale decesso
dell'assicurato) e per i codici fiscali degli assicurati i cui contratti sono scaduti nel quinquennio 2001-2006 e nel 2017 che non sono stati liquidati e per i quali codeste imprese non avevano certezza della esistenza in vita degli assicurati alla scadenza contrattuale o alla data di sospensione dei premi.

Con tale invio si mirava ad ampliare il perimetro di ricerca delle polizze dormienti, arrivando a coprire 16 anni di scadenze contrattuali. Estendendo l’indagine a 98 imprese Ue vita la cui raccolta premi è pari al 15% del mercato.
Cosa sono
Va ricordato che le polizze vita dormienti sono polizze che non sono state riscosse dai beneficiari e giacciono presso le imprese in attesa della prescrizione. Può trattarsi di polizze per il caso di morte dell'assicurato, della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza, o di polizze di risparmio che, giunte alla scadenza, non sono state riscosse per vari motivi.
I diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in 10 anni dalla data dell'evento: decesso dell'assicurato; scadenza del contratto.
Oltre tale termine le imprese devono devolvere le somme al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la Consap. Va ricordato che il termine di 10 anni si applica agli eventi accaduti dal 20 ottobre 2010.
L’incorcio con l’Anagrafe tributaria
Il risveglio delle polizze, che finora ha portato al recupero di somme ingenti (nella precedente analisi condotta a maggio 2018 risutavano risvegliate 187.493 polizze sui 7 milioni di codici fiscali controllati per un totale di 3,5 miliardi di euro) è possibile incrociando i dati in possesso delle compagnie, che hanno consegnato i codici fiscali degli assicurati all’Authority, con quanto risulta all’anagrafe tributaria.

Una volta ottenute le informazioni dall’anagrafe, l’Ivass restituirà a ciascuna impresa i codici fiscali relativi a persone decedute con l'indicazione della data di morte, nonché i codici fiscali per i quali non è risultato possibile un abbinamento con i dati dell'Anagrafe Tributaria (perché non presenti o errati).

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