CNH INDUSTRIAL

Iveco non lascerà l’Italia dopo lo spin off

Il ceo Hubertus Mühlhäuser: la collaborazione con Nikola aprirà agli stabilimenti europei la produzione di camion elettrici e misti elettrici a idrogeno. Due investimenti strategici per il futuro green

di Riccardo Barlaam


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6' di lettura

NEW YORK - Una “road map” per creare valore. È questo il senso del piano industriale al 2024 presentato ieri da Cnh Industrial a Wall Street. Il perimetro dell'operazione, come anticipato, prevede la divisione del gruppo in due società quotate con lo spin off all'inizio 2021 dei camion Iveco e dei motori Fpt Industrial.

Cambiare per vincere
Il piano denominato non senza enfasi “Transform 2 Win” oltre allo scorporo, punta al raddoppio dei profitti e dei dividendi a fine 2024. John Elkann, presidente e ad della holding di controllo Exor ha commentato: «In qualità di maggiore azionista singolo di Cnh Industrial, Exor assicura pieno sostegno a questo piano, che mira a liberare tutto il potenziale della società, nell'interesse dei suoi azionisti».

Al completamento dello scorporo Exor continuerà ad essere azionista di riferimento in entrambe le società. Cnh Industrial, dunque, si divide in due. Lo scorporo arriva appena sei anni dopo la creazione di Cnh. Quando Fiat Industrial, nel settembre 2013, decise di quotare in una società a parte le attività legate a macchine agricole e veicoli commerciali.

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Utili raddoppiati a fine piano. Ora taglio dei costi
Questi gli altri punti principali del nuovo piano industriale di Cnh. Tredici miliardi di dollari di investimenti fino al 2024 in tutti i vari segmenti per lo sviluppo del prodotto. Crescita annua dei ricavi netti del 5 per cento. Un margine Ebit Adjusted per le attività industriali dell'8% al 2022, e del 10% al 2024, più che raddoppiato rispetto ai livelli attuali. Un rendimento del capitale investito (Roic) proiettato al 20% a fine piano, con un incremento di 600 punti base dal 2018. Un utile per azione (Eps adjusted) che, secondo le intenzioni della società, dovrebbe crescere dai livelli attuali di 0,86 $ (guidance di metà 2019) a 2 dollari nel 2024. Lo spin off porterà con sé una riduzione dei costi operativi e un aumento delle efficienze attraverso ristrutturazioni, già avviate con costi ante-imposte attesi per la società tra 450-500 milioni di dollari, di cui 250 milioni cash.

Agricoltura e veicoli speciali
La prima società denominata “Off Highway” (attività non stradali), con ricavi pro-forma di 15,6 miliardi di dollari del 2018, sarà caratterizzata dagli asset che seguono le attività agricole (75% dei ricavi), dalle macchine per edilizia e movimento terra (19% del fatturato) e dagli altri veicoli speciali (6% dei ricavi).

Case, New Holland e Steyr i marchi principali di questo primo gruppo di attività ai quali si aggiungono Astra, che realizza veicoli pesanti da cava, i veicoli della difesa di Iveco Defences – impegnata, tra l'altro, con Bae nella commessa da 1,2 miliardi $ per la fornitura di 200 nuovi anfibi ai Marines (400 milioni la quota di Cnh) - e la tedesca Magirus specializzata nei veicoli anti incendio.

Camion, bus e motori
La nuova società quotata denominata per il momento «On Highway» (attività stradali) invece sarà quella che nascerà dallo spin off dei veicoli commerciali e dei motori. Con ricavi pro forma di 13,1 miliardi di dollari del 2018. E raggruppa i brand Iveco, Iveco Bus e Heuliez Bus (69% del fatturato) assieme a Fpt Industrial (31% dei ricavi), società a elevati margini, che produce motori e trasmissioni per veicoli commerciali e macchine agricole sia per le società del gruppo che per conto terzi per le concorrenti.

Due investimenti per il futuro green
I motori a idrogeno ed elettrici per i camion e l'«Android» dell'agricoltura digitale. Accanto al piano industriale Cnh Industrial ha annunciato due investimenti strategici. Iveco è leader in Europa nella produzione di veicoli commerciali a metano, con 50mila motori già realizzati da Fpt. E quasi 30mila tra camion e autobus già circolanti a metano.

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La quota di mercato di Iveco in Europa supera il 70% del mercato, una tecnologia avanzata e in regola con gli standard di emissioni Euro 5. La prossima frontiera è la transizione da gas naturale a biogas, passaggio che azzererebbe a zero le emissioni di Co2. La stessa tecnologia e la stessa infrastruttura distributiva che serve oggi a rifornire i camion e i bus a metano un domani molto vicino potrà essere utilizzata, spiegano gli esperti, per “fare il pieno” ai motori a celle combustibili.

I camion elettrici e a idrogeno
E' questo il significato del primo investimento di Cnh Industrial che ha staccato un assegno di 250 milioni di dollari per entrare nel round di finanziamento della start up Nikola Corporation, società di Phoenix, in Arizona, all'avanguardia nei motori a idrogeno ed elettrici per i veicoli pesanti. La valutazione ante-investimento di Nikola era di 3 miliardi. La start up prevede di raccogliere nel round oltre 1 miliardo di dollari, con l'attribuzione di circa il 25% di proprietà ai nuovi investitori, inclusa Cnh Industrial.

Un matrimonio importante. Nikola ha appena presentato il Nikola TWO, grande camion americano con due versioni di propulsione: elettrica per le medie distanze e mista elettrica-idrogeno per le lunghe distanze, e il Nikola TRE, un camion di tipo europeo con le due propulsioni. Aveva bisogno di un partner forte con la capacità industriale per produrre camion come Iveco.

L'“Android”dell'agricoltura digitale
L'altro investimento di Cnh riguarda l'agricoltura digitale. Settore nel quale stanno investendo anche Microsoft e Google. Cnh ha acquisito AgDNA, piattaforma leader nei sistemi informativi digitali per la gestione delle aziende agricole. I trattori e le mietitrebbiatrici moderni sono macchine molto sofisticate che dialogano in tempo reale con le centrali di acquisizioni dati come previsioni del tempo, prezzi delle materie prime, umidità del terreno. Un universo di informazioni che ruota attorno all'agricoltura moderna. Queste informazioni di solito viaggiano su canali diversi. AgDNA è strategica perché è una sorta di “Android” dei sistemi informativi per l'agricoltura. Una piattaforma unificata capace di condividere e comunicare tutti i dati agronomici digitali con i mezzi agricoli di tutte le marche.

Due nuovi leader globali
“Questo piano coraggioso porterà alla creazione di due nuovi leader globali nei rispettivi settori», ha dichiarato Suzanne Heywood, Chairperson di Cnh. “Obiettivi ambiziosi ma raggiungibili per ciascun segmento”, secondo il ceo Hubertus Mühlhäuser. Iveco, in particolare, crescerà a livello globale grazie ad altre partnership. Quella annunciata oggi con Nikola Corporation per i camion elettrici e a idrogeno aprirà al marchio italiano il mercato Usa dei camion, ma offrirà anche possibilità di produzione in Italia per il modello Nikola Tre, destinato al mercato europeo.

I camion da produrre in Italia
“Nikola produrrà camion in Europa e questa è una buona notizia per l'Italia”, ha spiegato Mühlhäuser incontrando i giornalisti. “La nostra divisione dei veicoli commerciali diventerà leader globale nel trasporto sostenibile”, ha detto il manager, aggiungendo che le priorità sono “riposizionare i nostri mezzi pesanti (heavy-duty truck), allargare la leadership nelle motorizzazioni alternative con una forte espansione nel gas liquefatto (Lng), entrare nel segmento delle propulsioni fuel cell (a idrogeno), e realizzare una crescita globale attraverso partnership”.

Quattro miliardi di investimenti
Nel periodo del piano, è stato ricordato, Cnh Industrial investirà 4,2 miliardi di dollari sui veicoli commerciali. “Non ci sono piani per lasciare l'Italia”, ha detto il ceo. “Siamo fieri delle nostre radici italiane”. Cnh Industrial in Europa conta 42mila occupati, con 34 stabilimenti (su un totale di 66) e 29 centri di ricerca e sviluppo. In Italia il gruppo conta 17.500 dipendenti, 12 centri di ricerca e sviluppo e 14 stabilimenti: veicoli commerciali e speciali: Brescia (Iveco Eurocargo) , Suzzara (Iveco Daily), Piacenza (Astra), Bolzano e Vittorio Veneto (Iveco Defence Vehicles). Powertrain: due a Torino (motori e trasmissioni), Foggia (piccoli motori). Macchine agricole e movimento terra: Modena, San Matteo, Jesi, San Mauro, Lecce, Pregnana Milanese.

Scorporo completato a inizio 2021
La nuova società avrà una struttura simile a quella di Cnh Industrial. Lo spin off che si prevede di completare a inizio 2021 sarà soggetto all'approvazione di un'assemblea straordinaria degli azionisti nella seconda metà del 2020. Lo spin off di Iveco segue la decisione di Volkswagen che ha appena quotato le sue società di camion Man e Scania a giugno sotto l'insegna Traton Group, una quotazione che ha raccolto 1,6 miliardi di euro, ma meno delle previsioni.

Giornata pesante in Borsa per Cnh
Il titolo Cnh ieri a Milano e a New York ha ceduto oltre il 3% dopo la presentazione del piano. Un'ondata di realizzi seguita al forte rialzo della scorsa settimana del 12,3% dopo le prime indiscrezioni sul piano. Il consensus degli analisti a Wall Street sul titolo Cnh, che capitalizza 13,6 miliardi di dollari, vede 2 indicazioni “Strong buy”, 3 “Buy”, 6 “Hold, 0 “Sell” e 1 “Under perform”. Il price target è al momento a 11,62$ ma molti analisti intravedono possibilità di crescita del titolo. A Milano, Equita ha fissato un prezzo obiettivo di 12 euro. Banca Akros si spinge a ridosso dei 13 euro con un incremento di valore a doppia cifra.

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