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Ivs Group, bene i conti 2019 ma rinuncia al dividendo

Pesante l’impatto nel primo trimestre dal momento in cui l’azione di Governo ha frenato i consumi. Non c’è visibilità sul 2020, «stante l'impossibilità di prevedere durata e intensità dell'epidemia»

di Andrea Fontana

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Pesante l’impatto nel primo trimestre dal momento in cui l’azione di Governo ha frenato i consumi. Non c’è visibilità sul 2020, «stante l'impossibilità di prevedere durata e intensità dell'epidemia»


2' di lettura

Positiva la risposta delle azioni Ivs Group ai conti 2019 nonostante la società di vending, i distributori automatici di bevande e snack, si aspetti un impatto “significativo” dell'emergenza coronavirus sul 2020 e abbia rinunciato alla distribuzione del dividendo agli azionisti (30 centesimi la cedola per azione pagata sui conti 2018). Il titolo è salito dello 1,58% a 6,44 euro, dopo aver toccato la scorsa settimana i minimi storici in area 5,5 euro, a fronte di un aumento dell’1,74% per Piazza Affari.

Nel 2019 l'utile netto rettificato è rimasto stabile a 26,3 milioni di euro, mentre l'ebitda rettificato è cresciuto a 105,5 milioni includendo gli effetti dell'adozione dell'Ifrs16 (94,3 mln senza Ifrs16 da 93,4 mln di un anno fa). I ricavi sono aumentati del 6,6% a 462,9 milioni. «Alla luce delle incertezze sul possibile impatto e durata dell'epidemia Covid-19, pur considerati i positivi risultati conseguiti nel 2019, il consiglio ha deliberato di proporre all'assemblea di astenersi dal pagamento del dividendo».

Per quanto riguarda la prima parte del 2020, IVS segnala che nelle prime settimane l'attività era in linea con il trend precedente ma che, con i provvedimenti del Governo italiano per contenere il contagio, si è determinata «una significativa riduzione dei volumi delle consumazioni, dovuta al forte calo di persone presso luoghi pubblici e di lavoro. I dati su altri mercati europei non sono ancora consolidati, ma sono plausibili livelli di calo analoghi».

I provvedimenti di governo hanno esplicitamente considerato l'attività della distribuzione automatica alimentare (vending) tra quelle autorizzate a mantenere la continuità di servizio, spiega la nota, aggiungendo però che «l'impatto - che si ipotizza significativo - sui risultati aziendali del 2020 in termine di riduzione di margini, non è evidentemente quantificabile con precisione, stante l'impossibilità di prevedere durata e intensità degli effetti dell'epidemia».

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