Acquisizioni

Iwg acquista Copernico per espandere la rete uffici

Salgono così a 84 i business center e cresce del 50% la superficie di spazi gestita, per un totale di 227 mila metri quadrati.

di Laura Dominici

3' di lettura

Copernico passa di mano ed entra a far parte del gruppo Iwg, società specializzata nel settore degli spazi flessibili, presente sul territorio nazionale con i marchi Regus, Spaces e Signature. Un’operazione il cui valore, per contratto, non è stato ancora svelato, ma che cade in una fase di ripensamento del business per il settore degli uffici. Salgono così a 84 i business center e cresce del 50% la superficie di spazi gestita da Iwg, per un totale di 227 mila metri quadrati.

Nel network entrano infatti 14 spazi di coworking e uffici distribuiti a Milano, Bologna, Torino, Cagliari, Varese e Trieste, che continueranno ad operare con il marchio Copernico- Iwg.

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Mauro Mordini, country manager Italia di Iwg, spiega: «L’operazione si inserisce nel percorso di espansione sempre più capillare della nostra rete; un percorso accelerato, in Italia e nel mondo, dagli effetti della pandemia, che ha contribuito all’affermarsi di forme di lavoro ibride. A fianco delle sedi centrali, le aziende sono sempre più propense a investire in uffici distribuiti sul territorio, per consentire ai propri dipendenti di ridurre gli spostamenti e lavorare da sedi idonee».

Pioniere nel settore degli spazi di lavoro flessibile, Iwg, con sede in Lussemburgo e quotato alla Borsa di Londra, conta oggi 3500 location in 120 Paesi. «L’ingresso di Copernico amplia la nostra offerta – sottolinea Mordini - consentendoci di soddisfare pressoché qualsiasi esigenza, in termini di qualità e ubicazione, sul territorio nazionale».

A fianco di un’importante presenza nelle metropoli, il gruppo sta puntando su una copertura sempre più diffusa a livello territoriale. Di poche settimane fa l’annuncio dell’avvio dei lavori entro il 2021 per l’apertura di altri 10 business center nelle città di Como, Varese, Parma, Reggio Emilia e Modena.

Nell’ultimo anno Iwg ha assistito ad una crescita, a livello globale, della domanda per gli spazi di lavoro flessibili nelle città più piccole e in località suburbane, «con picchi del 40% in alcune aree del mercato statunitense e del 30% in Italia».

Sono altresì aumentate le richieste da parte di grosse corporation di poter sottoscrivere degli abbonamenti per i propri dipendenti, per consentire l’accesso alla rete internazionale delle location del gruppo. Tra i più recenti accordi di membership siglati, quello con Ntt (Nippon Telegraph and Telephone) per consentire ai 500.000 dipendenti della società di accedere alla rete di uffici Iwg sparsi per il mondo. Un accordo simile, per oltre 95.000 persone, è stato firmato qualche settimana fa anche con la finanziaria Standard Chartered.

«La digitalizzazione e le nuove tecnologie stanno trasformando il mondo del lavoro e tutti guardano al lavoro flessibile per aumentare produttività, efficienza e vicinanza al mercato – commenta Mordini -. Da un lato le persone desiderano coniugare la propria produttività personale vivendo e lavorando dove lo ritengono migliore, dall’altro ci sono le aziende, che ricercano vantaggi finanziari e strategici. I nostri clienti sono start-up, Pmi e grandi multinazionali. Con il lavoro ibrido gli uffici sono diventati uno strumento di lavoro. Siamo in presenza di una rivoluzione culturale, che riguarda anche la gestione dei collaboratori».

Tra i trend emergenti, la spinta verso le periferie che nell’ultimo anno hanno tenuto meglio rispetto alle zone centrali delle città. Se un recente studio di Jones Lang Lasalle prevede che nel 2030 il 30% del portafoglio immobiliare potrebbe essere “flessibile”, secondo Mordini la soglia potrà essere raggiunta anche “qualche anno prima”.

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