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Jabil, interrotta la trattativa per il licenziamento di 190 addetti a Marcianise

La multinazionale Usa dell’elettronica avrebbe abbandonato il tavolo al ministero del Lavoro in modo unilaterale quando le parti erano vicine all’intesa

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(Agf)

La multinazionale Usa dell’elettronica avrebbe abbandonato il tavolo al ministero del Lavoro in modo unilaterale quando le parti erano vicine all’intesa


2' di lettura

Interrotto nella notte, dopo tre giorni di trattative, il confronto al Ministero del Lavoro su Jabil, multinazionale Usa dell’elettronica che aveva annunciato di voler procedere al licenziamento collettivo di 190 dipendenti dello stabilimento di Marcianise, nel Casertano, dal 25 maggio. La decisione è stata presa dell'azienda in modo unilaterale e inaspettato quando le parti erano ormai vicinissime all'intesa, fanno sapere dal ministero del Lavoro.

Catalfo: nullità dei licenziamenti

Preso atto di quanto comunicato dai rappresentanti italiani della società, la ministra Nunzia Catalfo e la sottosegretaria Alessandra Todde hanno manifestato tuttavia la volontà di interloquire direttamente con i vertici di Jabil, per conoscere le ragioni di questo inspiegabile dietrofront e cercare di concludere positivamente gli sforzi finora compiuti, salvaguardando la continuità occupazionale di 190 lavoratori. Al tavolo, Catalfo ha ribadito la «radicale nullità dei licenziamenti» dovuta non solo al mancato rispetto della procedura in materia di licenziamenti collettivi, ma anche per effetto delle misure straordinarie varate dal Governo per fronteggiare l'emergenza coronavirus, che prevedono il blocco dei licenziamenti e ulteriori settimane di cassa integrazione.

La vertenza

La vertenza inizia nel giugno del 2019, quando Jabil annuncia 350 esuberi su un totale di 700 dipendenti a Marcianise, stabilimento acquistato da Eriksson nel 2015. Contava di convincere buona parte dei lavoratori ad accettare l'esodo o la ricollocazione, ma senza successo. «Da diversi anni a questa parte - si legge in una nota recente dell'azienda - il sito Jabil di Marcianise si è dovuto confrontare con un contesto economico sfidante, volumi in calo e risorse sotto-utilizzate. Per affrontare la situazione, Jabil ha lavorato con le organizzazioni sindacali e con gli stakeholder, sia locali sia nazionali, a un programma di outplacement volontario per offrire ai dipendenti un'opportunità di reimpiego in altre imprese locali, interessate ad assumere i dipendenti di Jabil. Queste aziende, che hanno partecipato al programma di reimpiego, hanno fatto richiesta di un numero di lavoratori maggiore rispetto ai dipendenti di Jabil in esubero. Nonostante questi sforzi e il continuo impegno di Jabil, a oggi si registra purtroppo un risultato deludente sulle adesioni al reimpiego, nonostante le numerose proposte ricevute, che non ci consente di risolvere il problema».

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