INTERVISTA A DANIELE MAVER

Jaguar Land Rover riparte anche dall’usato. Ecco la strategia post-Covid 19

Il settore dell'auto riparte dopo il lockdown con nuove idee e la voglia di ascoltare e personalizzare ancora di più i servizi per i clienti. Il punto di vista di Daniele Maver, presidente di Jaguar Land Rover Italia.

di Giulia Paganoni

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Daniele Maver, presidente di Jaguar Land Rover Italia

Il settore dell'auto riparte dopo il lockdown con nuove idee e la voglia di ascoltare e personalizzare ancora di più i servizi per i clienti. Il punto di vista di Daniele Maver, presidente di Jaguar Land Rover Italia.


3' di lettura

L'automotive riparte. Dopo quasi due mesi di chiusura, gli show-room tornano ad aprire le porte e anche i primi clienti a farci ingresso. Ne abbiamo parlato con Daniele Maver, presidente e Ad di Jaguar Land Rover Italia.


A inizio 2020 si parlava di un anno di svolta in ambito automotive anche per la diffusione delle auto a batteria. Cosa di ipotizza per la situazione post-Covid in ambito di elettrificazione? Ricordiamo che Jaguar ha lanciato la I-Pace proprio lo scorso anno vincendo anche il auto premio dell'anno.
«La nostra strategia è di andare avanti nello sviluppo seguendo la direzione intrapresa con la Jaguar I-Pace. Abbiamo già annunciato che una delle prossime Jaguar sarà elettrica. Inoltre, arricchiremo la gamma ibrido plug-in (le elettrificate alla spina) ora composta dal Range Rover Sport a cui da settembre si affiancheranno anche le più piccole dalle gamma: Evoque e Discovery Sport. Rispetto alle concorrenti, saranno dotate di batteria da 15 kW che consentirà di aumentare l'autonomia a circa 68/64 km». Inoltre, Maver, ha tenuto a precisare che «In Italia permane la questione delle infrastrutture: da un lato la polizza europea e locale pongono dei limiti e dall'altra è necessario un progresso infrastrutturale, di localizzazione delle colonnine lungo la rete autostradale e un'educazione su come utilizzarle. Enel X ha fatto un grosso lavoro fino a questo momento ma è necessario continuare a investire».


Il mercato auto nei mesi di marzo e aprile ha fatto registrare numeri da brividi, con il quarto mese che crolla del 97%. Cosa cambierà a livello nazionale e internazionale?
«Sicuramente ci aspettiamo una dimensione di mercato più bassa, se non altro per aver “bruciato” almeno due mesi, con un 30/40% in meno rispetto allo scorso anno.

La nostra strategia di ripresa si sviluppa su tre fronti: la prima è la dimensione del sogno, dopo due mesi di isolamento in cui abbiamo fantasticato ora ci riaffacciamo alla realtà con desideri e aspirazioni. In questo senso, il sito web viene ripensato in modo più dinamico con un maggiore enfasi ai video; la seconda l'accessibilità, cioè rendere il sogno concreto.

Questo si sviluppa attraverso programma finanziari innovativi. Infatti, i nostri veicoli mantengono un valore residuo alto, per questo stiamo pensando a dei piani finanziari con dei costi mensili più ragionevoli.

Infine, la terza dimensione è quella della mobilità. La mobilità invidiare sarà centrale e si vogliono creare nuovi touch point (digitali e reali) con i clienti agevolandoli e aumentando l'interattività. Per esempio con un approccio più personalizzato (parliamo di una nicchia del marcato nazionale e questo rende possibile un approccio del genere) e attento alle esigenze del singolo, andando direttamente a casa sua per presentargli l'auto.
È opportuno fare una differenziazione per canale: Pmi e Partite Iva sono le categorie che hanno subito più duramente la situazione cancellando anche previsioni di acquisto. Mentre, i privati, seppur le gravi difficoltà, potrebbero riaffacciarsi all'acquisto e questo porrebbe al centro il ruolo dei concessionari».

Proprio i concessionari sono una figura chiave quindi per la possibile ripresa. Come gli avete aiutati durante la fase uno e ora la fase due di questa emergenza sanitaria ed economica?

«Nella fase uno li abbiamo aiutati nei pagamenti con compensazioni o posticipi per forniture. Mentre nella fase della ripresa, la due, da una lato abbiamo pensato a offerte più aggressive per i clienti e dall'altra più flessibilità sugli standard dei concessionari, come premi, promozioni o penalizzazioni».

Per quanto riguarda il mercato dell'usato, avere pensato dei pacchetti ad hoc?

«Il nostro programma “Approved” è sempre molto richiesto dai nostri clienti. Qui possono trovare auto fino a 5 anni di età sottoposte a controlli e garanzie che vanno oltre quelle obbligatorie per legge. Questo permette di far accedere al mondo Jaguar Land Rover quei clienti con possibilità finanziarie inferiori rispetto a chi compra un nuovo.
Una decina di giorni fa (ancora nel pieno della pandemia) è stato organizzato un evento virtuale in cui si sono state messe in vetrina le vetture usate, creando uno stock virtuale. Abbiamo riscontrato un grande interesse con numerose interazioni e una quindicina di contratti stipulati».

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