CAMBIO AL VERTICE

Jaguar Land Rover, Thierry Bolloré è il nuovo amministratore delegato del gruppo

L'ex ceo di Renault assumerà l'incarico il 10 settembre in sostituzione di Ralf Speth, che diventerà vice presidente del Gruppo britannico

di Corrado Canali

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L'ex ceo di Renault assumerà l'incarico il 10 settembre in sostituzione di Ralf Speth, che diventerà vice presidente del Gruppo britannico


2' di lettura

Cambio al vertice del Gruppo Jaguar Land Rover. L'ex Ceo di Renault Thierry Bolloré assume dal 10 settembre il ruolo di amministratore delegato. Nel comunicato diffuso oggi dal costruttore inglese è stato precisato che Bolloré sostituirà l'attuale Ceo Ralf Speth, che ricoprirà la carica di vice presidente non esecutivo. Bolloré vanta una grande esperienza nel settore automotive, avendo recentemente ricoperto il ruolo di Ceo in Renault, ed in precedenza posizioni di rilievo in Faurecia, un'azienda produttrice di componentistica di livello mondiale. Nel breve comunicato del costruttore inglese non sono state fornite ulteriori informazioni sul lavoro che il nuovo ammministratore delegato dovrà affrontare. L'ex manager Renault, che ad ottobre 2019 aveva lasciato la Casa francese dopo il difficile periodo seguente all'arresto di Carlos Ghosn, sarà con ogni probabilità chiamato ad un lavoro di risanamento del Gruppo inglese.

Momento difficile per il Gruppo inglese

La decisione maturata in questi giorni dai vertici di Tata Motors, gruppo indiano che detiene il controllo di Jaguar & Land Rover, rappresenta un evidente segnale della volontà di cambiare registro il più velocemente possibile in un periodo piuttosto difficile per i marchi Jaguar e Land Rover. Per Bolloré si tratta comunque di un impegno particolarmente difficile e non privo di ostacoli, tenuto conto delle difficoltà che stanno colpendo la Jaguar Land Rover. Che è uscita particolarmente provata dai risultati del primo semestre del 2020, che hanno fatto registrare la forte contrazione delle vendite in Cina, seguite dal calo in Europa e in Nord America nel periodo più acuto della pandemia. Una situazione complicata che per il Gruppo automobilistico ingles ha significato, tra l'altro, la chiusura dell'anno fiscale al 31 marzo scorso con perdite pari a 465 milioni di euro.

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