l’Intervista

Jean Stephens: «Revisione contabile, per le Pmi la sfida del cambiamento»

Il ceo di Rsm International: «Per l’Italia un’offerta di consulenza globale»

di Davide Colombo


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Jean Stephens, ceo di Rsm International

3' di lettura

«L’innovazione tecnologica ma anche normativa e organizzativa sono sempre stati alla base della nostra strategia, per questo crediamo, ad esempio, che il passaggio che dovranno affrontare molte piccole aziende italiane rappresenti per Rsm, un’ottima opportunità per offrire il nostro approccio globale nell'offerta di servizi di revisione contabile, consulenza fiscale e legale». A parlare è Jean Stephens, Ceo del network internazionale che occupa il settimo posto nella classifica mondiale dell’accounting (Iab). E il riferimento è all’obbligo di legge che scatta il 16 dicembre prossimo per 154mila Srl (la platea è stimata da Unioncamere), le quali secondo il Codice sulle crisi d’impresa dovranno nominare l’organo di controllo.

La top manager è a Roma questa settimana perché Rsm ha scelto la capitale italiana come sede della sua World Conference 2019, un meeting che ha raccolto oltre 400 delegati provenienti da un centinaio di paesi. «Abbiamo dedicato il nostro incontro di quest’anno al tema della Next Generation, del cambiamento; ci siamo interrogati su quello che dovranno affrontare i nostri clienti e i nostri professionisti nei prossimi 5 o 10 anni. E dentro questa trasformazione, che comprende i nuovi processi di automazione dell’attività di revisione, sono coinvolte numerosissime imprese italiane. A questa sfida cerchiamo di rispondere con la nostra rete globale, 41mila professionisti che operano in contesti molto diversi ma con l’approccio del team, della stretta collaborazione. Così siamo in grado di offrire soluzioni immediate a ogni nostro cliente su fronti diversi, dall’audit, al tax-legal e al consulting sino all’innovation, tenendo conto delle cornici regolatorie, diverse da Paese a Paese e in continua evoluzione».

Rsm è presente in Italia da un decennio, coinvolge circa 300 professionisti, ha sedi nelle sette città principali e le aziende che serve sono molto internazionalizzate. L’ultimo caso interessante? Il team italiano ha gestito in tempi strettissimi l’attività di audit necessario sulla controllata nazionale di una grande azienda cinese attiva nell’automation technology che sarà quotata in Cina a fine 2019: «È una storia significativa - dice Stephens - se si tiene conto del complesso contesto regolatorio di quel Paese».

In Italia l’attività in cui sono più impegnati i professionisti di Rsm è sicuramente quella della revisione e della consulenza fiscale, ma con sviluppi nella consulenza aziendale, legale e finanziaria e nell’M&A advisory.

Jean Stephens è stata la prima donna top manager di una realtà globale e lo è da ormai tredici anni, inevitabile una domanda sugli equilibri di genere nel mondo nei grandi network professionali: «Molte cose sono cambiate negli anni - risponde - ed è uno dei temi che abbiamo affrontato in questa nostra riflessione collettiva, qui a Roma, sulla Next generation. Oggi la presenza femminile nei team di audit ha raggiunto il 40-50%, naturalmente con differenze tra paesi, ed è anche vero che se a livello di top management quando si tratta di fare una scelta la parità di genere è oramai acquisita, ancora qualche difficoltà c’è per le donne nei passaggi di carriera intermedi. La nostra storia dimostra che la diversità di esperienze, di genere ma anche generazionali, sono la forza di una grande azienda. I cambiamenti che siamo chiamati ad affrontare a livello globale esigono reazioni dinamiche, risposte immediate e pertinenti. La diversità nel business, se costruita con intelligenza e capacità, incrociando domanda e offerta con il giusto equilibrio, dà senz’altro una marcia in più».

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