SUV FCA

Jeep Compass ibrida plug in, al via a Melfi la produzione. In vendita dal 2020

Fca sposta dal Messico a Melfi la produzione Compass termiche per l’Ue

dal nostro inviato Antonio Larizza


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3' di lettura

MELFI - Lo storico stabilimento Fiat di Melfi diventa la casa dell’elettrificazione del marchio Jeep. Nella fabbrica modello aperta nel 1994 per produrre la Punto, è già in corso la produzione della pre-serie della Jeep Compass plug in ibrida. A oggi ne sono stati prodotti più di 200 esemplari. La produzione di serie inizierà nel 2020, insieme a quella della Jeep Renegade plug in ibrida: allora, Melfi sarà l’unico stabilimento al mondo dove si produrranno le versioni ibride dei due fuoristrada Jeep più venduti, entrambi basati sulla piattaforma Small Wide.

Non solo: dal 1° trimestre 2020 Fca sposterà dal Messico a Melfi tutta la produzione di Compass con motore termico destinata alla regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Si tratta di volumi importanti: nel 2018 sono stati 78mila gli esemplari Compass immatricolati in Europa. Trend confermato anche nel 2019, con 58mila immatricolazioni nel periodo gennaio-settembre.

Il sottoscocca della Jeep Compass ibrida plug in, dove si nota il cavo trifase arancione dell’alta tensione

Concepito nel 1991 come fabbrica integrata – organizzazione non verticistica, dove le responsabilità sono decentrate verso chi è più vicino alla produzione – il polo di Melfi ha sfornato 7,4 milioni di auto e segnato tappe evolutive per l’automotive italiano. È qui che Fiat ha installato la prima linea robotizzata per la saldatura della scocca, sviluppato la posizione di lavoro ergonomica e ha impiegato il primo robot collaborativo. Melfi, che nel 2018 ha fatturato 4,7 miliardi di euro, impiega 7.256 lavoratori e produce 1.200 vetture al giorno. Dal 2014 ad oggi il gruppo Fca ha investito qui più di 3 miliardi.

Lo stabilimento ospita anche una Academy, nata all’interno della fabbrica per supportare i processi di formazione di risorse qualificate. «Ogni brand - spiega Alfredo Leggero, responsabile stabilimenti mass market dell’area Emea di Fca - sta cercando di customizzare la formazione. Nel nostro modello il processo di apprendimento non si basa su scuole di mestiere o consulenti esterni lontani dalla produzione. Tutto, nell’Academy, è fatto dagli operai per gli operai».

Il pacco batterie è realizzato da Lg Chem

Con il trasferimento della produzione delle Compass destinate al mercato europeo – il modello continuerà a essere prodotto in Cina, Brasile, Messico e India per le regioni di riferimento – si rafforza il legame tra lo stabilimento di Melfi, che oggi produce anche la 500X e Jeep Renegade. «Nel 2014, Melfi è stato il primo stabilimento a portare la produzione in grandi volumi di un modello Jeep, la Renegade, fuori dagli Stati Uniti - ricorda Marco Pigozzi, responsabile del prodotto Emea di Jeep -. Ora viene scelto per produrre modelli ibridi, con potenze fino a 240 cv e emissioni di CO2 sotto i 50 g/km. Modelli che potranno contare anche su un set di servizi per le nuove forme mobilità».

Servizi da affiancare al lancio di nuovi prodotti green, come i già annunciati modelli elettrici della 500 e del Ducato (in arrivo entro metà 2020). O come la tanto attesa 500X ibrida: «Ne stiamo studiano la fattibilità, ma nulla è deciso» precisano in Fca. La strategia di elettrificazione disegnata da Fca prevede anche una serie di alleanze. Come quelle con EnelX ed Engie, strette per offrire servizi di ricarica. «Creeremo una rete 13mila punti di ricarica in tutta Europa - spiega Roberto Di Stefano, responsabile e-Mobility Fca per l’area Emea -. Di questi, mille nasceranno nei nostri stabilimenti e nei parcheggi per i dipendenti, 4mila presso i Leasys store e 8mila presso i concessionari: una rete a disposizione anche dei clienti di Fca per effettuare ricariche».

Intanto, a Torino Fca ha avviato con Terna un progetto pilota che prevede l'utilizzo di 700 vetture dotate di tecnologia di ricarica bi-direzionale, per una potenza complessiva di 25 MW, che saranno utilizzate per stabilizzare la rete elettrica, con il compito di immagazzinare i crescenti picchi di energia prodotti da energia rinnovabili, per poi rimetterla in rete nei momenti in cui c’è più domanda di energia. Una delle frontiere più promettenti e studiate per rendere sostenibile su vasta scala l’ecosistema della mobilità elettrica. Un tema presente anche nell’agenda del tavolo per il rilancio della filiera dell’automotive convocato oggi presso il Ministero dello Sviluppo economico.

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