ACCIAIO

Jindal firma il contratto per la ex Lucchini, Piombino è indiana

di Matteo Meneghello

(Carlo Carino)

2' di lettura

È stato firmato ufficialmente il contratto per la cessione di Aferpi da Cevital al gruppo indiano Jindal south west. In base all’intesa, come ha ricordato il presidente della Toscana Enrico Rossi, Jindal si impegna a produrre acciaio costruendo due forni elettrici per una produzione di almeno due milioni di tonnellate. In cambio, a fronte di un piano da un miliardo e 50 milioni di investimenti, le istituzioni si impegnano a sostenere con un contributo di 33 milioni del Ministero dello sviluppo economico progetti di tutela ambientale
e di risanamento, a cui si aggiungono 30 milioni della Regione Toscana per l'efficienza energetica e ambientale del ciclo produttivo e altri 30 milioni, sempre regionali, per progetti di ricerca e formazione. «Sono soddisfatto che tutti gli sforzi che abbiamo fatto in questi mesi per risolvere una questione così importante e difficile siano stati coronati dal successo, con l’aiuto del ministero e della Regione, e che gli impianti e i suoi lavoratori abbiano la possibilità di proseguire la loro attività» ha commentato Said Benikene, ceo del gruppo Cevital.

Con la firma passano a Jindal anche gli oltre 2000 addetti. Non ci sarà subito il reimpiego di tutti i lavoratori, perchè in una prima fase del progetto Jsw si limiterà a riavviare le attività di laminazione, attualmente ferme, alimentandole con semilavorati importati dall’India. Si inizierà con 435 lavoratori ai laminatoi a settembre (gli impianti sono tre, relativi alle produzioni di vergella, barre e rotaie), che cresceranno a 600, conteggiando anche gli impieghi per le
demolizioni, per arrivare fino a 1.500 con l’allestimento degli impianti di produzione dell’acciaio, previsti a valle di un piano di fattibilità che il gruppo indiano si impegna a sviluppare fin da subito, con conclusione nell’arco di un biennio. Sul piano ambientale, l'azienda si impegna sulle demolizioni e a riorganizzare lo stabilimento in modo da allontanare le produzioni dal centro di Piombino e a completare i risanamenti ambientali. La Regione mantiene un ruolo di coordinamento del comitato esecutivo, che ha il compito di monitorare e agevolare l’attuazione dell’accordo di programma.

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