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Jll, nei tre scenari post-Covid ci sarà spazio per un repricing

Il tema adesso sarà quello della revisione dei prezzi, ma non per tutti gli asset. Ancora una volta si deve distinguere per location e qualità

di Paola Dezza

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(stefanocapra - stock.adobe.com)

Il tema adesso sarà quello della revisione dei prezzi, ma non per tutti gli asset. Ancora una volta si deve distinguere per location e qualità


2' di lettura

Sono tre gli scenari post Covid individuati dal network internazionale Jll, che tracceranno il nostro futuro. Nel primo caso la situazione volge verso la normalizzazione e l’unica misura da mantenere sarà la distanza sociale, ma negli altri due scenari si prevede un ritorno a ondate del virus con ripetuti lockdown meno stringenti rispetto alla prima fase e nell’ipotesi più complicata una nuova ondata più ampia della prima. In ogni caso ci saranno effetti sul mercato immobiliare.

«Rimango positivo nelle mie previsioni - dice Pierre Marin, country manager di JLL in Italia -, ma è difficile individuare un trend per il prossimo futuro. Anche se le previsioni in Europa a livello Gdp sono negative, penso che si debba essere positivi pur sapendo che la priorità dei governi oggi è la salute delle persone. Il vero tema della ripresa e della incertezza sul futuro è il prezzo da pagare per questa crisi».

Secondo Pierre Marin i trend di medio-lungo periodo restano invariati. «La vera ripartenza post Covid-19 sarà a fine estate - spiega -, per adesso vediamo poche transazioni. Aprile è stato un mese completamente fermo, ma non aspettiamo grandi cose nemmeno nei prossimi mesi. Rimane una certa incertezza sui prezzi».
Ed è il tema degli investimenti quello legato a doppio filo al trend dei prezzi. La liquidità in circolazione resta elevata e così l’interesse per l’Italia. Ma il tema del repricing non esula dalla qualità degli immobili. «Gli asset non usciranno nello stesso modo dalla crisi - dice Marin -. Per il segmento uffici qualche ritocco ci sarà, ma certamente il segmento “prime” (alto livello) resisterà meglio. Più dubbi ci sono sul retail e sull’alberghiero, per i quali si è accelerato un trend già in atto».

Per gli uffici Marin vuole sottolienare che avranno sempre una valenza di luogo di aggregazione e incontro per la comunicazione. Bisognerà reinventare gli spazi, così come sta già accadendo per il coworking.

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  • Paola Dezzavice caposervizio

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

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