l’altra metà dell’espressionismo americano

Joan Mitchell, ricercate le opere degli anni ’50

Dal 1987 il gallerista John Cheim lavora sull’opera dell’artista americana. La sua produzione in una mostra itinerante tra Baltimora, Los Angeles e New York

di Giuseppina Borrillo e Niccolò Daviddi*

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Joan Mitchell presso Cheim & Read, New York, 2011. Fotografia di Brian Buckley ©Estate of Joan Mitchell

Dal 1987 il gallerista John Cheim lavora sull’opera dell’artista americana. La sua produzione in una mostra itinerante tra Baltimora, Los Angeles e New York


3' di lettura

Nel 2018 Christie's New York ha segnato il record all'asta di oltre 16 milioni di dollari con l'olio su tela “Blueberry” di Joan Mitchell. La forte eco espositiva che ci sarà, probabilmente, a partire da settembre 2020, grazie ad una grande retrospettiva itinerante tra il BMA di Baltimora, il MoMa di San Francisco e il Guggenheim di New York, darà un'ulteriore spinta al mercato dell'artista. Secondo uno dei galleristi storici di Joan Mitchell, John Cheim di Cheim & Read , c'è ancora margine di crescita.

Può brevemente spiegare lo sviluppo del mercato delle opere di Joan Mitchell?
La vulgata comune è che l’artista sia stata scoperta solo di recente. Questo non è del tutto vero. Già all'inizio degli anni '50 Mitchell esponeva presso l'importante Stable Gallery, gestita da Eleanor Ward, la famosa gallerista che per prima ospitò una mostra di Andy Warhol. Il dipinto “Ladybug” del 1957 fu venduto al Museum of Modern Art di New York, nel 1961, quando Mitchell aveva 36 anni - un risultato straordinario per una giovane artista, in quegli anni. Mitchell è stata un'artista popolare e riconosciuta che ha venduto molte opere, seppure a buon prezzo, per tutta la sua vita.

Blueberry, 1969, olio/tela, 200 x 150 cm, aggiudicato a 14.500.000 $ (incluso spese 16.625.000 $) dalla stima tra 5- 7.000.000 $ da Christie's , 17/05/2018 New York, Post-War and Contemporary Art Evening Sale

Quando ha cominciato a lavorare con lei?
Ho iniziato a lavorare con Joan Mitchell nel 1987 quando l'ho presentata alla Robert Miller Gallery dove ero direttore. Tuttora tratto le sue opere.

Cosa prevede per il suo mercato futuro?
Seppure Mitchell abbia venduto bene per tutta la sua vita, rispetto ai suoi colleghi, come Cy Twombly, Franz Kline e Willem de Kooning, i suoi dipinti erano economici. Fu solo nel 2004 che un'opera di Mitchell superò la soglia di 1 milione di dollari in un'asta pubblica. Da quel momento i suoi prezzi sono aumentati notevolmente con un record di 16,65 milioni di dollari in un'asta di Christie's nel 2018. Tuttavia, è ancora sottovalutata rispetto agli altri pittori della sua generazione. Prevedo che i suoi prezzi continueranno a salire fino a raggiungere lo stesso prezzo degli altri artisti che vendono tra 20 e 60 milioni di dollari. Mitchell è chiaramente al loro stesso livello ed è sicuramente la più grande pittrice del movimento Espressionista astratto.

Quali sono i periodi della produzioni artistica di Joan Mitchell più richiesti?
Le opere più ricercate sono i dipinti della metà degli anni '50, ma credo che questo cambierà. Ad esempio, il suo record di aste di 16,65 milioni di dollari è stato raggiunto per un dipinto del 1969, intitolato “Blueberry”. Il lavoro di Mitchell è notevole se consideriamo la sua vita relativamente breve, è morta all'età di 67 anni nel 1992. In un certo senso, le sue ultime opere sono tra le più straordinarie.

Ci sono ancora suoi lavori sottovalutati?
Credo che tutto il lavoro di Mitchell sia stato sottovalutato e che, considerato l'impegno profuso nell'arco della sua vita, le opere relative alla sua intera carriera verranno rivalutate.

Sono presenti molti casi di falsi nel mercato dell'arte di Joan Mitchell?
Ci sono state molte opere false su carta, principalmente pastelli, ma un professionista come me dovrebbe essere in grado di riconoscere l'autenticità delle sue opere.

*Allievi della XVII edizione del Master in Economia e Management dell'Arte e dei Beni Culturali di Roma - 24Ore Business School


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