ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa convention democratica day 2

Joe Biden conquista la nomination democratica. Obama: orgoglioso di te

È stata la serata della leadership. Jimmy Carter: un uomo integro alla Casa Bianca. Bill Clinton: Trump è un bullo crollato come un castello di carta

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Usa2020, come funziona la Convention virtuale dei democratici

È stata la serata della leadership. Jimmy Carter: un uomo integro alla Casa Bianca. Bill Clinton: Trump è un bullo crollato come un castello di carta


5' di lettura

NEW YORK - Uno dopo l'altro i delegati di tutti i 57 stati e territori degli Stati Uniti nella seconda serata della convention democratica virtuale hanno ufficialmente nominato Joe Biden come candidato alle elezioni presidenziali del 3 novembre. Sorridente e un po' emozionato l'ex vicepresidente ringrazia tutti. «Grazie, grazie. Ci vediamo giovedì», dice con in mano la mascherina, fra i palloncini e le poche persone presenti che lo festeggiano. Si congratula subito con lui Barack Obama. «Sono orgoglioso di te», twitta l'ex presidente.

Jill Biden e il paese da ricostruire

L'intervento più importante della serata è stato quello della moglie Jill. Insegnante, maratoneta, figlia di un italo americano e di un'inglese, l'ex Second Lady parla dalla classe di una scuola superiore, tra i banchi vuoti e le carte geografiche. Racconta della vita della famiglia. Ricorda la morte della prima moglie di Biden e della figlioletta in un incidente stradale negli anni Settanta, dei due figli non suoi che ha cresciuto come una madre, della morte del figlio Beau nel 2015 per un cancro al cervello fulminante, quando Joe Biden era vice-presidente. E di come pochi giorno dopo suo marito «ha rialzato le spalle ed è tornato a lavorare».

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«Come si ricostruisce una famiglia distrutta? Nello stesso modo in cui si ricostruisce un Paese. Con amore e comprensione, con piccoli atti di empatia. Con coraggio e con una fede irremovibile», spiega Jill dipingendo il suo compagno di vita da oltre 40 anni come un «uomo deciso che lavora per gli altri». Un uomo adatto a questo momento per la Casa Bianca. «“Joe farà per le vostre famiglie quello che fa per la sua», dice l'aspirante First Lady rivolgendosi agli americani, ai quali spiega - lanciando un messaggio di unità - come «l'amore ci rende resilienti e ci consente di diventare meglio di quello che siamo da soli. Joe può unirci e farci andare avanti».

Jimmy Carter con un filo di voce

È stata la serata della leadership. «Joe ha l'esperienza, il carattere e la statura morale morale per unirci e restituirci la grandezza americana. Meritiamo una persona con integrità e giudizio, qualcuno che è onesto e corretto, qualcuno che è impegnato a fare quello che è meglio per il popolo americano» dice con un filo di voce in un messaggio audio l'anziano ex presidente Jimmy Carter.

Clinton: disoccupazione triplicata

«Con Donald Trump c'è solo caos alla Casa Bianca» dice Bill Clinton dal salotto di casa, smagrito, I capelli bianchi e la cravatta azzurra come i suoi occhi. «Se verrà rieletto continuerà per altri quattro anni a dare tutte le colpe agli altri, a fare il bullo e a denigrare, mentre Joe Biden ricostruirà il paese perché è un uomo che lavora. Se volete un presidente che passa tutto il giorno davanti alla tv e ai inviare messaggi sui social network avete sbagliato persona». L'ex presidente attacca Trump anche per la gestione della pandemia e della conseguente crisi economica, ricordando l'altissimo numero di vittime e il tasso di disoccupazione: «Siamo l'unico Paese industrializzato ad averlo triplicato. Nessuno ha fatto peggio di noi. Trump è un bullo crollato come un castello di carta».

Schumer: uniti per conquistare anche il Senato

Il leader democratico al Senato Chuck Schumer parla da Brooklyn davanti alla Statua della libertà «dal posto dove arrivavano gli immigrati». «Questa statua - dice - rappresenta milioni di persone che hanno perso il lavoro e le 170 mila vittime a causa del coronavirus con il nostro presidente che sa solo dire “It is what it is”, è quello che è. Abbiamo bisogno di un leader integro che risponda delle sue azioni e che non abbandona l'America. Questo uomo è il mio amico Joe Biden. Sarà un grande presidente. Dobbiamo restare uniti con Sanders e Warren e tutti gli altri nel partito per riuscire a conquistare anche il Senato. Con la maggioranza al Congresso riusciremo a decidere l'assistenza sanitaria per tutti, ad attuare politiche contro il cambiamento climatico, contro le diseguaglianze economiche e contro il razzismo. Ripristineremo la Corte Suprema che difenderà le persone e non più solo le grandi corporation. Riformeremo il sistema di immigrazione. Insieme noi potremo ridare la speranza all'America. Come questa donna, con la sua torcia della libertà avere un nuovo brillante futuro».

Aoc: ora vinciamo a novembre

Alexandra Ocasio-Cortez è intervenuta in un breve intervento per sostenere, seguendo le regole della convention, la nomination di Bernie Sanders «che è riuscito a creare un movimento storico dalla base per la giustizia sociale». Un intervento che ha confuso molti soprattutto sui social tanto che la deputata è stata costretta a spiegare in un tweet il perché del suo intervento: «Se siete confusi, non vi preoccupate. Le regole della convention richiedono la roll call e le nomination per tutti i candidati che superano la soglia dei delegati. Mi è stato chiesto di essere la seconda per la nomination di Sanders. Le mie profonde congratulazioni a Joe Biden, ora andiamo e vinciamo a novembre».

L’endorsement della figlia di Jfk

Un endorsement a Biden è arrivato anche da Caroline Kennedy, la figlia di Jfk e Jackie’O, in un video nel quale viene definito un pubblic servant con lo spirito di suo padre. La donna, che è stata ambasciatrice in Giappone sotto l'amministrazione Obama, e' apparsa assieme al figlio Jack Schlossberg, in un tentativo di costruire un ponte generazionale nel partito.

Colin Powell: Trump va rimosso

L'ex segretario di stato repubblicano Colin Powell sostiene apertamente la candidatura di Biden contro Trump. «Sostengo Joe Biden perché dal primo giorno alla Casa Bianca farà di tutto per ristabilire la leadership americana nel mondo e la nostra autorità morale. Trump è l'uomo sbagliato per la Casa Bianca e va rimosso. Il paese ha bisogno di un commander-in-chief che si prenda cura delle nostre truppe come si prende cura della sua famiglia. Biden non ha bisogno di insegnamenti. Avrà fiducia nei nostri diplomatici e nella nostra intelligence, e non adulerà despoti e dittatori».

Kerry: America derisa all’estero

«Trump difende solo se stesso non il paese», spiega l'ex segretario di stato John Kerry mettendo in evidenza che gli Stati Uniti hanno bisogno di un leader rispettato all'estero non di uno che viene deriso. Dopo otto anni di amministrazione Obama-Biden «Donald Trump ha ereditato un paese con l'economia in crescita e un mondo più in pace ma, come tutto quello che ha preso in mano nella sua vita, è fallito.

La vedova McCain

Al coro dei contrari al presidente americano si aggiunge anche la vedova del leader repubblicano John McCain, che affida a un video il ricordo della «lunga amicizia fra John e Joe, un'amicizia che sulla carta non avrebbe dovuto funzionare e che invece è durata oltre 30 anni».

Tweet critici su Clinton e Powell

Sui social mentre è ancora in corso la convention parte una contestazione a Bill Clinton, dopo che in queste ore è spuntata una nuova foto mentre si fa fare un messaggio al collo da una delle accusatrici di Jeffrey Epstein. «Bill vai a casa, non vogliamo sentir parlare un amico di Epstein», scrive un utente di Twitter. E Michael Moore attacca Colin Powell ricordando il suo intervento all'Onu e le bugie dell'amministrazione Bush per difendere l'invasione in Iraq. «Niente unisce il nostro Paese piu' del ricordo delle bombe Usa, dell'invasione, del terrore e del saccheggio in Iraq sulla base delle bugie di quest'uomo alle Nazioni Unite», scrive in un tweet, postando la foto di Powell che mostra all'Onu la fiala con la polvere bianca mentre accusa l'Iraq come produttore di armi di distruzione di massa. Accuse mai provate.


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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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