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JoJob, il car pooling JoJob, il car pooling che ha tagliato 200mila auto di pendolari in un anno

La piattaforma lavora per 200 aziende tra cui Ferrero e Bulgari, Amazon e Luxottica, ha raddoppiato i ricavi ed è sbarcata anche in Spagna

di Filomena Greco

(Ansa)

2' di lettura

In tempi di allarme smog nelle grandi città del Nord Italia, c’è chi spinge sul carpooling e punta sulla riduzione dell’impatto ambientale per diventare una società «benefit». Succede a Jojob, società fondata nel 2011 a Torino da Gerard Albertengo. «Lavoriamo con oltre 200 aziende e multinazionali, realtà che hanno circa 500 dipendenti per sede, e abbiamo appena avviato l’attività anche in Spagna» racconta Albertengo, che ha iniziato nel 2011 con una start up simile a Blablacar e che oggi è diventata una pmi con 15 addetti e l’obiettivo il prossimo anno di varare un aumento di capitale da almeno 3 milioni di euro.

«In questo periodo – racconta Albertengo – il business model della società si è trasformato, collaboriamo con quelle realtà che vogliono migliorare la mobilità casa-lavoro dei propri dipendenti in una duplice chiave, migliorare il welfare aziendale e ridurre l’impatto ambientale». Da Amazon a Luxottica, passando per Ferrero e Bulgari, sono tante le multinazionali che hanno scelto Jojob per mettere, nero su bianco, il proprio impegno per ridurre inquinamento ed emissioni nocive.

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Nel corso del 2019 l’equipaggio medio è stato di 2,38 passeggeri per 29,7 km a tratta, e dunque oltre 4 milioni di chilometri percorsi, 5 milioni e 892mila risparmiati, 200mila le auto di pendolari tolte dalla strada nel tragitto casa-lavoro, meno 756.962 chili di CO2 immessi nell’ambiente, con un risparmio economico di circa un milione e 200mila euro, pari a 1.900 euro all’anno per ogni utilizzatore. «Una delle caratteristiche della piattaforma che abbiamo sviluppato – racconta Albertengo – è quella di certificare i risultati ottenuti, garantendo alle aziende la possibilità di inserire i risultati nei propri bilanci di sostenibilità. Inoltre il team di Jojob, si occupa della promozione, della comunicazione e dell’implementazione del servizio tra i dipendenti».

Il 2019 è stato un anno importante per la società che ha raddoppiato il numero di clienti e il giro d’affari, puntando a diventare una società benefit inserendo nello statuto un obiettivo duplice: ridurre il numero di veicoli in circolazione e tagliare le emissioni inquinanti. «Oggi la società è in equilibrio finanziario e il nostro modello – spiega Albertengo – è diventato scalabile, tanto che stiamo allargando la proposta anche alle Pmi, dopo una prima fase in cui aver collaborato con le aziende più strutturate ha permesso di avere aggregati sufficienti a garantire il funzionamento del servizio di car pooling. Dopo quattro round di finanziamento per un totale di 1,5 milioni, con la quota di controllo in mano al fondatore, Jojob sta valutando un nuovo aumento di capitale per almeno tre milioni di euro, guardando al venture capital o ad un eventuale partner industriale.

La piattaforma Jojob poi permette di gestire la mobilità alternativa all’auto, quantificando i chilometri percorsi a piedi o in bicicletta, con la possibilità per le aziende di incentivare o premiare i dipendenti “virtuosi”. Inoltre tra le funzioni c’è anche quella di certificare l’utilizzo delle navette aziendali.

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