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JP Morgan Private Bank, dal collezionare alla consulenza ai collezionisti

di Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli


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Charlotte Eyerman, Direttore e Chief Curator della collezione d'arte di JPMorgan Chase

3' di lettura

In Italia JP Morgan Private Bank conta su 10 banker, più un banker su soluzioni di credito, un altro su wealth advisor e un team di 10 gestori. Con un valore complessivo del patrimonio gestito globale p ari a 1,37 trilioni di dollari e una soglia d’ingresso per la clientela private è di 10 milioni euro, è sicuramente una delle istituzioni più importanti anche nel mondo dell’arte. Oltre alla sua collezione d’arte iniziata dal 1959 da David Rockefeller, offre alla clientela una consulenza a 360 gradi in ambito collezionistico. Lo spiega Charlotte Eyerman, direttore e chief curator della collezione d'arte di JPMorgan Chase a New York City. Vanta oltre 20 anni di esperienza e posizioni di leadership nel mondo dell’arte: prima di entrare a far parte di JPMorgan Chase nel novembre 2017, Eyerman ha ricoperto diversi ruoli, tra cui direttore e ceo del Monterey Museum of Art (2013-2016), direttore del French American Museum Exchange in America del Nord (2010-2013) e direttore presso Gagosian Gallery, Beverly Hills (2009-2010). Ha inoltre ricoperto incarichi curatoriali presso il Saint Louis Art Museum come curatore e capo dipartimento di arte moderna e contemporanea (2006-2009) e il J. Paul Getty Museum come assistant curator of paintings (2002-2006). Specializzata in arte moderna e contemporanea la sua esperienza è incentrata sulla costruzione di collezioni, realizzazione di mostre e di relazioni con artisti, collezionisti e musei a livello nazionale e internazionale.

Ritiene che negli ultimi tre anni la domanda dei clienti per i servizi di art advisory sia cambiata?
Sulla base della nostra esperienza di consulenza in questo settore – dove aiutiamo il cliente sia nell'acquisto che nella valorizzazione delle opere d'arte - registriamo una crescente passione e diffusione del collezionismo d'arte, in particolar modo di quella moderna e contemporanea.

Quali sono i periodi artistici predominanti?
I clienti sono più interessati all'acquisto di opere d'arte moderna e contemporanea, con una particolare predilezione per la seconda.

Si tratta principalmente di acquisti recenti o provengono dal patrimonio di famiglia?
Sul fronte opere d'arte vediamo, in particolare, realizzarsi nuove acquisizioni attraverso aste, vendite private, contrattazioni con gallerie e in occasione di fiere d'arte mondiali. Registriamo poi un incremento significativo della presenza di collezionisti asiatici che partecipano attivamente al mercato, interessati soprattutto all'arte contemporanea internazionale (occidentale e asiatica) e alle opere storiche espressione di queste culture.

Come affiancate la vostra clientela?
Gli artisti sono imprenditori, figure fondamentali nel creare ponti con e punti fermi delle comunità. Proprio come la collezione d'arte di J.P. Morgan è parte integrante del Dna e della cultura della nostra azienda, gli artisti sono parte integrante delle loro comunità e il nostro rapporto con loro rafforza le relazioni che l'azienda ha con quella comunità.
Coinvolgere i clienti in conversazioni che ruotano intorno alla collezione d'arte di JPMorgan e alle passioni dei collezionisti è fondamentale per approfondire la comprensione dei loro bisogni. Il nostro lavoro con i clienti poggia in gran parte sulla nostra competenze del settore; sulla prospettiva sui dei trend di mercato; sulle reti e le relazioni nel mondo dell'arte; sui contatti con consulenti, periti e restauratori, sul rapporto con musei e istituzioni. I nostri consulenti sono al fianco dei clienti in diversi modi: eventi aziendali, incontri artistici, visite a fiere d'arte, inviti a visitare le collezioni in uffici e nelle residenze in tutto il mondo.

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