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JPMorgan, utile boom (+42%). Con Wells Fargo e Citigroup liberati 5 miliardi di riserve pandemiche

I grandi istituti di credito statunitensi hanno passato il 2020 alle prese con le ricadute del Covid-19 (-20% l’utile di JPMorgan), mettendo da parte miliardi per coprire le perdite previste. Atteso un rimbalzo dei profitti nel 2021

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(Afp)

4' di lettura

JPMorgan Chase & Co, la più grande banca statunitense e la prima a pubblicare i conti del quarto trimestre e dell'intero anno, ha registrato profitti più elevati, grazie soprattutto all'andamento migliore delle stime dei ricavi da trading, alla buona performance dell'investment banking e alla riduzione di riserve per 2,9 miliardi di dollari, destinate a coprire le perdite stimate su crediti per insolvenze e mancati pagamenti dovuti all’emergenza Covid. Con Wells Fargo (763 milioni) e Citigroup (1,5 milioni) questa cifra sale a 5 miliardi, segno che l’arrivo dei vaccini allenta la tensione che aveva portato le tre banche americane (come le altre, del resto) a mettere a riserva 31 miliardi di dollari.

Tornando a JPMorgan l'utile netto è salito a 12,1 miliardi, o 3,79 per azione, meglio delle attese, nel trimestre terminato il 31 dicembre, da 8,5 miliardi, o 2,57 dollari per azione, di un anno prima (+42%). I ricavi sono aumentati del 3% a 30,2 miliardi di dollari.

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Gli analisti si aspettavano in media un guadagno di 2,62 dollari per azione. A Wall Street le azioni della banca guidata dal ceo Jamie Dimon perdono lo 0,97%.

I grandi istituti di credito statunitensi hanno passato il 2020 alle prese con le ricadute economiche della pandemia provocata dal virus Covid-19 (-20% l’utile di JPMorgan a 29,1 miliardi mentre i ricavi sono saliti del 4% a 119,5 miliardi; gli asset gestiti sono cresciuti del 17% a 2.700 miliardi di dollari), mettendo da parte miliardi per coprire le perdite previste sui prestiti. Gli analisti si aspettano un rimbalzo dei profitti nel 2021.

Anche se Dimon ha ammonito che l’operazione sulle riserve non ha rappresentato «profitti fondamentali o ricorrenti». Mentre «gli sviluppi positivi di vaccini e stimoli hanno contribuito a rilasciare queste riserve nel quarto trimestre, le nostre riserve di credito di oltre 30 miliardi di dollari ci consentiranno di resistere a un ambiente economico molto peggiore delle attuali previsioni di base della maggior parte degli economisti», ha detto Dimon. Dichiarazione che non può non aver pesato sul sentiment del mercato. Anche se lo stesso Dimon ha previsto un secondo semestre comunque migliore, proprio per l’arrivo dei vaccini e lo stimolo da 1.900 miliardi destinato all’economia dal presidente eletto Joe Biden, oltre al fatto che gli americani hanno risparmiato molto. «Per l’estate potremmo avere un’economia in buona salute».

Wells Fargo, pesano i costi (e tornano i buyback)

Wells Fargo perde il 6,26% dopo aver registrato, per la prima volta in 6 trimestri, profitti superiori alle attese nel quarto trimestre dell'anno, ma ricavi in calo più delle attese. L'utile netto è cresciuto a 2,99 miliardi di dollari, 64 centesimi ad azione, dai 2,87 miliardi, o 60 centesimi ad azione, di un anno prima (+4%). Le attese erano per un utile di 59 centesimi ad azione. I ricavi totali sono diminuiti del 9,7% a 17,93 miliardi di dollari, sotto i 18,12 miliardi attesi dagli esperti. Tuttavia la banca di San Francisco ha registrato spese più onerose del previsto nel quarto trimestre e si è fatta carico di oltre 1 miliardo di dollari per la ristrutturazione e per affrontare vecchi scandali mentre è impegnata a tagliare i costi nel mezzo della pandemia.

Nel suo primo anno al vertice l'amministratore delegato Charlie Scharf ha ripetutamente lamentato gli alti costi di Wells Fargo, impegnandosi a tagliare 10 miliardi di spese annuali. Come parte della riduzione delle spese, ha intrapreso riduzioni della forza lavoro che alla fine potrebbero ammontare a decine di migliaia. Wells Fargo ha tagliato il suo organico di 6.400 persone soltanto nel quarto trimestre.

La banca ha comunicato che farà ripartire i riacquisti di azioni proprie dopo che la Fed il mese scorso ha dato il via libera dopo un secondo round di stress test. Il consiglio di Wells Fargo ha approvato un aumento di riacquisto di 500 milioni di azioni, portando l'importo totale autorizzato a 667 milioni.

Citigroup, utili in calo ma meglio delle attese

Infine Citigroup (-5% dopo avere toccato ieri i massimi dell’anno e rimanendo comunque positiva del 6% da inizio d’anno) ha chiuso il quarto trimestre con ricavi in calo e profitti in discesa, ma al di sopra delle aspettative, soprattutto grazie alla riduzione del rilascio di riserve sul credito per 1,5 miliardi di dollari, una cifra più alta rispetto a quanto atteso (nel terzo trimestre le riserve erano aumentate di 436 milioni e un anno fa di 253 milioni).

Il risultato è che il costo del credito è stato di oltre 2 miliardi inferiore a quello dello stesso periodo dell'anno precedente. Nei tre mesi a dicembre la banca newyorkese ha riportato un utile netto di 4,632 miliardi di dollari, 2,08 dollari per azione, in discesa del 7% dai 4,979 miliardi, 2,15 dollari per azione, dello stesso periodo del 2019. I ricavi sono scesi del 10% a 16,499 miliardi. Gli analisti attendevano profitti tra 1,29 e 1,31 dollari per azione, con ricavi tra 16,56 e 16,71 miliardi. Nell'intero anno il gruppo ha visto scendere i profitti netti del 41% a 11,37 miliardi, con un giro d'affari piatto a 74,298 miliardi.

«Abbiamo chiuso un anno tumultuoso con un quarto trimestre solido. Un segno della forza del nostro franchising è il fatto che i nostri ricavi sono rimasti stabili al 2019, nonostante il massiccio impatto economico del Covid-19», ha detto l'amministratore delegato Michael Corbat, sottolineando che l'isituto rimane «molto ben capitalizzato con una solida liquidità». Il rapporto Cet 1 è salito all'11,8%, al di sopra del minimo regolamentare del 10%, il tangible book value per azione è aumentato a 73,83 dollari, con un incremento del 5%, mentre il ritorno sul capitale è stato del 5,9%. Alla fine del trimestre, i prestiti si sono attestati a 676 miliardi di dollari (-3%), mentre i depositi a 1.300 miliardi (+20%).

«Prima che la pandemia rallentasse i nostri progressi, avevamo costantemente migliorato i nostri rendimenti e aumentato drasticamente il ritorno del capitale ai nostri azionisti», ha detto ancora Corbat. Citigroup, che nel quarto trimestre ha restituito agli azionisti capitale per 1,1 miliardi e per 7,2 miliardi nel 2020, avendo ulteriore capitale in eccesso, prevede di riprendere i riacquisti di azioni nel corso primo trimestre.

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