Firenze

JR ci fa vedere la ferita del Covid sui muri di Palazzo Strozzi

L’installazione nel programma «Palazzo Strozzi Future Art» testimonia il dolore degli spazi culturali chiusi. Intervista esclusiva allo street artist

di Marilena Pirrelli

JR in occasione della sua partecipazione alla triennale in Australia ha realizzato una nuova processione

5' di lettura

JR approda a Palazzo Strozzi. «La Ferita», alta 28 metri e larga 33, la monumentale installazione dell’artista francese propone una sorta di squarcio visivo sulla facciata del palazzo simbolo del Rinascimento fiorentino, che si apre alla visione di un interno reale e immaginato allo stesso tempo. dal 19 marzo l’opera in situ reinterpreta la facciata dell’edificio proponendo una riflessione sull'accessibilità ai luoghi della cultura nell'epoca del Covid-19.

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Un programma contemporaneo

L’azione artistica inserisce nel programma «Palazzo Strozzi Future Art» della Fondazione Palazzo Strozzi nato dalla collaborazione con Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati. L'iniziativa intende creare una piattaforma per l'arte del presente, ponendo la promozione della creatività, il coinvolgimento del pubblico e il sostegno alle nuove generazioni come valori di riferimento per un rilancio del sistema culturale attraverso il coinvolgimento di artisti contemporanei italiani e internazionali. «Il nuovo programma Palazzo Strozzi Future Art – ha spiegato Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi – permetterà lo sviluppo di importanti progetti con artisti contemporanei italiani e internazionali». Sostenitori della Fondazione Palazzo Strozzi sono il Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo, la mostra ha il patrocinio dell'Institut français Firenze.

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JR a Palazzo Strozzi

JR a Palazzo Strozzi

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Entrare nei musei per ripartire

L'opera, realizzata con un collage fotografico in bianco e nero tipico dello stile di JR (pseudonimo di un’identità celata) è costruita come una anamorfosi, un gioco illusionistico in cui, osservando da un preciso punto di vista, si schiudono davanti agli occhi, proprio come all'interno di una ferita, diversi ambienti di Palazzo Strozzi: il colonnato del cortile, un'immaginaria sala espositiva e una biblioteca. Inserendo opere iconiche del patrimonio artistico fiorentino e citando direttamente un luogo reale come la biblioteca dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, JR propone una diretta riflessione sull'accessibilità non solo a Palazzo Strozzi ma a tutti i luoghi della cultura nell'epoca del Covid-19. Che ricordiamo almeno sul fronte musei statali hanno perso in media il 75% dei visitatori, cioè 40 milioni in meno.

Foto Time Magazine

A Palazzo Strozzi JR sperimenta la sua tecnica a contatto con altri periodi della storia dell’arte, dal Rinascimento all'epoca moderna, come e soprattutto al rovinismo, tendenza diffusa nel Settecento in cui le rovine di antichi edifici vengono presentate come testimonianze di un passato glorioso in una drammatica riflessione sul destino dell'Uomo. L’opera invita a guardare “dentro” Palazzo Strozzi in un atto quasi voyeristico per scoprire ciò che non può essere visto: la rappresentazione di una realtà che va oltre quanto abitualmente sotto gli occhi di tutti. La facciata si trasforma dunque in un inedito trompe l'œil, un riferimento alle prospettive architettoniche, le rappresentazioni pittoriche illusive che dal Cinquecento, applicando sulle pareti gli studi prospettici, hanno consentito la figurazione di una profondità che oltrepassa la struttura muraria. Parallelamente vi è un ricco programma di appuntamenti online, con speciali appuntamenti per famiglie, scuole e adulti che permetteranno di conoscere meglio il lavoro dell'artista francese.

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L’artista

JR lavora all'intersezione di fotografia, arte di strada, cinema e impegno sociale. Le sue opere creano monumentali interventi di arte pubblica nelle città di tutto il mondo, dalle favelas di Rio de Janeiro alla grande piazza della Piramide del Louvre, da Ellis Island a New York alla prigione di massima sicurezza di Tehachapi in California. Lo street art francese si esibisce liberamente per le strade del mondo, attirando l'attenzione di persone che non sono visitatori tipici dei musei. Nel 2006 ha creato «Portrait of a Generation», ritratti di “criminali” suburbani che ha pubblicato, in grandi formati, nei distretti borghesi di Parigi. Nel 2007, con Marco, ha realizzato Face 2 Face, la più grande mostra illegale di sempre. JR ha pubblicato faccia a faccia enormi ritratti di israeliani e palestinesi in otto città palestinesi e israeliane. Nel 2008, ha intrapreso un lungo viaggio internazionale per «Women Are Heroes», in cui sottolinea la dignità delle donne che sono spesso oggetto di conflitti e ha creato «The Wrinkles of the City». Nel 2010, il suo film Women Are Heroes è stato presentato a Cannes. Nel 2011 ha ricevuto il Premio TED, dopo di che ha creato Inside Out, un progetto artistico partecipativo internazionale che ha coinvolto oltre 320.000 persone in più di 139 paesi.

JR, “OMELIA CONTADINA”, performance a Venezia sul Canal Grande con arrivo alla Basilica di San Giorgio

Il ruolo di Galleria Continua

La gallleria di San Gimignano ha collaborato al progetto e segue da tempo con JR, che anche durante i mesi del Covid si è detto ottimista: «L’arte è sempre possibile, la più grande opere si sono create durante le guerre e le catastrofi – spiega JR in quest’intervista esclusiva ad Arteconomy –. Penso che siamo in un nuovo mondo, è importante vivere il presente e non pensare al passato o al futuro. Ho lavorato più che normalmente durante i mesi di confinamento. In Francia abbiamo organizzato una mensa per 5mila pasti da consegnare e ho continuato a lavorare con la Scuola di arte Kourtrajmé». Ultima mostra incorso fino al 2 maggo da Continua «Omelia contadina», sicuramente galeotta per l’installazione di Palazzo Strozzi. È il titolo del cortometraggio realizzato con la regista italiana Alice Rohrwacher e presentato nell'ambito delle Proiezioni Speciali della 77ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2020). Il film teso a scongiurare la scomparsa della civiltà contadina si è declinato in mostra in una serie di opere fotografiche realizzate su vetro, su gesso e un'installazione site specific che ha occupato e trasformato l'intera platea e il palcoscenico dell'ex cinema teatro dove ha sede la galleria.

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Il metodo JR: parlare con la gente

«Ho lavorato in una regione agricola francese - spiega JR - e Alice con i contadini umbri. Il progetto parla del mondo della monocultura che ha distrutto l'agricoltura contadina. Il mio documentario è una lettera d’amore, sebbene abbia la forma del funerale: gli agricoltori sulle foto e nel film sono vivi e parlano ai vivi». Il tema della crisi è nelle tue corde... «Il progetto continuerà per altri 4-5 anni, ho cominciato anche in Australia dove il problema dell'agricoltura è legato alla siccità e agli incendi».

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Come immagini la rinascita dopo il Covid?
Dobbiamo cambiare tante cose, la discussione è già cominciata, ma vi è una forte inerzia, il maggior nemico delle giovani generazioni.

Come finanzi la tua arte?
Il mio lavoro è nella strada e tutti possono fotografarlo e appropriarsene, ma quando un brand lo usa allora intervengo e faccio causa. Io finanzio il mio lavoro solo con la vendita delle mie opere. Lavoro con Continua, Perrotin e Pace. Così sono concentrato, posto tutto il lavoro su Istagram e attraverso Social animals vendo le mie litografie e libri.

Hai finanziamenti dallo stato francese?
No, non è il mio modo di lavorare. Ho visto opere distrutte e questo fa parte della mia arte, rientra nel rischio. Nella maggioranza dei paesi ho fatto lavori illegali come in Messico. Comunque è più difficile lavorare negli Stati Uniti che in Europa. Ho lavorato in Brasile, Cambogia, India e Africa e lavoro sempre con le comunità, senza l'autorizzazione delle istituzioni ma con la collaborazione della gente

Conosci Banksy?
No comment. Guardo quello che fa e quando ci sono artisti importanti che sollevano domande lavoriamo tutti nello stesso mondo.

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