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Just Eat assume 4mila rider fissi e avvia percorsi di carriera

La piattaforma di consegne di cibo annuncia una nuova ondata di assunzioni, sempre a tempo indeterminato. La novità è il percorso di carriera

di Matteo Prioschi

Il "mestiere" di rider: tra pochi diritti, pericoli in strada e aggressioni

2' di lettura

A poco più di un anno dall’introduzione dell’accordo sottoscritto con le principali organizzazioni sindacali relativo all’utilizzo del rapporto di lavoro subordinato, Just eat rilancia, annunciando 4mila assunzioni nel corso del 2022. «Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nelle ventiquattro città in cui operiamo», afferma il country manager per l’Italia, Daniele Contini. «Il nostro modello sta funzionando bene dopo una prima fase di assestamento e vogliamo continuare in questa direzione».

Contratto a tempo indeterminato e chance di crescita

Il modello Just eat si basa sull’utilizzo del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, una serie di tutele (ma anche di obblighi) per i rider e possibilità di crescita. «Il percorso prevede che un courier - spiega Contini - possa diventare capitano, che fornisce un primo livello di supporto, facilitando alcuni compiti, e svolgendone altri presso i punti di partenza. Successivamente può diventare coordinatore, cioè responsabile di un gruppo di courier con crescita significativa delle responsabilità». Chi lo desidera e ha le caratteristiche necessarie può poi accedere a ulteriori step.

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Oltre alle assunzioni, Just eat sta investendo sugli hub. Il primo è stato aperto nel centro di Roma, con una flotta di 120 scooter elettrici e 200 rider, il prossimo è previsto a Milano. Queste strutture consentono ai dipendenti di utilizzare mezzi di trasporto della società e facilitano le operazioni in determinate zone delle città, quelle centrali in particolare.

L’ingresso di 4mila nuovi rider, tuttavia, non comporterà un analogo saldo netto nel numero di dipendenti, perché in parte i nuovi ingressi andranno a sostituire lavoratori in uscita. Il turn over è piuttosto consistente dato che, precisa la società, normalmente un courier resta in azienda circa sei mesi, anche se ci sono persone che sono in Just eat dall’inizio. Il percorso di ingresso di solito prevede un ridotto numero di ore di impiego che poi possono crescere sulla base della qualità della prestazione fornita dal dipendente e delle esigenze operative, dato che gli ordini si concentrano più a cena che a pranzo e con picchi nel fine settimana rispetto ai giorni feriali.

Il progetto pilota per la somministrazione

Nonostante l’accordo preveda la possibilità di utilizzo anche del tempo determinato e della somministrazione, l’azienda conferma il modello a tempo indeterminato, ma ha avviato un progetto pilota con la somministrazione, nell’ipotesi di non riuscire a reclutare direttamente i rider di cui ha bisogno. Il passaggio dal lavoro autonomo a quello subordinato ha richiesto un’attività di educazione e formazione nei confronti dei lavoratori, soprattutto per quanto concerne l’obbligo di svolgere il turno concordato (mentre nel rapporto autonomo ci si può anche non presentare, cosa che avveniva in percentuale più alta rispetto a quanto ipotizzato nel primo periodo di passaggio al nuovo modello) e il divieto di lavorare per altre piattaforme durante il turno assegnato (anche questo possibile nel rapporto autonomo).

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