ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùdistribuzione online

Just Eat, si dimette il ceo. La minaccia della concorrenza e l’ombra degli «attivisti» dietro la scelta

di Maximilian Cellino


default onloading pic
(Bloomberg)

2' di lettura

Con la rapidità con cui di solito viene recapitata una cena a domicilio, ma anche in modo sorprendente e improvviso arrivano le dimissioni di Peter Plumb, il numero uno di Just Eat, gruppo britannico degli ordini online di cibo attivo anche nel nostro Paese. A convincerlo a fare un passo indietro dopo 16 mesi di leadership sarebbe stata la minaccia della crescente concorrenza da parte di rivali quali Deliveroo e Uber Eats, ma anche il lavoro dietro le quinte di fondi attivisti presenti nella società, che è quotata alla Borsa di Londra.

A dicembre l’azionista Cat Rock Capital Management aveva infatti messo in discussione la leadership dello stesso Plumb. consigliando la cessione della quota di minoranza nella start up brasiliana iFood: un’operazione in grado di generare cassa per 650 milioni di sterline che potevano essere restituite agli investitori. Cat Rock è in realtà un piccolo hedge fund che gestisce circa 850 milioni di sterline e che in Just Eat ha una quota di poco superiore all’1%, ma la sua mossa è una testimonianza di malumori più ampi fra i soci e delle difficoltà che il gruppo delle consegne di pasti online sta attraversando negli ultimi mesi.

Dal suo arrivo Plumb, che per il momento sarà momentaneamente sostituito dal capo dei rapporti con la clientela Peter Duffy, ha in effetti migliorato la tecnologia di Just Eat e lanciato il proprio servizio di consegne nel tentativo appunto di affrontare la concorrenza di Deliveroo e Uber Eats. Ma la nuova strategia ha richiesto l’utilizzo crescente di investimenti, con evidenti riflessi sulla redditività del gruppo. E se l’obiettivo originario di Plumb era di portare Just Eat fra le blue chip londinesi del Ftse 100, le azioni hanno invece ceduto il 26% per cento nel 2018 e hanno anche vacillato stamani alla notizia, prima di recuperare e attestarsi verso la parità.

A riportare la calma potrebbero essere state anche le nuove indicazioni della stessa compagnia che, in attesa dei dati ufficiali del 6 marzo prossimo, per il 2018 si attende adesso un quantitativo di ordinativi per 221 milioni e ricavi per 780 milioni di sterline rispetto alla precedente stima compresa fra 740 e 770 milioni (tra 1 e 1,1 miliardi per l’anno in corso, con utili lordi fra 185 e 205 milioni). Le attività in America Latina (che riguardano principalmente la partecipazione in iFood, anello della discordia) impatteranno invece sul margine operativo lordo di Just Eat con una perdita compresa fra 80 e 100 milioni. E difficilmente placheranno l’ira di Cat Rock e degli altri attivisti.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...