il graffio del lunedì

Juve, Higuain e Dybala sempre decisivi. Ma non dovevano fare le valigie?

Ha ragione Conte (Antonio) quando dice che senza l'Inter il campionato sarebbe già finito. I nerazzurri restano in scia alla capolista con numeri da capogiro: settima vittoria consecutiva in trasferta, 34 punti, una media record dopo 13 partite

di Dario Ceccarelli


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Gonzalo Higuain e Paulo Dybala (Reuters / Alessandro Garofalo)

2' di lettura

Una cosa è chiara: anche “deronaldizzata”, la Juventus è sempre la stessa. E vince sempre in fotocopia: tre tiri in porta nel finale, 70 minuti di vecchio “catenaccio”, qualche rigore graziato per le stranezze del Var: e avanti il prossimo. Altro che bel gioco, motivo fondante per cui Maurizio Sarri è venuto a Torino a miracolo mostrare. Nulla di male, per carità. Magari con l'Atletico Madrid, martedì in Champions, sarà un'altra musica. Al momento, però, la sua banda non suona il rock. Al massimo qualche assolo da virtuoso. Ma proprio quando si spengono le luci.

E chi sono virtuosi? Anche questa è una sorpresa. Sono Higuain e Dybala, sempre decisivi quando va chiuso l’ultimo tango. Due stoccate il Pipita, un delizioso affondo la Joya su assist ancora di Higuain. Ad essere maligni, ma così alla buona, bisognerebbe ricordare che i due punteros argentini questa estate avrebbero dovuto fare le valigie da Torino per questioni di bilancio. Non erano nei programmi. E invece adesso sono decisivi: così va il mondo del calcio dove, alla fine, chiedetelo a Gasperini, quel che conta è chiudere una partita. Cosa che Dybala e Higuain fanno benissimo. L'Atalanta invece no.

Il problema, dicono, sarà ora il rientro di Ronaldo. Ma l’impressione è che non sarà un problema. A partire da martedì con l'Atletico. Semplicemente anche il Fenomeno, bionico ma con diversi tagliandi alle spalle, ogni tanto deve fermarsi ai box come un bolide di F1. Soprattutto in prospettiva europea. L'abbondanza non fa mai paura. Come diceva quel saggio, meglio ricchi e sani, che poveri e malati.

Ha ragione Conte (Antonio) quando dice che senza l’Inter il campionato sarebbe già finito. Conte è un maniaco che, a frustate, e con i gol di Lukaku e Lautaro, sta mantenendo i nerazzurri nella scia della capolista. Numeri da capogiro. Settima vittoria consecutiva in trasferta, 34 punti, una media record dopo 13 partite, superiore alla Mitica Inter di Giovanni Trapattoni del 1989. Ma era un altro mondo. Anche nel calcio c'era ancora il Muro dei 2 punti a vittoria.

A proposito di Antonio Conte, e dei suoi diktat sul sesso e sulle posizioni da tenere (a letto) per garantire un buon rendimento (in campo), va detto che i fatti, incredibilmente, gli stanno dando ragione. L'Inter va a gonfie vele. Neanche ai tempi del Triplete. Forse sarebbe il caso che i medioevali precetti di Conte fossero applicati anche al Milan e al Napoli, protagonisti di una malinconica sfida tra due squadre allo sbando e piene di paura. I partenopei per le sue divisioni interne, il Milan perchè si trascina troppe zavorre. Con quel Piatek che non segna neppure con la benedizione dal cielo di Papa Wojtyla. Magari, tornando ai diktat di Conte, anche il bomber polacco, dovrebbe ripensare alla sua posizione. In campo, naturalmente.

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