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Juve, si dimette tutto il Cda. Lascia anche Andrea Agnelli

A pesare sulla decisione il coinvolgimento nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l'accusa di falso in bilancio, e le ultime contestazioni della Consob

di Redazione Finanza

Andrea Agnelli (Afp)

3' di lettura

Il Consiglio di amministrazione della Juventus si è dimesso in blocco, lascia anche il presidente Andrea Agnelli.

A rassegnare le proprie dimissioni in serata, in un consiglio straordinario che si è tenuto alla Continassa, sono stati oltre ad Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l'amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood. Lo rende noto il club bianconero in una nota.

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Il comunicato della Juventus

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Le inchieste pendenti

A pesare sulla decisione il coinvolgimento nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l'accusa di falso in bilancio, e le ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti, fissata al momento per il 27 dicembre.

«I membri del Consiglio di Amministrazione - si legge in un comunicato - considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi».

Le manovre stipendi

Al centro dell’attenzione dei Pm c’è da tempo il trattamento economico riconosciuto ai giocatori della prima squadra durante il periodo del Covid, e in particolare la rinuncia a parte degli stipendi che dopo essere stata annunciata e contabilizzata, sarebbe stata poi rinegoziata informalmente. Sono le cosiddette “manovre stipendi”: ora, secondo quanto si legge nella nota diffusa dalla Juventus, « il Consiglio di Amministrazione ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi».

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L’impatto sui conti

Una situazione che si presta dunque a letture diverse, e che - se dovessero prevalere, come ritiene la Procura, quelle più pesanti - può avere impatti pesanti sui conti del club. Che ora, «per un approccio maggiormente prudenziale» ha «anzitutto ritenuto di rivedere al rialzo la stima di probabilità di avveramento delle condizioni di permanenza in rosa per quei calciatori che nel biennio 2019/20-2020/21 hanno rinunciato a parte dei compensi e con cui sono state successivamente concluse integrazioni salariali o “loyalty bonus” (rispettivamente, a luglio/agosto 2020 per la prima c.d. “manovra stipendi” e a settembre 2021 per la seconda c.d. “manovra stipendi”)». Sta di fatto che ora «tali revisioni di stime e di assunzioni comportano pertanto rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022 per effetto delle integrazioni salariali siglate a luglio/agosto 2020 e dei “loyalty bonus” siglati a settembre 2021».

Il Cda cessato

In una vera e propria situazione da allarme rosso, «su proposta del Presidente Andrea Agnelli- prosegue la nota della società uscita in serrata - e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all'Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all'incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l'Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato.In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato».

Le accuse della consigliera Marilungo

Un’uscita, in particolare, è rivelatrice del clima che si respira in queste ore alla Continassa. È quella della consigliera Daniela Marilungo, che «ha motivato le sue dimissioni sostenendo l'impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza anche, ma non solo, per il fatto di ritenere di non essere stata messa nella posizione di poter pienamente “agire informata” a fronte di temi di sicura complessità».

L’ingresso di Scanavino

Per tanti che escono, uno che entra. «Al fine di rafforzare il management della Società», si legge ancora nella nota, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di conferire l'incarico di direttore generale a Maurizio Scanavino, ad di Gedi e considerato vicino a John Elkann.

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