caso multiproprietà

Juve Stabia e Trapani: la Procura salva la serie B ma non Petroni

La Procura federale della Figc ha reso noti i deferimenti di Petroni, De Simone, Comito e Parente presso il Tribunale federale nazionale

di Benedetto Giardina

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La Procura federale della Figc ha reso noti i deferimenti di Petroni, De Simone, Comito e Parente presso il Tribunale federale nazionale


4' di lettura

Il caso della «multiproprietà» di Juve Stabia e Trapani finisce in aula. La Procura federale ha reso noti i deferimenti per la vicenda che vede al centro delle indagini i 2 club attualmente militanti in Serie B, senza però coinvolgere le società per responsabilità diretta e oggettiva. Il deferimento presso il Tribunale federale nazionale riguarda infatti 4 dirigenti dei 2 club, a partire da Fabio Petroni, proprietario (tramite Alivision transport scarl) del Trapani. Oltre a lui, sono deferiti Edoardo Comito e Antonio Parente, per quanto riguarda la Juve Stabia, e l'ex legale rappresentante del Trapani, Maurizio De Simone. I club, allo stato attuale delle cose, non rischiano sanzioni né penalizzazioni, non essendo stati deferiti. I dirigenti, invece, rischiano l'inibizione da incarichi federali.

Le accuse
Petroni deve rispondere delle violazioni relative all'articolo 7.7 dello Statuto federale, secondo cui «non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto», oltre che dell'articolo 16 bis delle Noif (Norme organizzative interne federali), commi 1, 2 e 3. Il proprietario del club siciliano viene accusato di «avere rivestito contemporaneamente, per il tramite di società a lui controllate e mediante interposizione del signor Edoardo Comito», il ruolo di socio sia nella Juve Stabia che nel Trapani, dal 21 giugno al 9 luglio scorso. Comito deve invece rispondere di violazione dell'articolo 15.7 delle Noif, «per non avere provveduto - nel termine stabilito dalle norme federali - a comunicare alla Lega competente l'intervenuto mutamento nella partecipazione alla compagine societaria» e per non avere fornito la documentazione attestante i requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria; oltre che per non essersi presentato all'audizione disposta dagli organi inquirenti della giustizia sportiva senza addurre alcun legittimo impedimento. Non hanno fornito per tempo le documentazioni sui requisiti di onorabilità e solidità finanziaria neanche Antonio Parente, amministratore della società Gap srl (che ha acquisito quote della Juve Stabia) e Maurizio De Simone, legale rappresentante della Fm Service srl che ha detenuto le quote del Trapani fino allo scorso 21 giugno.

Nessun rischio per i club
Juve Stabia e Trapani, al momento, non corrono rischi. Entrambe le società, in realtà, erano state indagate per responsabilità diretta e oggettiva, ma la Procura Figc ha deciso di non deferirle al Tribunale federale nazionale, risparmiando dunque ai 2 club il rischio di una penalizzazione. La violazione dell'articolo 16 bis delle Noif, infatti, avrebbe previsto per entrambe una decurtazione «di almeno 2 punti in classifica e l'ammenda nella misura da diecimila a cinquantamila euro da destinarsi alla Figc per la cura del vivaio nazionale». Il rischio di un'esclusione dai campionati sarebbe divenuto concreto soltanto nel caso in cui sia Juve Stabia che Trapani fossero ancora in mano allo stesso proprietario al momento dell'iscrizione per la prossima stagione. Rischio che non sussiste, ancor di più senza un deferimento per i 2 club.

Petroni e il suo rientro nel calcio
Per Petroni, invece, il rischio è quello di una squalifica. La violazione dell'articolo 16 bis delle Noif, a carico dei soci, prevede infatti «l'inibizione temporanea a svolgere attività in ambito Figc, con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società in ambito federale, indipendentemente dall'eventuale rapporto di lavoro». Se il Tribunale federale nazionale dovesse riconoscere le accuse rivoltegli dalla Procura, il proprietario del Trapani potrebbe dunque andare incontro a una squalifica che va da un minimo di 1 anno a un massimo di 5 anni (con possibile preclusione). Un'altra brutta gatta da pelare per l'imprenditore che in estate ha rilevato il Trapani, iscrivendolo in Serie B dopo i problemi societari avuti dal club con la precedente gestione. Anche per lui si è trattato di un ritorno nella serie cadetta, conquistata nel 2016 con il Pisa, in un'altra vicenda per nulla rosea relativa alle sue avventure calcistiche. I toscani retrocedettero immediatamente, con 4 punti di penalizzazione per inadempienze Covisoc e, dopo la bancarotta di Terravision, Petroni è tornato nel calcio come socio della Juve Stabia. In estate, lo sbarco a Trapani. Nel mezzo, un dubbio che ha portato gli inquirenti ad indagare su una possibile «multiproprietà».

Parole chiave
Covisoc
È la Commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche; si tratta di un organo interno alla Federazione italiana giuoco calcio (Figc) e monitora la situazione economico-finanziaria dei club prendenti parte ai campionati di Serie A, Serie B e Serie C.
Statuto Figc
È l'atto normativo che disciplina l'organizzazione e il funzionamento della Figc e degli organi ad essa connessi.
Noif
Sono le Norme organizzative interne federali, un insieme di regolamenti emanati dal Consiglio federale in base all'articolo 24 dello statuto Figc.
Multiproprietà
Viene indicata con questo termine la partecipazione di un singolo soggetto in più entità societarie. Per l'articolo 7.7 dello statuto Figc, questa eventualità non è ammessa in alcun modo, ma in varie occasioni sono state concesse delle deroghe.

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