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Juve: Cda riapprova bilancio, perdita a 239,3 milioni. Nelle carte dei Pm l’incontro tra Agnelli e 6 club: «Rischiamo di schiantarci»

Il Cda della Juventus ha approvato un nuovo progetto di bilancio dell’esercizio 2021/22 che si chiude con una perdita di 239,3 milioni di euro, 12,5 milioni in più dell’esercizio precedente

di Redazione Finanza

Allarme rosso per i conti della Juventus

3' di lettura

Il Cda della Juventus ha approvato un nuovo progetto di bilancio dell’esercizio 2021/22 che si chiude con una perdita di 239,3 milioni di euro, 12,5 milioni in più dell’esercizio precedente. La riappropriazione del bilancio fa seguito alle analisi e valutazioni compiute dal Cda del 28 novembre, “acquisiti i nuovi pareri aggiornati, resi alla luce dell’esame della documentazione rilevante, relativa all’indagine della Procura, con riferimento alle cosiddette “manovre stipendi”, realizzate negli esercizi 2019-20 e 2020-21”.

Al nuovo atto contabile, depositato ieri a tarda sera, ha il nuovo management bianconero guidato dal futuro presidente Gianluca Ferrero, storico commercialista della famiglia Agnelli, e dal direttore generale Maurizio Scanavino. Il bilancio rivisto sarà sottoposto il 27 dicembre all’assemblea degli azionisti.

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Lo slalom tra i conti

Come anticipato da Il Sole 24 Ore, nel nuovo documento il club ha modificato le cifre già approvate e deciso di accogliere in parte le indicazioni prudenziali della Consob e i rilievi della Procura di Torino, in particolare sulle cosiddette manovra stipendi realizzate negli esercizi 19/20 e 20/21.

L’effetto è un ritocco al ribasso di diverse poste di bilancio, spalmato però sui tre ultimi esercizi.

Nel dettaglio, il 21/22 ultima versione vede un incremento della perdita dell'esercizio su precedente - afferma la società in una nota - principalmente dovuto a minori ricavi per € 37,3 milioni; tale calo è originato da minori diritti televisivi e proventi media per € 64,8 milioni (soprattutto per effetto del minor numero di partite di Campionato e UEFA Champions League rispetto all'esercizio 2020/2021.

La revisione al ribasso

«La Società, in via di adozione di una prospettiva di accentuata prudenza - prosegue la nota - ha ritenuto di rivedere alcune stime e assunzioni che comportano rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020».

La Juventus, si legge ancora nella nota, «continuerà a collaborare e a cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura». Il club sottolinea infatti che gli impatti delle riesposizioni dei dati finanziari relativi agli esercizi chiusi al 30 giugno 2022 e 2021 differiscono rispetto agli adeguamenti derivanti dai rilievi sollevati dalla Consob.

Le carte dell’inchiesta

Un «incontro organizzato in via riservata» tra Andrea Agnelli ed esponenti di sei squadre di serie A alla presenza dei vertici della Lega di serie A e Figc, che il presidente bianconero, all’indomani, commenta così: «Spero nasca qualcosa di utile sennò ci schiantiamo pian pianino». C’è anche questo episodio (risalente al 23 settembre 2021) nelle carte dell’inchiesta sui conti della Juventus, inserite.

A parlarne è la Procura di Torino nel passaggio della richiesta di custodia cautelare, avanzata a giugno, dedicato a presunti rapporti di partnership del club bianconero con altre società italiane e straniere.

Secondo quanto ricostruito, la riunione si tenne in una tenuta a Fiano (Torino), all’interno del parco della Mandria, il 23 settembre 2021. La Juve era entrata da due mesi sotto la lente della Consob, e i suoi dirigenti, come si ricava dalle intercettazioni telefoniche, sapevano che i conti non erano a posto.

I pm scrivono che all’incontro di settembre «avrebbero partecipato Luca Percassi, ad dell’Atalanta; Enrico Preziosi, presidente del Genoa; Giuseppe Marotta, ex ad bianconero e attuale ad dell’Inter; Paolo Scaroni, presidente del cda del Milan; Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese; Claudio Fenucci, ad del Bologna. Risultano altresì avere preso parte Paolo Dal Pino, presidente della Lega calcio serie A, e Gabriele Gravina, presidente della Figc». «La presenza di Gabriele e Paolo - dirà Agnelli il giorno dopo - era utile ... Spero che nasca qualcosa perché se no non so cosa fare. Adesso bisogna che questo elemento sia foriero di qualcosa di utile perché se no ci schiantiamo piano piano».

«Rapporti di collaborazione e partnership» fra la Juventus e altre squadre, frutto di relazioni professionali e a volte personali tra dirigenti sportivi e manager, che mettono in pericolo la lealtà della competizione sportiva». Questo, secondo i pm della procura di Torino, è emerso dal complesso dell’inchiesta sui conti della Juventus. I magistrati ne parlarono, a proposito del sistema di valutazione dei giocatori, nel documento con la richiesta di misure cautelari e interdittive (presentata a giugno e a ottobre respinta dal tribunale) per alcuni dirigenti del club bianconero.

Secondo i pubblici ministeri i rapporti di partnership con la Juventus riguardano soprattutto Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Empoli e Udinese.

Sono però elencate altre società italiane ed estere: «per citarne alcune, Grosseto, Parma, Pisa, Monza, Cosenza, Pescara, Lugano, Basilea, Olimpique des Alpes, Sion».

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