calcio

Juventus donne, è scudetto al primo tentativo

2' di lettura

La Juventus è padrona del calcio italiano anche nella versione femminile. È stata infatti la squadra bianconera a conquistare lo scudetto del 2018 battendo 5-4 ai rigori il Brescia nello spareggio tricolore del campionato donne giocato ieri a Novara contro la squadra lombarda, che ora potrebbe diventare la versione rosa del Milan, intenzionato a rilevare il titolo sportivo delle corregionali in modo da avere la sua squadra femminile.

La Juve donne si aggiudica lo scudetto, bissando grazie ai rigori la vittoria della squadra maschile. Contro le leonesse bresciane, nel match al quale hanno assistito 3.000 spettatori, non sono bastati i tempi regolamentari e poi i supplementari a schiodare lo 0-0 iniziale. Quindi ci sono voluti i rigori per assegnare il titolo, quasi a sancire ulteriormente l'equilibrio tra le due squadre che ha caratterizzato il campionato.

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Ecco quindi questa bella sul neutro del Piola di Novara dopo lo spostamento di giorno e di sede richiesto dalla Juventus stessa: a condannare il Brescia è stato l'errore di Di Criscio dal dischetto, ma la stagione delle leonesse rimane comunque da sottolineare.

Fin dall'inizio è la Juve a condurre le danze, ma nel primo tempo si tratta di una supremazia sterile: solo Bonansea riesce a creare grattacapi a una difesa del Brescia molto attenta. Il Brescia prova qualche tentativo di rimessa ma si tratta di azioni di alleggerimento.

Nella ripresa la pressione bianconera si accentua e la solita Bonansea va vicina al gol colpendo la traversa e poi provocando una mischia con la palla che danza a un metro dalla porta prima di essere rinviata. L'episodio-chiave al 22' della ripresa: Bonansea viene stesa al limite, per l'arbitro è rigore ma poi torna sui suoi passi e fischia un fuorigioco dell'attaccante bianconera. Così si va ai supplementari, dove non succede nulla.

Voto alla tifoseria Juventus 10 (7 al Brescia), con un decisivo cambio al megafono delle zebre. Dopo 90 minuti di voci maschili la tifosa al megafono durante i due tempi di 15 minuti è sembrata la Ricciarelli: mitica.

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