Assemblea degli azionisti

Juventus, via all’aumento di capitale da 300 milioni. Fca sostiene i conti

Prima di questo bonus addizionale il contratto tra Juventus e Fca sottoscritto nell'aprile 2012, quando il gruppo automobilistico era guidato da Sergio Marchionne, prevedeva una quota fissa di 17 milioni all'anno, più eventuali premi per i risultati sportivi

dal nostro inviato Gianni Dragoni


Juventus, bilancio in rosso per 40 milioni nel primo anno di Ronaldo

6' di lettura

TORINO - John Elkann va in aiuto dei conti (in rosso) della Juventus, nel giorno in cui il club presieduto dal cugino, Andrea Agnelli, ha chiesto e ottenuto dagli azionisti l’approvazione di un aumento di capitale di 300 milioni di euro, il più alto nella storia della società bianconera. L’aumento «non era necessario, è stata una scelta strategica, con l'obiettivo di finanziare un percorso di crescita ulteriore - ha commentato il presidente Andrea Agnelli, nella conferenza stampa dopo l'assemblea -. L'aumento di capitale ha come principali obiettivi il mantenimento della competitività sportiva, l'incremento dei ricavi operativi e della visibilità del brand Juventus e il consolidamento dell'equilibrio economico-finanziario».

Prima dell'inizio dell'assemblea la società di calcio ha annunciato un accordo con il gruppo Fiat Chrysler che incrementa di 25 milioni all'anno i soldi che il gruppo automobilistico versa alla Juventus per la sponsorizzazione della maglia con il marchio Jeep. L'incremento si applica già dalla stagione in corso 2019-2020 e verrà ripetuto anche nella prossima, fino alla scadenza del contratto il 30 giugno 2021.

Il contratto Jeep sale da 17 a 42 milioni all'anno
Prima di questo bonus addizionale il contratto tra Juventus e Fca sottoscritto nell'aprile 2012, quando il gruppo automobilistico era guidato da Sergio Marchionne, prevedeva una quota fissa di 17 milioni all'anno, più eventuali premi per i risultati sportivi. Nell'esercizio finanziario chiuso il 30 giugno 2019 la Juventus - si legge nel bilancio, all'esame dell'assemblea - ha incassato da Fca Italy Spa 21 milioni di euro, originati «dal contratto di main sponsor in essere». Con l'incremento del valore i ricavi generati dal contratto di sponsorizzazione con Jeep saranno più che raddoppiati, almeno 42 milioni all'anno, con la possibilità di arrivare a 46 milioni. Alcuni soci hanno parlato di “taccagneria” di Fca, chiedendo perché Jeep non abbia anticipato l'integrazione del contratto versando il bonus addizionale di 25 milioni già nella scorsa stagione. Agnelli ha detto che va considerato che «nel 2018 c'è stato un evento traumatico» nel gruppo Fca, la morte di Sergio Marchionne, che «ha portato a un totale rinnovamento del management» e quindi il tema delle sponsorizzazioni è venuto in secondo piano.

Anticipate le trattative per il rinnovo
L'accordo - spiega una nota del club - è stato siglato «in considerazione dell'eccellente performance sportiva della prima squadra, che ha determinato in questi anni il miglioramento del ranking Uefa, e grazie all'incremento di visibilità del brand Juventus a livello globale». Contestualmente, Juventus e FCA hanno convenuto di iniziare, in anticipo rispetto alle previsioni contrattuali, le negoziazioni per il rinnovo della sponsorizzazione. Dal primo luglio scorso inoltre è in vigore il nuovo contratto con lo sponsor tecnico Adidas, che vale in media 51 milioni all'anno fino a giugno 2027, più eventuali premi per i risultati sportivi e le commissioni (royalty) per la vendita di prodotti. Adidas ha inoltre versato un bonus di 15 milioni a dicembre 2018, inserito nei ricavi dell'ultima stagione.

L'intervento di Exor
Fca è controllata da Exor, che è anche l'azionista di maggioranza (63,77%) della Juventus. Si tratta quindi di parti correlate. Il presidente e a.d. di Exor e presidente di Fca è John Elkann. L'impegno della casa madre Exor non è solo l'incremento della sponsorizzazione Jeep, ma anche nel sostegno già accordato alla ricapitalizzazione di 300 milioni. La Juventus ha annunciato che Exor verserà la quota di sua pertinenza, il 63,77% del totale, cioè 191 milioni. L'aumento di capitale, secondo la proposta del cda ai soci, verrà eseguito entro il 30 settembre 2019, la società prevede comunque che sarà realizzato entro il primo trimestre dell'anno prossimo.

Il fondo britannico Lindsell Train possiede l'11,26%
Il secondo azionista è il fondo londinese Lindsell Train, con l'11,26% del capitale, quota invariata dopo l'incremento reso noto un anno fa. All'assemblea è presente il 77,94% del capitale.

Agnelli: rispettare il Fair play finanziario
Nel discorso introduttivo il presidente Agnelli ha ricordato il precedente intervento di ricapitalizzazione approvato nel 2011, pari a 120 milioni, «era volto a un risanamento societario, che è stato completato per la patrimonializzazione immobiliare della società e per l'incremento di valore della squadra». Sulla nuova manovra patrimoniale da 300 milioni, Agnelli ha detto: «L’obiettivo del 2019 è un rafforzamento patrimoniale e accertarsi che vengano rispettate tutte le norme del Fair play finanziario». «Immaginiamo il 2019-2020 come un nuovo anno zero della Juventus».

Esplosione dei debiti finanziari
In realtà il bilancio della Juventus non è risanato, ma è in sofferenza. La ricapitalizzazione serve soprattutto a tentare di riequilibrare la situazione patrimoniale, dopo gli elevati investimenti degli ultimi anni e l'aumento dei costi che hanno portato il bilancio al 30 giugno 2019 in rosso (-39,9 milioni), per il secondo anno consecutivo, con una perdita raddoppiata rispetto ai -19,2 milioni nel 2017-2018. Negli ultimi 12 mesi i debiti finanziari netti sono balzati del 50% a 463,5 milioni, dopo essere già aumentati del 90% nell'esercizio al 30 giugno 2018. I debiti finanziari netti sono pari a 14,86 volte il patrimonio netto, che si è ridotto da 72 a 31,2 milioni.

Il costo di Ronaldo
Agnelli ha sottolineato che «l'anno scorso la Juventus ha attirato il calciatore più forte del mondo, che è Cristiano Ronaldo. Mi auguro che quest'anno possa vincere il pallone d'oro». Il primo bilancio della Juve con CR7 però è in rosso, con un forte peggioramento della situazione patrimoniale e finanziaria e, pur confermando la vittoria in campionato (ottavo consecutivo), senza lustro in Europa (la Juventus è stata eliminata nei quarti di finale dall'Ajax). L'aumento dei ricavi non è bastato a coprire l'esplosione dei costi dovuta all'ingaggio del fuoriclasse portoghese: 115 milioni il costo del cartellino (da ammortizzare in quattro anni), più un esborso di circa 60 milioni all’anno per lo stipendio (che è pari a 31 milioni netti a stagione). Il costo totale del personale è aumentato da 259 a 327,75 milioni.

I ricavi
I ricavi operativi, escluse le plusvalenze da calciomercato (127 milioni lordi) e i proventi da cessione temporanea di calciatori (26,9 milioni lordi), sono stati 464,27 milioni, in crescita rispetto ai 402,3 milioni dell'esercizio precedente (+ 15,4 %). La Juventus dichiara ricavi complessivi, includendo le plusvalenze e i ricavi da cessioni temporanee, pari a 621,46 milioni, rispetto ai 504,67 milioni dell'anno precedente. Ma queste cifre non corrispondono ai ricavi operativi, sono gonfiate dalle plusvalenze, che è improprio includere nel fatturato. Tutte le società che fanno analisi internazionali dei bilanci delle squadre di calcio, in particolare Kpmg e Deloitte, escludono le plusvalenze dai ricavi per tutti i club. Le plusvalenze vengono considerate nel bilancio, ma è più corretto allocarle in un'altra voce, sotto quella dei ricavi.

Nei ricavi in Europa Juventus scesa all'undicesimo posto
Secondo gli ultimi dati di confronto internazionale dei ricavi, nella stagione al 30 giugno 2018 la Juventus era scesa dal decimo all'undicesimo posto in Europa, considerano i “ricavi operativi”, escluse le plusvalenze che “dopano” i ricavi. Agnelli ha detto che obiettivo della Juventus è restare nelle prime 12 squadre in Europa per ricavi.

Le plusvalenze del calciomercato
I dati resi noti dal club dicono che le plusvalenze nette da calciomercato sono state 126,69 milioni, rispetto ai 93,8 milioni della stagione precedente. Inoltre ci sono proventi da cessioni temporanee di calciatori (26,94 milioni lordi e -1,85 milioni di oneri per acquisizioni temporanee), tra i quali spiccano i 18 milioni incassati per il prestito di Gonzalo Higuain. Va ricordato che, per Higuain, fa fronte ai ricavi un identico onere negli ammortamenti, perché il calciatore è ancora di proprietà della Juventus. Tra le plusvalenze ci sono anche poste consistenti originate da scambi di calciatori con altre squadre, che non generano incassi finanziari e, anzi, provocano un aumento dei costi negli successivi per i maggiori ammortamenti.

Gli scambi con Roma e Milan
Tra queste operazioni la vendita di Leonardo Spinazzola all'As Roma il 30 giugno 2019 per circa 29 milioni e il contestuale acquisto di Luca Pellegrini dallo stesso club per 22 milioni. La Juventus dichiara per questa operazione una plusvalenza di 25,9 milioni, la più alta nel bilancio a giugno 2019. La seconda plusvalenza, pari a 21,5 milioni è dovuta alla vendita al Milan di Mattia Caldara. Anche in questo caso in realtà c'è stato uno scambio, perché la Juventus ha ricomprato dal Milan Leonardo Bonucci per un valore di 35 milioni.

Prevista una perdita nel bilancio 2019-2020
L'effetto Ronaldo sta generando un'accelerazione dei ricavi a partire da questa stagione. Per il momento però il cda della Juventus prevede, in via prudenziale, anche quest'anno un bilancio «in perdita». Dice la relazione al bilancio: «L'esercizio 2019-2020, attualmente previsto in perdita, sarà come di consueto fortemente influenzato dall'andamento dei risultati sportivi ed in particolare della Uefa Champions League».

Approvati bilancio, aumento di capitale e voto maggiorato
Tutte le delibere proposte dal cda sono state approvate dall'assemblea, con voto a maggioranza. Il bilancio e l'aumento di capitale sono stati approvati con il 99,97% dei voti favorevoli e 0,003% contrari (percentuali calcolate sul capitale presente). La proposta di introdurre il voto doppio in assemblea per le azioni che risultano possedute in modo continuativo da almeno 24 mesi è stata approvata con un quorum leggermente più basso, il 98,5% e 1,42% di voti contrari. Diversi soci hanno sottolineato che in futuro l'azionista di maggioranza Exor, che ha il 63,77%, potrebbe ridurre la sua partecipazione al 30-40% e, grazie al voto doppio, mantenere la maggioranza dei voti in assemblea.

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