L’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI

Juventus, il fondo britannico Lindsell Train aumenta la quota all’11,3%

di Gianni Dragoni


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(EPA)

3' di lettura

Novità nel libro soci della Juventus dopo l'acquisto di Cristiano Ronaldo. Il fondo inglese Lindsell Train ha aumentato la propria partecipazione azionaria nella Juventus all'11,298%, rispetto al 10% precedente. La novità è emersa all'assemblea degli azionisti, svoltasi a Torino all'Allianz Stadium, per l'approvazione del bilancio al 30 giugno 2018 e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione.

Il mistero sul socio di Londra
Il fondo di Londra - sulla cui reale identità rimane una certa aura di mistero, data la riservatezza dei suoi responsabili - è il secondo socio della società di calcio. Rimane invariata la quota di Exor Nv, la holding (olandese) degli eredi delle famiglie Agnelli e Nasi presieduta da John Elkann, che possiede il 63,77% del capitale bianconero, partecipazione invariata da anni. L'incremento della quota del fondo britannico, che già aveva raddoppiato la sua presenza al 10% nel 2016, è avvenuto negli ultimi mesi, nei quali le azioni della Juventus hanno messo a segno forti rialzi in seguito all'acquisto del fuoriclasse portoghese. Lunedì 2 luglio, prima che si diffondessero le indiscrezioni sull'acquisto di CR7 (perfezionato il 10 luglio), le azioni quotavano 0,666 euro. Adesso vengono scambiate a 0,9485 euro (+2,32% rispetto a ieri), ma nelle scorse settimane hanno raggiunto il picco di 1,813 euro. Poi ci sono state forti oscillazioni anche al ribasso. Adesso il titolo vale circa il 27% in più di un anno fa. Ai prezzi correnti la capitalizzazione di Borsa della Juventus è di quasi un miliardo di euro.

Aumento dei debiti prima dell'acquisto di CR7
Con l'acquisto di Ronaldo c'è stato un forte aumento dei debiti finanziari della Juventus, non ancora riflesso nei dati del bilancio al 30 giugno scorso, nel quale però c'è già stato un balzo del 90% dei debiti finanziari netti a 309,8 milioni. Il patrimonio netto della società è diminuito da 93,8 a 72 milioni, in conseguenza della perdita di esercizio, pari a -19,2 milioni. Il bilancio è tornato in rosso dopo tre anni consecutivi in attivo. E anche quest'anno la società prevede una perdita, con l'avvertenza che, come di consueto, il risultato sarà influenzato in maniera determinante dai risultati sportivi, soprattutto in Champions League. L'effetto Ronaldo atteso sui ricavi per ora è modesto, è raddoppiato il numero delle magliette vendute, ha detto la società, senza fornire dati economici. I contratti con gli sponsor fino alla scadenza non sono soggetti a variazioni al rialzo, a meno che non scattino i bonus per successi sportivi.

Voci di aumento di capitale
Secondo voci sul mercato la Juventus potrebbe aver bisogno di un aumento di capitale entro la fine della stagione corrente, nella quale il bilancio dovrà recepire i costi dell'operazione Ronaldo. Il cartellino è costato 115 milioni di euro (secondo la valutazione dei diritti indicata nel bilancio), che verranno spalmati nei quattro anni del contratto, inoltre c'è l'ingaggio del calciatore pari a 31 milioni netti l'anno (per la Juve l'onere lordo è il doppio). Secondo fonti autorevoli Ronaldo avrebbe inoltre diritto a un bonus di ulteriori 10 milioni netti in caso di raggiungimento di determinati risultati, un'indiscrezione su cui la Juventus non si è pronunciata. L'incremento della quota del fondo Lindsell Train potrebbe essere collegata anche a un posizionamento in attesa di eventuali riassetti nel capitale, qualora con una ricapitalizzazione (mai confermata dalla Juventus) la quota di Exor dovesse ridursi.

L'addio di Marotta (assente)
L'assemblea ha segnato l'inizio del dopo Marotta, il dirigente da otto anni a capo dell'area sportiva che il presidente Andrea Agnelli, d'intesa con il socio Exor, ha deciso di non confermare nell'incarico. Giuseppe Marotta, 61 anni, amministratore delegato uscente e finora direttore generale dell'area sport, non ha partecipato all'assemblea. Era presente il secondo a.d. e Cfo, Aldo Mazzia, 62 anni, anch'egli esautorato dall'incarico. L'assemblea ha approvato il bilancio a larga maggioranza e ha nominato il nuovo cda, ridotto da 11 a 9 componenti. Il cda è una fotocopia del precedente, tranne i due ex a.d. Marotta e Mazzia. Andrea Agnelli è confermato presidente, Pavel Nedved vicepresidente. Confermato anche Paolo Garimberti.

Ripartizione in tre aree
Hanno partecipato ai lavori i tre dirigenti del club tra i quali Agnelli ha ripartito le deleghe finora assegnate a Marotta e Mazzia. Ciascuno a capo di una nuova area: Fabio Paratici (area sportiva), Giorgio Ricci (area ricavi), l'attuale capo dell'investor relation Marco Re (area servizi e finanza). Agli ex a.d. che lo hanno accompagnato negli ultimi otto anni a ricostruire una Juventus vincente Agnelli ha rivolto un saluto con poche parole: “La società è grata a Marotta e Aldo Mazzia per il lavoro svolto in questi anni, ma si è deciso di conferire maggiori responsabilità a risorse già presenti in azienda che in questi anni hanno ottenuto risultati eccezionali”. Una frase che non spiega il vero motivo per cui Marotta è stato allontanato.

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