Calcio e plusvalenze

Juventus, indagini su cessione Ronaldo. C’e il rischio che le banche ritirino la garanzia dell’aumento di capitale

C’è un settimo indagato, l’avvocato Cesare Gabasio, segretario generale del club. La società dice che c’è il rischio che le banche garanti non sottoscrivano l’eventuale inoptato nell’aumento di capitale

di Gianni Dragoni

Juventus, Malago': "Caso plusvalenze? Attendiamo sviluppi'"

4' di lettura

Le indagini della Procura di Torino sulla Juventus si estendono alla cessione di Cristiano Ronaldo e c’è un settimo indagato, l’avvocato Cesare Gabasio, da gennaio 2021 segretario generale («general counsel») e direttore dell’ufficio legale del club. L’aumento di capitale da 400 milioni di euro prosegue con difficoltà. La Juventus ha detto che c’è il rischio che le banche garanti della sottoscrizione dell’eventuale inoptato nell’aumento considerino il decreto di perquisizione e l’indagine come «presupposti per l’esercizio del diritto di recesso» dal contratto di garanzia. Se questo avvenisse, l’aumento di capitale rischierebbe di non essere sottoscritto per una quota fino a 145 milioni e sarebbe a rischio «la continuità aziendale».

Le intercettazioni su Ronaldo

«Se salta fuori abbiam…ci saltano alla gola tutto sul bilancio i revisori e tutto... ». È una delle intercettazioni contenute nel nuovo decreto di perquisizioni effettuate giovedì 2 dicembre, nella sede della Juventus. La conversazione telefonica, intercettata il 23 settembre, è tra il direttore sportivo Federico Cherubini e Gabasio, che dopo la perquisizione risulta tra gli indagati nell’inchiesta della Procura torinese sulle plusvalenze sospette per 282 milioni di euro negli ultimi tre bilanci della Juventus. Il riferimento è ai rapporti tra la Juventus e Ronaldo. Dalle carte emerge che «occorre ricercare e acquisire documentazione contabile, extracontabile bancaria e corrispondenza e messaggistica (anche su supporto informatico) afferente alla cessione del calciatore al Manchester». Il 27 agosto scorso Ronaldo è stato ceduto al club inglese per 15 milioni di euro.

Loading...

«Il decreto di perquisizione di ieri (2 dicembre) non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso, ma specifica la presunta esistenza di documentazione della quale, al momento, non risulta il rinvenimento» affermano l’avvocato Maurizio Bellacosa (studio legale Severino) che difende la Juventus, e l’avvocato Davide Sangiorgio che difende gli indagati della società.

Una «carta famosa che non deve esistere»

Di una intercettazione che parla di una «carta famosa che non deve esistere teoricamente» si parla già nel primo decreto di perquisizione, del 26 novembre. Con le perquisizioni di ieri la Guardia di finanza è stata incaricata di recuperare la documentazione «contabile ed extracontabile».

La nota della società

La Juventus ha pubblicato un supplemento al prospetto informativo dell’aumento di capitale in cui afferma che l’indagine della Procura e la perquisizione presso gli uffici della società «non configura un mutamento negativo rilevante da consentire alle banche di recedere dagli impegni di garanzia in relazione all’aumento di capitale». L’azionista di maggioranza Exor ha già comunicato che sottoscriverà la sua quota (il 63,77%), pari a circa 255 milioni. Il consorzio di garanzia, composto da Goldman Sachs, Jp Morgan, Mediobanca e Unicredit, ha firmato un contratto per coprire l’eventuale inoptato della quota di pertinenza dei soci di minoranza, fino a un massimo di 145 milioni. La società rileva che qualora l’aumento fosse eseguito solo parzialmente, ipotesi al momento ritenuta remota, affluirebbero al gruppo risorse finanziarie in misura limitata. «In tali evenienze - si legge nel supplemento - in assenza di ulteriori tempestive misure a sostegno del (...) Piano di sviluppo della società per gli esercizi 2019/20 - 2023/24, la capacità del gruppo di mantenere il presupposto della continuità aziendale nell’arco di Piano verrebbe meno».

Il rischio che le banche non sottoscrivano l’inoptato

«Tuttavia, alla data del supplemento _ dice la nota della Juventus _ sussiste il rischio che i garanti ritengano che i suddetti fatti (cioè decreto di perquisizione e sequestro e indagine da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino) configurino i presupposti per l'esercizio del diritto di recesso dall'impegno di garanzia in relazione all’aumento di capitale.Ove l’aumento di capitale fosse eseguito solo parzialmente, affluirebbero al Gruppo risorse finanziarie in misura limitata. In tali evenienze, in assenza di ulteriori tempestive misure a sostegno del Piano di sviluppo Aggiornato e confermato [ndr, ossia il Piano di sviluppo della Società per gli esercizi 2019/20 – 2023/24], la capacità del Gruppo di mantenere il presupposto della continuità aziendale nell'arco di Piano verrebbe meno”. Il rischio potrebbe concretizzarsi se si verificassero le seguenti ipotesi: 1) Molto inoptato; 2) Gli istituti garanti dell’aumento che invocano la clausola «Mac» (Material adverse condition) e si ritirano dal coprire l’aumento (al momento non è successo, ma c’è il rischio che accada, dice la Juventus); 3) Nessun altro interviene per coprire la quota non sottoscritta; 4) A quel punto la continuità sarebbe a rischio, da qui al giugno 2024».

Chiellini: «Sulla Juventus viene tutto amplificato»

«Quando si parla di Juventus viene tutto amplificato». Giorgio Chiellini, capitano della Juventus, commenta così ai microfoni di Sky gli ultimi sviluppi dell’inchiesta. «Nel mondo dello sport ci sono continuamente forme di degenerazione che comunque devono essere accertate oltre che provate. Eviterei in questo momento ogni forma di processo sommario», è il commento del presidente della Figc, Gabriele Gravina.

In Borsa in una settimana perso il 10%

Le azioni oggi in Borsa hanno chiuso a 0,4144 euro (+1,12%), rimangono al di sotto della parità teorica del prezzo di venerdì 26 novembre, ricalcolato per tener conto dello stacco dei diritti di opzione (circa 0,46 euro). Questo significa che nelle prime cinque sedute dell’aumento di capitale c’è stato un calo del 10 per cento.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti