Torino, Milano e Roma

Juventus, stipendi dei calciatori non iscritti in bilancio: Dybala in Procura

Nei bilanci 2019 e 2020 gli stipendi di alcuni calciatori risulterebbero non corrisposti causa Covid ma in realtà ci sarebbero atti che ne proverebbero l’erogazione mesi dopo

di Ivan Cimmarusti

Juventus, salta il rinnovo di Dybala

3' di lettura

Il giocatore della Juventus Paulo Dybala in Procura, a Torino, per essere ascoltato come persona informata dei fatti in relazione dell’inchiesta sui conti della società bianconera. Dybala è il primo giocatore ad essere ascoltato dai titolari dell’inchiesta “Prisma”, i pm Ciro Sartoriello, Mario Bendoni e Marco Gianoglio.

L’audizione giunge dopo i recenti accertamenti della Guardia di finanza che hanno sollevato una nuova ipotesi di falso in bilancio: il faro investigativo riguarda quattro mensilità mai incassate dai giocatori, a causa della prima ondata del Covid, che sarebbero state irregolarmente iscritte in bilancio, mentre nei fatti sarebbero state erogate alcuni mesi dopo.

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Il particolare è riportato in una informativa investigativa, depositata l’11 marzo scorso, in cui si legge che «dal confronto tra i documenti acquisiti presso la Juventus F.C. e i contratti depositati alla Lega Nazionale Professionisti di serie A, sono emersi indizi concreti in ordine all’esistenza di plurime scritture private» definite «manovre stipendi» dal 2019 al 2021, che non sarebbero mai stati state depositate. Un meccanismo, ritiene l’accusa, che rientrerebbe nell’ipotizzata frode «che ha consentito a Juventus F.C. di registrare una riduzione dei costi nei bilancio al 30 giugno 2020 e 30 giugno 2021.

Gli indagati

La nuova ricostruzione è contenuta nei decreti di perquisizione ed esibizione documenti che ha notificato la Procura di Torino martedì 23 marzo.

Nel registro degli indagati figurano Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici, Marco Giovanni Re, Stefano Bertola, Stefano Cerrato, Cesare Giuseppe Pino Gabasio e la stessa Juventus Football club spa. Nei loro confronti sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di falso in bilancio, falsa fatturazione, e violazione della normativa sulla responsabilità delle società.

La Guardia di finanza, su indicazione dei pubblici ministeri, ha recuperato documenti negli studi e negli uffici di avvocati e agenti tra Torino, Roma e Milano, che hanno curato gli interessi dei calciatori, accendendo un faro sulla «manovra stipendi» per le stagioni 2019-20 e 2020-21.

In particolare le perquisizioni sono state ordinate a carico di un avvocato che lavora nello studio legale torinese Weigmann (uno dei più prestigiosi d’Italia), di tre professionisti che operano nello studio legale milanese Withers, di un avvocato dello studio legale milanese Legance, di un professionista di Roma. Gli studi legali non sono coinvolti nell’indagine e gli avvocati in questione non sono indagati.

Gli stipendi dei calciatori

L’attenzione degli investigatori riguarderebbe in questo caso la gestione degli stipendi di alcuni calciatori che durante la prima fase del Covid avrebbero rinunciato ad alcune mensilità, mentre per la Procura quegli stipendi sarebbero stati corrisposti successivamente e quindi il debito non sarebbe stato correttamente iscritto a bilancio. Negli atti, infatti, si legge che «con riguardo alla manovra stipendi 2019/2020 non si sarebbe di fronte alla rinuncia di quattro mensilità (come emergerebbe dalla relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2020, ndr) ma a mero differimento del pagamento di tre dei quattro ratei in questione, indipendentemente dall’attività sportiva (a seguito della sospensione per emergenza Covid)». Quanto al bilancio 2020-21, sarebbero stati conclusi accordi di riduzione degli stipendi, di integrazione e, inoltre, di scritture «integrative» separate. Solo una parte dei documenti, sempre secondo quanto sospettano i magistrati, sarebbe stata depositata.

Da «quanto esposto - continua la magistratura - emergono pertanto, unitamente al profilo già riscontrato delle plusvalenze artificiali, elementi concreti a supporto di ulteriori condotte di falso in bilancio».

Nel corso della perquisizione gli investigatori hanno cercato tutti i documenti relativi a diversi calciatori, tra i quali Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala, Miralem Pjanić e Mattia De Sciglio. Inoltre è stato notificato un ordine di esibizione anche alla Juventus, per ottenere tutte le buste paga dei calciatori a partire da luglio 2019.

Il differimento all’esercizio successivo

Della cosiddetta «manovra stipendi» alla Juventus si era parlato: si trattava, secondo quanto era trapelato, di un differimento a un esercizio successivo delle retribuzioni di alcune mensilità. I magistrati hanno dei dubbi sul percorso contabile seguito dal club. Riduzioni e integrazioni sarebbero state concordate contestualmente. Le integrazioni, però, sono state inserite nel bilancio successivo, cosa che secondo i pubblici ministeri non sarebbe corretta.

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