Medio Oriente

Comandante in capo Usa: completato ritiro forze americane

Nella bozza di risoluzione che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato in serata non figura la “safe zone” richiesta da Francia, Regno Unito e Germania. Il comandante in capo delle forze Usa: completato il ritiro delle nostre truppe. La Turchia si è detta pronta a gestire l’aeroporto

Afghanistan, Unicef: "sono 300 mila i bambini sfollati"
  • Pentagono: «Via un giorno prima? a Kabul è già il 31 agosto»

    Il generale Kenneth McKenzie, capo del comando centrale Usa, ha spiegato la chiusura della missione Usa in Afghanistan con un giorno di anticipo sulla scadenza annunciata col fatto che in Afghanistan è già il 31 agosto.

  • Pentagono: «talebani pragmatici ed efficienti»

    I talebani sono stati «pragmatici» ed «efficienti»: lo ha detto il generale Kenneth McKenzie, capo del comando centrale Usa.

  • Spari a Kabul per festeggiare partenza soldati Usa

    Spari per tutta la città di Kabul sono stati uditi per festeggiare la partenza degli ultimi voli Usa dall’Afghanistan. Lo riportano la Associated Press e la France Presse. I colpi venivano in particolare dai principali check point dei talebani, mentre urla di giubilo si sono innalzate da postazioni nella ex green zone.

  • Usa a Onu, delusi da astensione Russia e Cina

    «Siamo delusi dall’astensione di Russia e Cina nella risoluzione sull’Afghanistan. Ci siamo consultati molto da vicino tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, abbiamo preso in considerazione alcune delle preoccupazioni sollevate da Mosca e Pechino sulla bozza». Lo ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, commentando il testo adottato dai Quindici. «Dovranno spiegare la loro decisione - ha aggiunto - comunque il Consiglio di Sicurezza ha parlato in modo forte, e nella risoluzione ci sono questioni importanti per tutti i membri, incluse Russia e Cina».

  • Comandante in capo Usa: completato ritiro forze americane

    I militari statunitensi hanno completato il ritiro delle loro forze dall’Afghanistan. Lo ha detto il comandante in capo Usa McKenzie. «Il ritiro di stasera significa sia la fine dell’evacuazione del materiale militare che la fine di quasi 20 anni di missione iniziata in Afghanistan poco dopo l’11 settembre», ha annunciato il generale Kenneth McKenzie. «È una missione che ha assicurato alla giustizia Osama Bin Laden insieme a molti co-cospiratori di Al-Qaida», ha proseguito. «Il costo è stato 2.461 militari e civili americani uccisi ed oltre 20 mila feriti, inclusi sfortunatamente i 13 marines uccisi la scorsa settimana da un attentatore suicida», ha aggiunto.

  • Di Maio: Strategia condivisa per passaggio sicuro

    «Come dimostrano gli attacchi di questi giorni a Kabul, la minaccia terroristica in Afghanistan è concreta. Ne abbiamo discusso questo pomeriggio alla riunione straordinaria dei Ministri degli Esteri dei Paesi del G7, allargata a Turchia e Qatar, e alla presenza del Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e dell'Alto rappresentante dell’UE Josep Borrell. Stiamo mantenendo una stretta cooperazione nell’affrontare la crisi afghana. Conclusa la fase 1 che ci ha permesso di evacuare come Italia circa 5 mila civili afghani, adesso tutta la comunità internazionale deve concentrarsi sulla fase 2». Così su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. «Stiamo lavorando per garantire un passaggio sicuro a tutti quegli afghani che vorranno lasciare il Paese anche dopo il 31 agosto. Per garantire questo l'unica strada è adottare una strategia condivisa a livello multilaterale, che coinvolga tutti i principali attori internazionali, a partire dai Paesi confinanti con l'Afghanistan», ha aggiunto.

  • Talebani: decollato ultimo aereo Usa da Kabul

    La guardia talebana all’aeroporto di Kabul ha affermato che l’ultimo aereo militare statunitense è appena decollato. Non ci sono conferme da fonti Usa. Il portavoce Hemad Sherzad ha detto ad Associated Press che gli ultimi cinque aerei sono partiti nelle prime ore di martedì, poco dopo la mezzanotte. Degli spari celebrativi si sono sentiti in tutta la città. Le autorità statunitensi, però, non hanno ancora confermato il ritiro di tutte le forze.

  • Di Maio, non possiamo dare liste ai talebani

    «Non possiamo dare le liste di quelli da evacuare ai talebani». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, collegato a Scandiano (Reggio Emilia) a un dialogo con il presidente della regione Stefano Bonaccini. «Noi - ha spiegato - non possiamo fare corridoi umanitari immediatamente dall’Afghanistan, perché dovremmo dare la lista di coloro che vogliamo portare in Italia alle autorità talebane». «Abbiamo visto il famoso comico ucciso dai talebani, abbiamo visto il musicista, abbiamo visto atti efferati e atroci. Ed è per questo che dobbiamo lavorare con Pakistan, Iran, Uzbekistan, Tagikistan,dove i profughi si stanno recando».

  • Risoluzione Onu: diritti donne vanno tutelati

    Le conquiste degli ultimi 20 anni e i diritti delle donne vanno tutelati. È questo uno dei quattro punti che caraterizzano la risoluzione votata oggi dal Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’Afghanistan.

  • Usa a Onu, ora comunità internazionale sia unita

    «Mentre l’Afghanistan entra nel suo prossimo capitolo, è un imperativo che la comunità internazionale rimanga unita e risoluta, anche nel rendere i talebani responsabili degli impegni da loro presi, fra cui quello di lasciare partire gli afghani che vogliono lasciare il Paese». Lo ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, commentando l’adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza. Thomas-Greenfield ha sottolineato che i talebani devono impegnarsi per un ’passaggio sicuro’ dei cittadini afghani «oggi, domani o dopo il 31 agosto».

  • Approvata bozza Onu, ma senza ’safe zone’

    Il Consiglio di Sicurezza Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) una risoluzione sull’Afghanistan in cui si chiede la protezione dei civili e dell’aeroporto di Kabul. Nel testo non e’ menzionata la ’zona di sicurezza’ di cui aveva parlato il presidente francese Macron. Si riafferma invece “l’importanza di sostenere i diritti umani, compresi quelli delle donne”, si chiede di rafforzare gli sforzi per fornire assistenza umanitaria, di consentire un’uscita “sicura” dal paese e permettere un accesso sicuro e senza ostacoli alle Nazioni Unite. E che il paese non diventi una base per il terrorismo.

  • Farnesina, garantire passaggio sicuro ad afghani dopo 31/8

    In Afghanistan «prende ora il via una seconda fase, nella quale dovranno essere studiate possibili soluzioni per poter fornire un passaggio sicuro a quegli afghani che vorranno lasciare il Paese anche dopo il 31 agosto». Per questo «occorre adottare una strategia condivisa a livello multilaterale che coinvolga tutti i principali attori internazionali, a partire dai Paesi confinanti». Lo sottolinea una nota della Farnesina che ricorda che «l’Italia, prima in Ue, ha portato a termine le operazioni di evacuazione per via aerea di più di 5.000 afghani tra i quali coloro che hanno collaborato con la presenza italiana nel Paese».

  • In bozza Consiglio sicurezza Onu no riferimento a ’safe zone’

    Nella bozza di risoluzione che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà in serata non figura la “safe zone” richiesta da Francia, Regno Unito e Germania. Lo riporta il quotidiano Politico che ha visionato il documento. Nella bozza il Consiglio, scrive il quotidiano, “si aspetta che i talebani onorino l’impegno a consentire agli afghani di lasciare il Paese e richiede” che l’aeroporto di Kabul venga riaperto in sicurezza, ma non è all’altezza di chiedere una ’safe zone’ lì. Il Consiglio di sicurezza, inoltre, prende atto di una “dichiarazione del 27 agosto 2021, in cui i talebani si impegnano a consentire agli afghani di viaggiare all’estero” e “si aspetta che i talebani aderiscano a questi e a tutti gli altri impegni”.

  • Casa Bianca: 6mila americani evacuati dal 14 agosto

    Sono circa seimila gli americani che dal 14 agosto sono stati evacuati o hanno lasciato in altro modo l’Afghanistan. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki nel corso di una conferenza stampa. “Crediamo che ci sia ancora un piccolo numero’’ di americani in Afghanistan, ma stiamo cercando di determinare esattamente quanti”, ha aggiunto.

  • Bozza risoluzione Onu, nessuna safe zone ad aeroporto Kabul

    Nella bozza del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata da Francia, Usa e Gran Bretagna sull’Afghanistan, che verrà votata alle 15 locali, le 21 italiane, non c'è nessun riferimento specifico alla ’zona di sicurezza’ di cui aveva parlato ieri il presidente francese Macron ma si chiede la “rapida e sicura riapertura dell'aeroporto di Kabul e dell'area circostante”. Nel testo si prende atto della “pericolosa situazione della sicurezza intorno allo scalo Hamid Karzai ed si esprime preoccupazione sulle notizie dell’intelligence secondo cui potrebbero avvenire altri attacchi terroristici nell’area”. Si chiede poi “alle parti di lavorare con i partner internazionali per rafforzare la sicurezza e prevenire altre vittime, oltre che sia fatto ogni sforzo per permettere la rapida riapertura in sicurezza dell'aeroporto”. Inoltre, “ci si aspetta che i talebani aderiscano agli impegni presi affinché gli afghani possano uscire dal paese in qualsiasi momento, compreso dallo scalo di Kabul, senza che nessuno gli impedisca di viaggiare”.

  • Afghanistan: in bozza risoluzione Onu, rispetto diritti umani e donne

    Nella bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu sull’Afghanistan che verrà votata alle 15 locali, le 21 in Italia, si riafferma “l’importanza di sostenere i diritti umani, compresi quelli delle donne, dei bambini e delle minoranze”. Nel documento “si chiede poi di rafforzare gli sforzi per fornire assistenza umanitaria all’Afghanistan e si domanda a tutte le parti di permettere un accesso pieno, sicuro e senza ostacoli alle Nazioni Unite, alle sue agenzie e ai suoi partner”.

  • Giornalista che intervistò leader talebano ha lasciato Paese

    Ha lasciato l’Afghanistan Beheshta Arghand, la giornalista di Tolo News che in diretta televisiva aveva intervistato a volto scoperto un leader talebano lo scorso 17 agosto. Due giorni dopo Arghand aveva intervistato per la prima volta per Tolo tv Malala Yousafzai, l’attivista pakistana sopravvissuta a un tentativo di omicidio dei Talebani. «Ho lasciato il Paese perché, come milioni di persone, ho paura dei Talebani», ha detto Arghand, 24 anni, intervistata dalla Cnn. Arghand ha studiato giornalismo all’Università di Kabul per quattro anni e ha lavorato in diverse agenzie di stampa e radio prima di approdare a Tolo News come conduttrice all’inizio di quest’anno. «Ho lavorato lì per un mese e 20 giorni, poi sono arrivati ​​i Talebani», ha ricordato. Quella con l’esponente dei Talebani è stata un’intervista difficile, «ma l’ho fatta per le donne afghane». «Mi sono detta: ’Uno di noi deve iniziare... Se rimaniamo nelle nostre case o non andiamo nei nostri uffici, diranno che le signore non vogliono lavorare’», ha detto Arghand. «E ho detto all’esponente talebano: ’Vogliamo i nostri diritti. Vogliamo lavorare. Vogliamo far parte della società. Questo è un nostro diritto’», ha aggiunto.

  • Bild, Berlino ha evacuato solo 138 collaboratori afghani

    Sta facendo discutere in Germania la notizia sul numero reale del personale locale afghano evacuato rispetto al numero complessivo dei cittadini afghani portati fuori dal Paese. Secondo un portavoce del ministero degli Interni tedesco, è di 138 il numero di afghani che figurano come collaboratori locali dei tedeschi trasportati fuori insieme alle loro famiglie, per un numero complessivo di 634 persone, su un totale di 3.849 cittadini afghani evacuati finora dai tedeschi. Secondo Bild, il numero del personale locale è solo il 3,6% degli evacuati totali, una percentuale molto bassa rispetto ai propositi di fare evacuare il maggior numero possibile di ex collaboratori in Afghanistan. La polemica del tabloid è rivolta al governo che ha lasciato in pericolo una gran parte del personale locale con cui in passato ha collaborato.

  • Turchia, pronti a gestire l’aeroporto di Kabul

    La Turchia è pronta a impegnarsi nella gestione dell’aeroporto Hamid Karzai di Kabul, in collaborazione con le forze dei Talebani. Lo ha ribadito oggi il ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar. «Abbiamo un’affinità con l’Afghanistan che risale alla storia, un passato e valori comuni. Stiamo seguendo e valutando gli sviluppi. Se la situazione e le condizioni lo consentiranno, siamo pronti a valutare la richiesta», ha detto il ministro di Ankara. La proposta di collaborazione dei Talebani era stata resa pubblica ufficialmente la scorsa settimana dal presidente Recep Tayyip Erdogan, chiedendo però garanzie sulle misure di sicurezza che verrebbero adottate in caso di presenza di personale tecnico turco.

  • Pentagono: «Ad aeroporto Kabul minaccia resta reale»

    È «una situazione molto pericolosa» quella che si sta vivendo all’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, in Afghanistan. Parola del portavoce del Pentagono John Kirby, che in una conferenza stampa ha dichiarato che nello scalo aeroportuale attaccato lo scorso 26 agosto dallo Stato Islamico (Isis) «la minaccia resta reale» e «specifica».

    Aereo militare Usa in partenza dall’aeroporto di Kabul oggi. (EPA/STRINGER)

  • Consiglio sicurezza Onu voterà risoluzione su corridoio sicuro

    Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà questo pomeriggio una risoluzione finalizzata a fare pressione sui Talebani in modo che venga garantito un passaggio sicuro alle persone che vogliano lasciare l’aeroporto di Kabul dopo il 31 agosto, ovvero dopo la partenza delle truppe Usa. Lo riferiscono fonti diplomatiche alla Cnn. Francia, Gran Bretagna e Germania hanno proposto l’approvazione di una risoluzione del Consiglio di sicurezza che permetta un passaggio sicuro per chi vuole lasciare l’Afghanistan e si sia impegnato nella lotta al terrorismo, nel rispetto dei diritti e operatori umanitari. Fonti diplomatiche citate dalla Dpa precisano che il passaggio sicuro è collegato alla proposta del presidente francese Emmanuel Macron di una zona sicura all’aeroporto di Kabul supervisionata dall’Onu.

  • Fao, siccità minaccia mezzi di sussistenza di 7 milioni di agricoltori

    La siccità minaccia i mezzi di sussistenza di 7 milioni di agricoltori in Afghanistan. A suonare il campanello d’allarme è l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) che invoca un aumento graduale degli aiuti umanitari per l’Afghanistan. Il paese, infatti, continua a essere colpito da una sempre maggiore siccità che minaccia i mezzi di sussistenza di oltre 7 milioni di persone che vivono di agricoltura e allevamento. Molte di queste persone fanno già parte dei 14 milioni di afghani (uno su tre), colpiti da insicurezza alimentare acuta, che necessitano di aiuti umanitari urgenti. «Gli agricoltori e gli allevatori non devono essere dimenticati nell’attuale crisi umanitaria», afferma Qu Dongyu, direttore generale della Fao. «È fondamentale dare subito un aiuto urgente agli agricoltori per contrastare gli effetti della siccità e di una situazione che, nelle prossime settimane e mesi, andrà peggiorando in vaste aree rurali dell’Afghanistan».

  • Coalizione anti Isis, ora anche Isis-K nel mirino

    La Coalizione globale anti Isis ha ha diffuso un comunicato nel quale «condanna fortemente» l’attentato a Kabul e ribadisce il suo impegno per continuare a contrastare il gruppo terroristico ovunque operi, compresa la sua branca afghana, quella dell’Isis-Khorasan, che ha rivendicato la strage. «Attingeremo a tutti gli elementi del potere nazionale (esercito, intelligence, forze diplomatiche, economiche e dell’ordine) per garantire la sconfitta di questa brutale organizzazione terroristica», affermano i Paesi membri, che intendono «identificare e assicurare alla giustizia i loro membri».

  • Gb, oltre 15mila evacuati dal 13 agosto

    Il Regno Unito ha evacuato 15.063 persone dall’Afghanistan a partire dal 13 agosto. Lo ha twittato lunedì il ministero degli Interni britannico. Più di 8.500 evacuati sono cittadini afghani a rischio, che fanno parte del programma di reinsediamento Arap (Afghan Relocations and Assistance Policy) riservato a coloro che hanno collaborato con i britannici in Afghanistan. «Il nostro impegno per il popolo afghano proseguirà», si legge nel tweet.

  • Consiglio Onu vota oggi su risoluzione per ’safe zone’ Kabul

    Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite si riunirà oggi alle 15 ora locale di New York, le 21 in Italia, sull’Afghanistan. Lo riferisce la Cnn. Secondo due diplomatici Onu citati da Cnn, è atteso che il Consiglio di sicurezza Onu voti oggi su una risoluzione proposta da Francia, Regno Unito e Germania per chiedere di rendere Kabul ’safe zone’ per le persone che vogliano partire dall’aeroporto di Kabul anche dopo il ritiro Usa. Il voto dovrebbe avvenire dopo le 15 ora locale, le 21 in Italia, scrive Cnn, precisando però che l’orario potrebbe essere soggetto a modifiche. Secondo uno dei diplomatici, pare che la sicurezza per la ’safe zone’ verrebbe lasciata ai talebani. Non è chiaro quale sia la posizione di Cina e Russia.

  • Pentagono, evacuate 122mila persone

    Sono circa 122mila le persone evacuate dagli americani da quando è iniziato il ponte aereo dall’Afghanistan il 14 agosto. Fra loro vi sono circa 5.400 cittadini statunitensi. Lo ha detto il generale William Taylor al briefing del Pentagono. Ieri vi sono stati 26 voli militari e due civili che hanno trasportato 1.200 persone.

  • Uno dei razzi è caduto dentro scalo Kabul, senza danni

    Dei cinque razzi lanciati contro l’aeroporto di Kabul, tre sono caduti fuori dallo scalo, uno è stato neutralizzato dal sistema di difesa antimissili e un altro è caduto dentro il perimetro ma senza causare danni: lo ha detto il generale Hank Taylor, dello stato maggiore congiunto Usa, in un briefing con la stampa.

  • Di Maio, più fondi per l’assistenza umanitaria

    «Continueremo a fornire assistenza umanitaria e revisioneremo i programmi di cooperazione per convogliare quante più risorse possibili verso gli aiuti umanitari, in particolare verso i Paesi bisognosi della regione. Come ha affermato Draghi al G7, siamo pronti a reimpegnare i fondi originariamente destinati al sostegno alle forze afghane verso programmi di assistenza. Allo stesso tempo dovremo vigilare che l’accesso umanitario al Paese sia garantito, che gli aiuti arrivino effettivamente a chi ne ha bisogno e che non vi siano impedimenti alla presenza delle agenzie Onu». Lo ha detto Luigi Di Maio al vertice straordinario G7-Ue-Nato.

  • Politico: ”Usa volevano chiudere Abbey Gate prima di attentato”

    Il timore di un imminente attacco terroristico era talmente alto che la mattina di giovedì 26 agosto i comandanti Usa intendevano chiudere i cancelli di accesso all’aeroporto di Kabul, scegliendo poi di lasciarli aperti per consentire agli alleati britannici di accelerare le loro operazioni di evacuazione. Poche ore dopo, un attentatore suicida si fece esplodere all’Abbey Gate, uccidendo quasi 200 persone, tra le quali 13 militari Usa. È quanto rivela la testata online “Politico”, citando la trascrizione top secret di una videoconferenza avvenuta mercoledì scorso, nella quale il segretario alla Difesa Lloyd Austin istruiva i vertici del Pentagono riguardo a un imminente “evento con vittime di massa”.

    I comandanti in collegamento da Kabul ritenevano che l’Abbey Gate dell’aeroporto, dove i cittadini Usa stavano affluendo per essere evacuati sui voli militari, fosse l’obiettivo a “rischio più alto” e diedero istruzioni per la sua chiusura. “Non credo che le persone percepiscano l’incredibile quantità di rischio che c’è sul terreno”, disse Austin secondo le note citate da “Politico”. E tuttavia, pur essendo stato redatto un piano per la chiusura dell’Abbey Gate, i comandanti Usa decisero di mantenere aperto quel punto di accesso all’aeroporto, per consentire agli alleati britannici di continuare ad evacuare il loro personale, che faceva base al vicino Baron Hotel. Interpellato, il ministero della Difesa britannico ha risposto che durante tutta l’operazione di evacuazione, Londra ha lavorato a “stretto contatto” con gli Usa per garantire l’evacuazione in sicurezza di migliaia di persone.

  • Di Maio: da Talebani rassicurazioni su ’passaggio sicuro’ civili

    “Vorrei ora commentare le quattro questioni proposte per l’incontro di oggi. Primo: passaggio sicuro ed evacuazioni dopo il 31 agosto. Abbiamo preso atto dell’assicurazione dei talebani che tutti i cittadini stranieri e afghani con autorizzazione di viaggio potranno lasciare l’Afghanistan. Dobbiamo continuare ad assistere gli afghani, e per farlo ci sono diverse opzioni: una opzione è assistere gli afgani nei paesi terzi”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alla riunione straordinaria, convocata in formato virtuale, dei paesi G7, più Turchia, Qatar e i rappresentanti di Nato e Ue.

  • Di Maio a Blinken: “Vertice è opportunità per strategia condivisa“

    “Ringrazio il Segretario di Stato Usa Blinken per aver convocato questo incontro oggi, un’importante opportunità per discutere di una strategia condivisa. Come hanno dimostrato questi attacchi, la minaccia terroristica in Afghanistan è concreta e deve essere affrontata. È fondamentale mantenere una stretta cooperazione nell’affrontare la crisi afghana”. Così, a quanto si apprende, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, durante il vertice straordinario G7-Ue-Nato sull’Afghanistan.

  • Cina-Usa: colloquio telefonico tra Wang e Blinken

    Il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi ha tenuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Antony Blinken ieri, durante la quale c’è stato uno scambio di opinioni sulla situazione in Afghanistan e sui legami Cina-Usa. Durante la conversazione, Blinken ha dichiarato che in un momento critico in cui il ritiro militare degli Stati Uniti e l’evacuazione dall’Afghanistan sono vicini alla fine, Washington ritiene che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe parlare con voce chiara e unitaria per mostrare che la comunità internazionale si aspetta che i talebani garantiscano l’evacuazione sicura dei cittadini stranieri e l’accesso del popolo afghano all’assistenza umanitaria, e inoltre assicurare che il territorio afghano non diventi un focolaio di attacchi terroristici o un porto sicuro per il terrorismo.

    Secondo Wang, la situazione in Afghanistan ha subito cambiamenti fondamentali ed è necessario che tutte le parti prendano contatto con i talebani e li guidino attivamente. Gli Stati Uniti, in particolare, devono lavorare con la comunità internazionale per fornire all’Afghanistan l’assistenza economica, di sostentamento e umanitaria necessarie con urgenza, aiutare la nuova struttura politica afgana a mantenere il normale funzionamento delle istituzioni governative, conservare la sicurezza sociale e la stabilità, frenare la svalutazione della moneta e l’inflazione, e intraprendere il processo della ricostruzione pacifica in tempi brevi.

  • Situazione afghana, Consiglio Sicurezza Onu si riunisce alle 21

    Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunisce oggi alle 15 (le 21 in Italia) per discutere della situazione in Afghanistan. È quanto indica il programma dei lavori della giornata al Palazzo di Vetro di New York.

  • Talebani: “Domani il completo controllo dell’aeroporto”

    I Talebani confermano che domani assumeranno il pieno controllo dell’aeroporto di Kabul, dopo il ritiro degli ultimi militari americani dall’Afghanistan. Una fonte del movimento citata da al Jazeera rende noto che nelle trattative con Turchia e Qatar per la gestione dell’aeroporto non è stato ancora raggiunto un accordo.

  • Washington Post: 10 civili di stessa famiglia vittime di raid Usa

    Dieci civili, tutti della stessa famiglia, sono le vittime del drone lanciato ieri dagli Stati Uniti contro kamikaze dello Stato Islamico (Isis) diretti in auto verso l’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul per condurre un attentato. Lo scrive il Washington Post citando familiari delle vittime, tra cui ci sarebbero anche dei bambini. Le fonti citate dal Washington Post spiegano che le vittime stavano uscendo in auto dal vialetto della loro casa quando sono state colpite dal drone. Gli Stati Uniti hanno aperto un'inchiesta.

  • Germania: “In 40mila hanno chiesto di lasciare Paese, operazione non ha fine stabilita”

    Hanno chiesto ai tedeschi di lasciare l’Afghanistan, nei giorni successivi all’inizio del ponte aereo, più di 40mila persone, ha reso noto un portavoce del ministero degli Interni a Berlino dopo che il ministero degli Esteri, Heiko Maas, ha precisato che l’operazione per portare fuori dal Paese gli afghani in difficoltà “non ha una fine” specifica. “Sarà una cosa che dovremo gestire nelle prossime settimane e anche mesi”, ha dichiarato nel corso della sua visita in Uzbekistan. Sono arrivati in Germania dall’Afghanistan fino a ora 4.587 persone, 3.849 dei quali afghani. “Non c’era nessuno a contare chi partiva e diceva che sarebbero stati imbarcati solo quelli che andavano in Germania e coloro che avevano come destinazione il Belgio o l’Italia dovevano rimanere”, ha aggiunto il ministero degli Interni.

  • L’Isis rivendica lancio di razzi contro aeroporto di Kabul

    L’Isis ha rivendicato il lancio di razzi di oggi contro l'aeroporto di Kabul. Lo riferisce l’emittente Al-Arabiya. Gli stati Uniti hanno fatto sapere che i razzi sono stati intercettati da un sistema di difesa. “Grazia a Dio Onnipotente, i soldati del Califfato hanno preso di mira l’aeroporto internazionale di Kabul con sei razzi Katyusha”, si legge su Nasher News tramite Telegram. Un funzionario americano ha riferito alla Cnn che il sistema di difesa C-Ram ha intercettato cinque razzi lanciati contro l’aeroporto internazionale ’Hamid Karzai’ di Kabul. Non risultano vittime.

  • Evacuato da Kabul il personale diplomatico di base Usa

    Le ultime partenze di cittadini degli Stati Uniti dall’aeroporto di Kabul sono in corso e “il personale diplomatico di base” è partito, ha detto al’agenzia Reuters un funzionario Usa che ha lasciato Kabul oggi. Un secondo funzionario ha confermato che la maggior parte dei diplomatici si era già ritirata dalla città. I funzionari non hanno detto se il gruppo dei diplomatici includesse l’inviato speciale Usa Ross Wilson, che dovrebbe essere tra gli ultimi ad andarsene. Washington dovrebbe ritirare tutti i suoi diplomatici da Kabul prima di ritirare le truppe finali entro la scadenza di martedì 31 agosto.

  • Rettrice Sapienza: aprire corridoi umanitari per studenti

    “Non c’è nessuna novità, siamo speranzosi che si aprano dei corridoi umanitari per portare in Italia i nostri studenti”. Così la rettrice dell’università La Sapienza di Roma, Antonella Polimeni, parlando del caso degli studenti afghani bloccati a Kabul. “Siamo in stretto collegamento con la Farnesina e gli altri ministeri interessati, speriamo di avere aggiornamenti entro la fine della giornata. Tutta la comunità universitaria de La Sapienza e nazionale segue con grande attenzione, non ho dubbi che verrà fatto il massimo”.

    Gli studenti, tra cui le 81 ragazze attese nell’ateneo della Capitale - alcune con figli, una in gravidanza - sono partiti per lo più da Herat, “fino a Kabul è un viaggio lungo, sono arrivati all’aeroporto quando c’è stata l’esplosione e sono rimasti bloccati”. Gli studenti afghani devono frequentare il corso in ’Global Humanities’, “ma la presenza di giovani dall’Afghanistan in Sapienza è una tradizione piuttosto consolidata, e ulteriormente implementata da questo corso”, spiega Polimeni.

  • Casa Bianca, evacuate 1.200 persone nelle ultime 24 ore

    Con l’approssimarsi della fine della missione, diminuisce il numero di persone partite da Kabul. Nelle ultime 24 ore, riferisce la Casa Bianca, dalla capitale afghana sono state evacuate circa 1.200 persone, la maggior parte su voli militari statunitensi. Il totale delle persone evacuate dal Paese a partire dal 1 agosto è arrivato a circa 116.700, mentre il conteggio dalla fine di luglio indica 122.300 persone evacuate.

  • Ue: Contatti per intensificare collaborazione con paesi regione

    L’Ue sta avendo intensi contatti con i paesi più esposti alla crisi afghana, ci sono stati contatti sia con il Pakistan che con l’Iran ai massimi livelli. Lo comunica il portavoce dell’Eeas, Peter Stano, nel briefing con la stampa.
    “Abbiamo conversazioni con i paesi che sono nella linea di fuoco - ha detto -. Tutti sono d’accordo che dobbiamo coordinarci con i nostri partner, siamo in contatto con loro per vedere come intensificare la nostra collaborazione e valutare le conseguenze della crisi afghana. Intendiamo lavorare da vicino con i paesi limitrofi”, sia per la stabilità della regione che per i rischi del terrorismo.

  • Unhcr, la crisi dei rifugiati inizia ora

    Mentre le evacuazioni da Kabul volgono al termine, “una crisi più ampia è appena iniziata” in Afghanistan e per i suoi 39 milioni di abitanti, ha detto Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, chiedendo sostegno. L’Unhcr, ricorda il Guardian, ha detto venerdì scorso che entro fine anno fino a 500.000 afghani potrebbero fuggire dal Paese, e oggi Grandi ha ribadito l’appello affinché le frontiere rimangano aperte e più Paesi condividano “questa responsabilità umanitaria” assieme a Iran e Pakistan, che ospitano già 2,2 milioni di afghani.

    Un rifugiato afgano in piedi dietro la recinzione di un centro accoglienza gestito dalla Croce Rossa Italiana, dove è sottoposto a quarantena (Reuters)

  • Portavoce Unicef, allarme minori non accompagnati vicino aeroporto

    L’Unicef lancia l’allarme per i minori non accompagnati vicino all’aeroporto di Kabul. “Abbiamo evidenze di molti minori non accompagnati presenti ancora nei pressi dell'aeroporto di Kabul, bambine e bambine che hanno perso tutto, uno o due genitori, che sono stati spettatori di violenze inaudite, di fuochi incrociati, che hanno bisogno di protezione urgente come il ricongiungimento con i genitori o i parenti e di essere messi subito al sicuro”, ha dichiarato Andrea Iacomini Portavoce dell'Unicef italia nel corso della trasmissione Uno Mattina Estate.

  • Cremlino, la proposta di Macron va discussa

    La proposta di Macron per una zona di sicurezza a Kabul va discussa, è importante capire l’atteggiamento dei talebani verso l’iniziativa. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

  • Consiglio d’Europa, Stati hanno dovere accogliere afghani

    “Gli Stati membri devono onorare i loro obblighi in materia d’accoglienza di chi fugge dall’orrenda situazione in Afghanistan”. Lo dice Dunja Mijatovic, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, evidenziando che i Paesi “hanno la capacità individuale e collettiva per farlo”. “Molti governi hanno inviato un segnale positivo dicendosi pronti a dare ospitalità agli afghani, ma molti altri Stati hanno suggerito, annunciato, e preso misure per chiudere i confini, limitare le richieste d’asilo e respingerli”, dice Mijatovic.

  • Oim: lavoro umanitario continua, 5,5 milioni di sfollati

    “Il nostro lavoro umanitario in Afghanistan continua. Ci impegniamo ad assistere e sostenere le persone vulnerabili e gli sfollati interni. Oltre 5,5 milioni di persone sono sfollate nel Paese”. Lo scrive su Twitter Safa Msehli, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

  • Oggi conferenza presidenti Parlamento Ue con Sassoli e Borrell

    Oggi alle 17 si riunirà la Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo. I leader dei gruppi politici e il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, discuteranno dell’evolversi della situazione in Afghanistan con Josep Borrell, l’alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché della situazione dello stato di diritto nell’Ue e dell’applicazione del regolamento sulla condizionalità.
    Mercoledì vi sarà invece una riunione congiunta delle commissioni per gli affari esteri e per lo sviluppo e della delegazione per le relazioni con l’Afghanistan in cui si discuterà della situazione sul campo con un rappresentante del Servizio europeo per l’azione esterna, il giorno dopo il previsto ritiro degli Stati Uniti dal Paese.

  • Mosca chiede avvio conferenza internazionale

    La Russia chiede la convocazione di una “conferenza internazionale”, che veda la partecipazione “dei Paesi i cui eserciti sono stati di stanza lì per 20 anni e hanno fatto quello che vediamo oggi”, per discutere “la ripresa economica dell’Afghanistan”. Lo ha detto il rappresentante presidenziale speciale russo, e direttore del secondo dipartimento asiatico del ministero degli Esteri, Zamir Kabulov. Lo riporta Interfax. “È un punto d’onore e di coscienza correggere almeno alcuni degli errori che hanno fatto”, ha detto Kabulov al canale televisivo Rossiya-24.

  • Talebani arrestano ex capo consiglio Ulema

    talebani hanno arrestato un importante leader religioso, Maulvi Mohammad Sardar Zadran, ex capo del Consiglio degli Ulema dell’Afghanistan. Lo scrive oggi l’agenzia stampa afghana Pajhwok. I talebani hanno confermato l’arresto, avvenuto nella provincia sud orientale di Khost, senza spiegarne i motivi. All’inizio di luglio, il Consiglio degli Ulema afghani, che riunisce teologi e dotti islamici, aveva definito illegittima la guerra civile nel paese ed esortato a mettere fine immediatamente agli scontri, “all’assassinio di musulmani” e la distruzione di proprietà pubbliche e private. L’allora presidente del Consiglio degli Ulema aveva ricordato che gli accademici islamici di altri paesi musulmani - fra cui Indonesia, Bangladesh, Egitto e Arabia Saudita - avevano emesso una fatwa sull’illegittimità della guerra civile afghana.

  • Di Maio partecipa a riunione straordinaria G7-Nato-Ue

    Alle 14, in collegamento dall'Unita di crisi della Farnesina, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parteciperà alla riunione straordinaria, convocata in formato virtuale, dei paesi G7, più Turchia, Qatar e i rappresentanti di Nato e Ue per discutere della situazione in Afghanistan. Lo rende noto lo staff del ministro.

  • Afghanistan: Mosca, ora sbloccare le riserve monetarie

    Mosca critica il congelamento delle riserve internazionali dell’Afghanistan e propone l’apertura di corridoi umanitari per la consegna degli aiuti alla popolazione afgana. Lo ha detto il rappresentante presidenziale russo per l’Afghanistan e direttore del secondo dipartimento asiatico del ministero degli Esteri, Zamir Kabulov. “Se i nostri colleghi occidentali hanno davvero a cuore il futuro del popolo afgano, non dovrebbero creare ulteriori problemi alle persone, come il congelamento delle riserve internazionali dello stato afgano conservate nelle banche degli Stati Uniti”, ha detto, citato da Interfax.

  • Berlino, coinvolgere Russia e Cina sul futuro del Paese

    Russia e Cina devono essere coinvolte nelle discussioni sul futuro dell’Afghanistan, compresa l’evacuazione dei cittadini afghani che rischiano di essere perseguitati dai talebani. E’ quanto afferma il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, in missione a Tashkent, in Uzbekistan, prima tappa del suo viaggio in tre Paesi confinanti con l’Afghanistan per discutere dell’evacuazione dei profughi dal Paese. Sono in corso iniziative “per portare al tavolo tutti i partner internazionali importanti, e quindi sarà importante che anche Russia e Cina ci siano”, ha detto il capo della diplomazia tedesca, in linea con l’iniziativa promossa in sede di G20 dal premier italiano Mario Draghi.

    La riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che si svolgerà oggi, ha detto Maas, fornirà un’indicazione sulla volontà di cooperazione di Mosca e Pechino. “E’ nel nostro interesse impedire che il collasso dell’Afghanistan destabilizzi l’intera regione”, ha sottolineato. Dopo la visita in Uzbekistan, Maas volerà in Tagikistan e domani sarà nella capitale pakistana Islamabad. La Germania è riuscita ad evacuare oltre 5.300 persone dall’Afghanistan ma Berlino ha in mente di accogliere fino a 40mila persone, compresi gli ex collaboratori del contingente militare tedesco e altri cittadini afghani vulnerabili.

  • Save the Children: 6 bimbi uccisi in attacco aereo Kabul

    Save the Children è sconvolta dalla notizia secondo la quale tra le vittime dell'attacco aereo avvenuto ieri a Kabul ci sarebbero anche sei bambini. Le ricerche sui civili uccisi dall'esplosione sono ancora in corso. “Ci sconvolge sapere che tra le vittime dell'attacco di ieri a Kabul potrebbero esserci anche bambini. Questa notizia, se confermata, è un agghiacciante promemoria del fatto che gli attacchi aerei non distinguono tra bambini innocenti e attori armati. È profondamente triste che i bambini continuino a pagare con la loro stessa vita per questo brutale conflitto”, ha detto Athena Rayburn, direttrice Advocacy in Afghanistan per Save the Children, l'Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

  • Turchia completa 43 km muro a confine Iran

    La Turchia ha completato i lavori di costruzione di altri 43 km del muro alla sua frontiera con l’Iran, realizzato con l’obiettivo di contrastare il passaggio di migranti irregolari, molti dei quali provenienti dall’Afghanistan. Il progetto della barriera, spiega Anadolu, ha una lunghezza complessiva di 560 km lungo tre province orientali turche, da Van a Dogubeyazit fino a Yuksekova. La sezione completata ora si trova nella nella parte più meridionale dell’area di confine interessata. Composto da blocchi di cemento alti 3 metri, profondi 2,8 metri e di 7 tonnellate di peso, la barriera modulare è rafforzata da trincee e sorvegliata da guardie armate 24 ore su 24..

  • Pechino, Usa si impegnino positivamente con i talebani

    Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato il segretario di Stato americano Antony Blinen a “impegnarsi” con i talebani per guidarli “positivamente” e consentire loro di svolgere le loro “funzioni di governo” con “normalità”. Wang ha affermato che Washington deve “lavorare insieme alla comunità internazionale” per offrire aiuti umanitari ed economici all’Afghanistan e consentire al “nuovo governo” di mantenere la stabilità sociale. “Nel rispetto della sovranità dell’Afghanistan, gli Stati Uniti devono adottare misure concrete per aiutare gli afgani a combattere il terrorismo e porre fine alla violenza, invece di presentare un doppio standard che li porti a combattere selettivamente i terroristi”, ha affermato il capo della diplomazia cinese in una nota.

  • Messa, studentesse protette ma ora correre

    “Le ragazze sono state divise in gruppi e affidate in situazioni protette in più case, stanno girando, per evitare di essere identificate. La situazione in questo momento è protetta, però bisogna correre. C’è un intensissimo scambio tra i tre ministeri coinvolti e l’università Sapienza. Prevedere il futuro è difficile, ma stiamo veramente facendo di tutto”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24, la ministra dell’Università e Ricerca, Cristina Messa parlando delle studentesse bloccate a Kabul.

    “Fino ad ora - ha detto - abbiamo inviato la lista di studenti e studentesse considerati a rischio, che erano stati già accettati e in rapporti con il nostro Paese, perché erano in lista di priorità presso il ministero degli Esteri. Adesso si passa alla fase due in cui ci sarà un tavolo interministeriale, per continuare a monitorare la situazione, ma come si può immaginare diventa tutto più difficoltoso. Le liste nominative restano solo in mano a noi, non devono arrivare alle forze che stanno occupando il Paese. Bisogna capire se si riesce ancora con qualche volo, altrimenti via terra”. Per il volo “si può lavorare con Francia e Inghilterra in modo particolare, la Difesa e gli Esteri stanno lavorando per questo”.

  • Ambasciata russa annuncia nuovi voli di evacuazione

    La Russia ha annunciato nuovi voli per l’evacuazione dall’Afghanistan dopo che la scorsa settimana ha portato fuori dal Paese circa 360 persone. In una serie di tweet l’ambasciata a Kabul ha annunciato che accetta le richieste di coloro che cercano di lasciare l’Afghanistan. I voli, si precisa, sono stati aperti a cittadini e residenti russi, nonché a cittadini di paesi membri dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva, un blocco guidato da Mosca e di cui fanno parte numerose ex repubbliche sovietiche.

  • Londra, impossibile dire quante persone abbiamo lasciato indietro

    E’ “impossibile” dire quanti afghani che avevano diritto ad essere evacuati in Gran Bretagna siano rimasti bloccati in Afghanistan. E’ quanto ammette James Cleverly, sottosegretario agli Esteri britannico, riferendo a Sky News che la “grandissima parte” dei cittadini britannici hanno lasciato l’Afghanistan, ma che potrebbero essere rimasti indietro anche afghani che avevano collaborato con le forze britanniche e altri che rientravano nelle categorie da proteggere. “E’ un numero impossibile da indicare”, ha ammesso Cleverly, che ha promesso che Londra “continuerà a lavorare” per far partire quanti rientrano in queste categorie e ora corrono il “grave rischio di rappresaglie dai talebani”.

  • Talebani condannano «arbitrari» attacchi Usa

    Sono “illegali” gli “arbitrari” raid aerei condotti dagli Stati Uniti negli ultimi giorni a Kabul. Lo ha dichiarato il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, in un’intervista all’emittente cinese Cgtn all’indomani dell’attacco di un drone contro un’auto in cui sarebbe stata sventata un’imminente minaccia all’aeroporto di Kabul. “Condanniamo tali attacchi perché è illegale eseguire attacchi arbitrari in altri Paesi. Se c’era una potenziale minaccia, doveva essere segnalata a noi, non un attacco arbitrario che ha provocato vittime civili”, ha detto Mujahid.

  • Le studentesse de La Sapienza in Afghanistan: salvateci

    “Chiediamo al governo italiano e alla comunità internazionale di collaborare con noi studenti dell’Afghanistan, siamo un gruppo sociale vulnerabile in questo paese martoriato e abbiamo urgente bisogno di aiuto per salvare le nostre vite da questa situazione di immediato pericolo. Abbiamo bisogno della speranza per continuare la vita”. È l’appello lanciato da alcune studentesse afghane iscritte a La Sapienza rimaste bloccate a Kabul con una lettera inviata alla Stampa. Un messaggio simile è stato anche inviato a Repubblica.

    Nelle due lettere le studentesse e gli altri colleghi descrivono il terrore che stanno vivendo e chiedono aiuto. “Ieri ho letto la notizia che i talebani prenderanno il controllo dell’aeroporto alla fine di questo mese - scrivono sulla Stampa - ho un nodo alla gola che mi sta soffocando. Mi chiedevo se ci sarà qualcuno che possa leggere queste righe dal mio cuore spezzato e aiutarci a uscire da questa città sofferente prima che ci seppelliscano con tutti i nostri sogni”.

    Un’altra studentessa racconta il suo tentativo di fuga in aeroporto: “Mi sono trovata faccia a faccia con i talebani e ho passato il loro posto di blocco - scrive nella lettera a Repubblica - sono stata picchiata da loro: mi hanno colpito alla schiena con un tubo ma ho resistito, mi sono trascinata vicino all’ingresso dell’aeroporto, ma è successo qualcosa che mi ha scosso l’anima. Un’esplosione. Si è fatto buio ovunque, sono scappati tutti. Mi sono trovata nella stessa situazione capitata alle mie amiche qualche tempo fa. Le vite di alcune delle mie migliori amiche sono state spezzate all’interno di una scuola dove si stavano preparando per l’esame di ammissione all’università”.

  • Missione di Maas nella regione, oggi in Uzbekistan e Tagikistan

    Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, è arrivato nella capitale uzbeka Tashkent nel quadro di una missione nella regione legata alla crisi afghana. Maas, che avrà colloqui con le autorità locali, si recherà nel pomeriggio a Dushanbe, la capitale del Tagikistan, mentre domani è atteso in Pakistan. I tre Paesi confinano con l’Afghanistan e da giorni sono sotto pressione a causa dell’elevato numero di migranti che scappa dal regime talebano. La Germania, che ha evacuato 5.300 persone, prevede di accogliere 40mila persone, compresi ex collaboratori afghani e persone che hanno particolare bisogno di protezione, come attivisti per i diritti umani e per i diritti delle donne, e i loro familiari. Maas ha promesso a Uzbekistan, Tagikistan e Pakistan assistenza economica e umanitaria prima del suo viaggio. “È nel nostro interesse impedire che il crollo dell’Afghanistan destabilizzi l’intera regione”, ha affermato. Ieri il ministro si è recato in Turchia e successivamente è atteso a Doha, in Qatar.

  • Borrell,creare forza europea di pronto intervento

    “Come europei, dobbiamo usare questa crisi per imparare a lavorare di più insieme. E per rafforzare l’idea dell’autonomia strategica. Dovremmo essere in grado di muoverci anche da soli. Rafforzando le nostre capacità, rafforziamo la Nato”.

    Così Josep Borrell, vicepresidente della Commissione e alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea, analizza in un’intervista al Corriere della Sera la situazione in Afghanistan. Secondo Borrell “l’Europa spesso reagisce solo di fronte alle emergenze. Da questa esperienza dobbiamo tirare degli insegnamenti. Ognuno dei Paesi Ue presenti in Afghanistan si è mobilitato attorno all’aeroporto di Kabul in queste settimane. Hanno cooperato fra loro e hanno condiviso le capacità di trasporto. Ma come europei non siamo stati in grado di mandare seimila soldati attorno all’aeroporto per proteggere la zona. Gli americani ci sono riusciti, noi no”.

    Per questo propone la “creazione di una Initial Entry Force europea che possa agire rapidamente nelle emergenze. La Ue deve essere in grado di intervenire per proteggere i propri interessi quando gli americani non vogliono essere coinvolti. La nostra First Entry Force dovrebbe essere composta di cinquemila soldati in grado di mobilitarsi a chiamata rapida”.

    Josep Borrell (Ansa)

  • Washington conferma tentato attacco aeroporto

    La Casa Bianca ha confermato il tentato attacco missilistico contro l’aeroporto di Kabul, sottolineando che “le operazioni continuano senza interruzioni”: lo ha reso noto in un comunicato Jen Psaki, portavoce del presidente Joe Biden. “Il presidente è stato informato che le operazioni continuano ininterrotte all’aeroporto di Kabul e ha riconfermato l’ordine che i comandanti raddoppino gli sforzi per dare priorità e fare tutto il necessario per proteggere le nostre forze a terra”, si legge nella nota. Secondo i media Usa i razzi sono stati intercettati dal sistema anti-missili americano.

    Una vettura distrutta dai razzi sparati contro l’aeroporto di Kabul (Reuters)

  • Fox, intercettati i 5 razzi contro aeroporto

    Almeno cinque razzi sono stati lanciati contro l’aeroporto di Kabul ma sono stati intercettati dal sistema anti-missili americano. Al momento non sembrano esserci vittime. Lo riporta Fox citando fonti della difesa americana. Secondo indiscrezioni riportate da altri media citando testimoni, i razzi sarebbero stati lanciati da un’auto.

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