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Kaleyra si lancia sulla Borsa di New York

di Gianluca Di Donfrancesco

3' di lettura

Un asse Milano-Bangalore-Palo Alto per giocare nella «major league» della comunicazione a supporto delle aziende: Kaleyra, specializzata nella fornitura di servizi di messaggistica mobile per banche e aziende e fondata nel 1999 da Dario Calogero (con il supporto di Simone Fubini), si lancia nel Nyse, sfruttando il trampolino offerto nel cuore della Silicon Valley da GigCapital, alla quale si lega con una operazione di business combination.

GigCapital è un soggetto di private to public equity, specializzato nel settore tecnologia, media e telecomunicazioni, già quotato al Nyse. Il ticker della società che nasce dall’aggregazione aziendale sarà KLR. La chiusura dell’operazione e il debutto in Borsa sono in calendario per la seconda metà del 2019, una volta che la Sec avrà dato luce verde.

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In seguito all’aggregazione, l’enterprise value di Kaleyra sarà pari a 192 milioni di dollari (stimato prima dell’operazione), spiega una nota del gruppo. La nuova società avrà un consiglio di amministrazione di 7 membri, 3 espressione di Kaleyra (tra cui il Ceo - Dario Calogero), 3 di GigCapital (tra cui il presidente – Avi Katz) e un rappresentante indipendente. Gli attuali azionisti di Kaleyra deterranno una partecipazione pari a circa il 33% del nuovo soggetto. Il rimanente 67% della società farà capo agli attuali azionisti di GigCapital.

«La quotazione a New York - spiega Calogero - era l’unica scelta possibile, dato che tutti i nostri concorrenti sono qui. Per questo non è mai stata sul tavolo l’ipotesi di quotarci in Italia o in Europa». Il gruppo aveva messo da tempo la Borsa nel mirino, la scelta di arrivarci tramite l’aggregazione con GigCapital ha permesso di accelerare i tempi. «La quotazione è necessaria per piazzare Kaleyra nella major league di un settore che si sta consolidando molto rapidamente», spiega Calogero. Il mercato della messaggistica a supporto delle aziende è valutato in 60 miliardi di dollari nel 2008, con previsione di arrivare a 90 nel 2022.

Dal 1999 Kaleyra ha fatto molta strada. Nata come Ubiquity, sulla base del concetto di ubiquitous computing, nel 2010 diviene a pieno titolo un operatore mobile e può far esplodere i servizi di notifiche gestiti soprattutto per le banche. Nel 2015, la società arriva controllare il 90% del mercato. Continuare a crescere in Italia non è più possibile: il primo investimento internazionale arriva all’inizio del 2016, con la filiale a Lugano. Di lì a poco il vero balzo, con l’acquisizione di Solution Infini, società dell’information and communication technology di Bangalore, il cui punto di forza, la piattaforma tecnologica interamente in cloud, ne fa una rampa di lancio nel mercato globale dei servizi mobile professionali. Nel 2018 nasce il nuovo gruppo, Kaleyra appunto, che completa un’altra tappa del suo percorso, con l’acquisizione della statunitense Hookmobile (una Communications Platform as a Service - Cpaas), appena sette mesi fa.

Kaleyra oggi ha 7 uffici nel mondo e conta 3mila clienti, nei settori fintech, e-commerce, logistica, viaggi, salute, commercio al dettaglio e comunicazione.

«L’operazione con GigCapital, una cash-box che ci porta in dote i 146 milioni di dollari di cui dispone in un trust, ci consente di avere accesso ad asset finanziari fondamentali per continuare a crescere nel settore, anche con nuove operazioni di fusione e acquisizione. Altro asset importante sono le competenze dei suoi manager», afferma ancora Calogero da New York.

Il fatturato di Kaleyra è passato da 54,6 milioni di dollari del 2016, a 99,5 nel 2018 (con previsione di arrivare a 126,7 nel 2019 e a 209,9 nel 2021). Difficile continuare a crescere con risorse proprie, spiega Calogero: «Avevamo tre possibilità: vendere, stare a guardare e finire marginalizzati, oppure comprare. Abbiamo scelto di comprare e finché abbiamo potuto l’abbiamo fatto da soli. Ma arrivati a 100 milioni di fatturato, per continuare a crescere, avevamo bisogno di spalle più larghe e risorse finanziarie».

C’è poi un altro asset che arriva con la quotazione in Borsa: «I nostri clienti - spiega Calogero - sono aziende, per noi la reputazione è indispensabile. Finora ci siamo basati sul nostro buon nome, ma con la quotazione cresciamo in termini di trasparenza e affidabilità percepita».

Cowen and Company LLC ha supportato GigCapital nella transazione in qualità di advisor finanziario, mentre Crowell & Moring LLP è stato il legal counsel. Kaleyra è stata seguita da Northland Capital Markets e da GCA Altium in qualità di advisor finanziari, mentre Cooley LLP e Chiomenti sono stati i legal advisor.

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