La crisi

Crisi in Kazakhstan: «Le vittime nei disordini sono finora 164»

Il governo: «Oltre 5.100 arresti». L’appello del Papa: «Ritrovare l’armonia sociale, cercare il dialogo»

Kazakhstan, il presidente: "Ho dato l'ordine all'esercito di sparare per uccidere"

2' di lettura

Sale ad almeno 164 il bilancio delle persone morte dall’inizio disordini scoppiati durante la settimana in Kazakistan, 103 delle quali solo ad Almaty, la maggiore località del Paese. Lo riportano diversi media citando il ministero della Salute. Si tratta di un bilancio che non può essere verificato in modo indipendente. Sono invece arrivate a 5.135 le persone arrestate secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno kazako, Erlan Tourgoumbaiev, citato dai media locali, mentre l’agenzia Reuters alza il bilancio delle carcerazioni a 5.800. Gli arresti, aggiunge, sono avvenuti in relazione a 125 inchieste differenti.

Sempre secondo il ministro kazako, i danni economici causati dalle rivolte e dalle violenze ammonta a circa 175 milioni di euro, con oltre 100 filiali di banche saccheggiate e 400 veicoli distrutti. Su Almaty e sulle altre città kazake è tornata una calma fragile, dopo che lo stesso governo aveva dichiarato di aver soppresso le rivolte.

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Il Papa: armonia sociale, cercare dialogo

«Ho appreso con dolore che vi sono state vittime durante le proteste scoppiate nei giorni scorsi in Kazakhstan. Prego per loro e per i familiari. E auspico che si ritrovi al più presto l’armonia sociale attraverso la ricerca del dialogo, della giustizia e del bene comune» ha detto papa Francesco all’Angelus. ««Affido il popolo kazako alla protezione della Madonna Regina della Pace di Oziornoje», ha aggiunto il Pontefice.

Il governo: l’operazione anti-terrorismo continua

Il Kazakhstan è stato travolto da un’ondata di proteste contro il caro energia, le più violente mai registrate in tre decenni di indipendenza del Paese. Il governo ha incassato l’aiuto della Russia e dei suoi alleati, con l’invio di truppe da Mosca per sedare le tensioni. Dopo il tentativo di mediare con un calmiere di sei mezzi sul prezzo del gas, il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha sposato ufficialmente la linea dura, dichiarando anche di aver dato l’ordine di sparare senza preavviso sui manifestanti.

«Oggi la situazione è stabilizzata in tutte le regioni del Paese», ha dichiarato Tourgoumbaiev, aggiungendo che però «l’operazione antiterrorismo continua per ristabilire l’ordine nel Paese». Un corrispondente dell’Afp ha constatato che si odono di tanto in tanto colpi d’arma da fuoco sparati in aria da agenti e militari per impedire alla gente di affluire alla piazza centrale dell’ex capitale Almaty. Una trentina di supermercati ha intanto riaperto i battenti, fanno sapere i media locali, consentendo alla popolazione di fare acquisti dopo giorni di tensione. La situazione è ancora presidiata dai militari russi, con diverse «strutture strategiche» sotto sorveglianza diretta degli alleati.

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