l’inchiesta

Kenya: ministro Finanze arrestato per corruzione, coinvolta la CMC Ravenna

Il ministro delle Finanze del Kenya, Henry Rotich, è stato arrestato nell’ambito di una inchiesta per corruzione e frode sulla costruzione di due dighe nella zona occidentale del paese. Secondo l’accusa, Rotich ha fatto in modo che l’appalto venisse assegnato in qualsiasi caso a una azienda italiana, la Cooperativa Muratori e Cementisti

Il ministro delle Finanze Henry Rotich (Afp)

2' di lettura

Il ministro delle Finanze del Kenya, Henry Rotich, è stato arrestato nell’ambito di una inchiesta per corruzione e frode sulla costruzione di due dighe nella zona occidentale del paese. Secondo l’accusa, Rotich ha fatto in modo che l’appalto venisse assegnato in qualsiasi caso a una azienda italiana, la Cooperativa Muratori e Cementisti (Cmc) Ravenna, pur essendo al corrente di violazioni procedurali e delle pesanti difficoltà finanziarie della società. Cmc è attualmente in amministrazione controllata e ha presentato il progetto con quattro anni di ritardo, mentre il valore dello stesso progetto sarebbe stato g onfiato dell’equivalente di quasi 150 milioni di euro. Tra i 28 ordini d’arresto emessi compare anche quello di Paolo Porcelli, direttore generale di Cmc. A quanto ha dichiarato ai media internazionali il procuratore generale Noordin Haji, il Kenya tenterà la via dell’estradizione per processare Porcelli a Nairobi. Rotich si è dichiarato innocente, mentre la società italiana respinge ogni addebito e aggiunge di non aver ricevuto alcuna comunicazione delle autorità kenyote. Il ministro è stato rilasciato su cauzione, ma dovrà sospendere la sua attività per tutta la durata del processo.

Il procuratore: chiederemo un mandato di cattura
La procura di Nairobi è di parere diverso. Haji ha dichiarato all’agenza di stampa Reuters che la società italiana non ha collaborato, aggiungendo che chiederà un mandato di cattura internazionale per Porcelli. Rotich, al momento, non si è dimesso e sembra intenzionato a mantenere la sua carica fino all’inizio del processo. Il caposaldo dell’accusa è che l’appalto avrebbe appesantito «inutilmente» il debito pubblico del paese, attualmente pari al 55% del Prodotto interno lordo. Il budget previsto per i due progetti avrebbe dovuto ammontare all’equivalente di poco meno di 400 milioni di euro, ma il Tesoro ha prestato l’equivalente di oltre 540 milioni di euro. «Questo genere di crimine e irresponsabilità - ha dichiarato Haji - Ci imprigiona a un debito inessenziale e ipoteca le nostre future generazioni». Il ministro è la figura di maggior peso a essere coinvolta in una indagine per corruzione, anche se l’ondata di inchieste non ha portato a condanne di particolare rilievo. L’attuale presidente Uhuru Kenyatta ha promesso di affrontare seriamente la questione, attirandosi critiche per la scarsa efficacia delle misure dispiegate.

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