lusso

Kering, crescono ricavi e utile trainati da Gucci

di Monica D'Ascenzo


(AFP)

3' di lettura

Ricavi in crescita per Kering nell’esercizio 2018. Il gruppo francese del lusso ha archiviato lo scorso anno con un fatturato da 13,66 miliardi di euro, in miglioramento del 26,3% (+29,4% su base comparabile), esclusi i marchi Puma, Stella McCartney, Volcom e Christopher Kane, venduti all’inizio dell’anno. Raddoppia, invece, l’utile netto a 3,7 milioni (+108.1%), portando l’utile per azione a 29,49 euro contro i 14.17 euro del 2017. Nel dettaglio il risultato netto delle «operazioni discontinue» ammonta a 1,09 miliardi per impatto «principalmente della plusvalenza derivante dalla vendita di Puma». A trainare i risultati, ancora una volta, è Gucci, che ha messo a segno un incremento del 33,4% dei ricavi a quota 8,28 miliardi (+36,9% su base comparabile).

«Il 2018 è stato un anno eccezionale per Kering e i suoi marchi, e ancora una volta ci siamo comportati meglio del nostro settore» commenta il ceo Francois-Henri Pinault, sottolineando poi «un contesto globale ancora sostenuto ma sempre più complesso».

Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti del prossimo 24 aprile la distribuzione di un dividendo, in contanti, di 10,5 euro per azione per l’esercizio 2018, in aumento rispetto ai 6 euro di cedola del 2017. Il gruppo ricorda che un dividendo di 3,5 euro per azione è già stato pagato agli azionisti lo scorso 17 gennaio.

«Il nostro reddito operativo corrente ha raggiunto un record, a 4,4 miliardi, in crescita del 46,6% rispetto al 2017. È più che raddoppiato in due anni e il margine operativo corrente è aumentato di 400 punti base» per raggiungere il 28,9%, ha spiegato il direttore finanziario di Kering, Jean-Marc Duplaix durante la conference call con gli analisti. Il cfo ha citato «una crescita sostenuta in tutte le regioni, in particolare in Nord America e Asia Pacifico» ed ha tenuto a precisare che il gruppo «non ha notato un rallentamento del consumo cinese nel quarto trimestre», alludendo ai timori di un calo del ritmo dei consumi nel Paese. «L’Asia Pacifico è in crescita per i nostri marchi nell’ordine del 28% nel quarto trimestre e la Cina continentale ha registrato una performance anche migliore con tassi di crescita estremamente elevati» ha sottolineato ancora Duplaix.

I risultati di Gucci

Kering, come si diceva, continua ad essere sostenuto dal suo marchio di punta Gucci, che ha superato la barra degli otto miliardi di euro di vendite annuali e ha raggiunto una redditività record del 39,5 per cento. Il marchio italiano ha registrato una crescita annua del fatturato del 36,9% anche se ha registrato un rallentamento negli ultimi trimestri. Nonostatne il ralentamento l’aumento dei ricavi di Gucci nel quarto trimestre (+28,1% su base organica) ha battuto le stime degli analisti che si attendevano un +27%. Nel comunicato stampa, la società non fa riferimento alla notifica da parte delle autorità fiscali italiane, alla fine di gennaio, dei primi risultati di un audit secondo cui il gruppo potrebbe rischiare di dover pagare 1,4 miliardi di euro.

Tornando alla performance della maison fiorentina, risulta in linea con l’anno precedente, vede una crescita «in tutte le regioni, categorie di prodotti e segmenti di clienti» spiega il gruppo francese. Le vendite attraverso negozi gestiti direttamente sono aumentati del 38,3%, quelle online del 70,1%.

Nello spaccato per aree geofgrafiche, la regione dell’Asia-Pacifico ha registrato l'ennesimo boom (+45%) ma anche il Nord America viaggia a passo sostenuto (+43,6%).

Nel pèortafoglio dei brand di Kering, tra i pochi numeri in negativo c’è Bottega Veneta (-3,4% su base comparabile) in attesa - spiega Kering - delle collezioni inaugurali del nuovo direttore creativo, Daniel Lee, il cui debutto è atteso la prossima settimana alla fashion week milanese.

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