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Kering "house of Gucci": la maison italiana traina i conti 2021 e il titolo a Parigi

Per il gruppo francese ricavi per 17,6 miliardi di euro e utile netto di 3,17 miliardii

di Guliana Licini

(REUTERS)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Kering brilla alla Borsa di Parigi, grazie ai risultati del 2021 in netta crescita sul 2020 e “decisamente superiori” anche a quelli del pre-pandemia, con il marchio Gucci nuovamente in accelerazione. Il tutto associato a un forte aumento della cedola.

Il titolo del gruppo del lusso francese è arrivata a guadagnare quasi il 7%, il maggiore dell’indice CAC 40 e anche dello Stoxx Europe 600. Kering ha registrato lo scorso anno un utile netto di competenza di 3,17 miliardi di euro, in crescita del 47% sul 2020 e del 37% sul 2019, su un fatturato record di 17,6 miliardi, in progresso del 34% sull’esercizio precedente e dell’11% rispetto al 2019, superando le attese degli analisti. Il consiglio di amministrazione della società ha proposto un dividendo di 12 euro per azione contro 8 euro lo scorso anno.

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Pinault, fiducia anche su 2022

“Kering ha realizzato performance eccellenti nel 2021, consolidando ulteriormente la sua posizione nel lusso del futuro. Tutte le nostre Maisons sono forti più che mai e abbiamo fiducia che la dinamica dello scorso anno continuerà nel 2022 e negli anni a seguire”, ha commentato il presidente e ceo, nonché primo azionista, Francois-Henry Pinault, citato in un comunicato. La crescita dei ricavi ha registrato un’accelerazione nel quarto trimestre a 5,4 miliardi, in incremento del 35% sul 2020, superando il consensus. Nell’esercizio le vendite online hanno inoltre continuato a progredire al ritmo del 55% e la penetrazione del canale è raddoppiata in due anni, raggiungendo il 15% delle vendite totali della rete retail. L’utile operativo ricorrente dell’esercizio è salito a 5 miliardi dai 3,1 miliardi del 2020 e dai 4,8 miliardi del 2019, raggiungendo – come ha detto il cfo Jean-Marc Duplaix durante una conferenza telefonica - “un livello storico”. Il margine operativo corrente è ritornato ad un alto livello posizionandosi al 28,4%. “Tutti i marchi sono in crescita, così come tutte le zone geografiche”, ha sottolineato il cfo.

Per la casa italiana vendite per 9,7 miliardi di euro

Gucci ha chiuso l’anno con vendite per 9,7 miliardi, in progresso del 30,8% sul 2020 e superiori anche al 2019 quando avevano totalizzato 9,6 miliardi. Yves Saint Laurent ha registrato un fatturato record di 2,5 miliardi (+44,5% sul precedente), contro 2 miliardi dell’ante-pandemia. Bottega Veneta ha visto i ricavi aumentare del 24,2% su base annua a 1,5 miliardi e superare anche gli 1,17 miliardi del 2019. A livello di utile operativo ricorrente, Gucci mette a segno un progresso del 42% sul 2020 a 3,7 miliardi, Ysl migliora del 78,7% a 715 milioni, superando anche i livelli del 2019 e Bottega Veneta sale del 67% a 286 milioni, meglio anche del pre-pandemia. Nel quarto trimestre, Gucci ha registrato un’accelerazione dei ricavi del 32% su basi annue a 3 miliardi. Guardando avanti, Kering sottolinea di essere “in una posizione perfetta per beneficiare” della ripresa e si dice fiducioso nel suo “potenziale di crescita a medio e lungo termine”. Gli operatori rilevano in particolare che le vendite di Gucci, soprattutto quelle del quarto trimestre, sono rassicuranti. Per Citi il marchio ha ridotto il divario rispetto ai principali concorrenti ed è un segnale positivo. Per Bernstein, il fatturato di Gucci nel 2021 ha superato del 10% quello del 2019 e il marchio ha la migliore redditività del settore, con un margine del 38,2%.

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