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Kering pesante a Parigi dopo conti Gucci, a Milano giù Moncler

Gucci conta per circa la metà del fatturato del gruppo del lusso e ha deluso le aspettative con ricavi in rallentamento

di Chiara Di Cristofaro

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli del lusso sotto pressione in Europa, dopo la trimestrale di Kering. A pesare soprattutto la performance del brand di punta, Gucci. Il titolo Kering è arrivato a perdere circa cinque punti, mentre Moncler a Piazza Affari segna il calo peggiore del FTSE MIB. Kering ha chiuso il terzo trimestre con vendite comparabili in aumento del 12,2%, meglio delle attese che erano del 9,3% grazie soprattutto al Nord America e all'Europa. A preoccupare gli investitori ci sono però i numeri di Gucci, che conta per circa la metà del fatturato di Kering e che ha deluso le aspettative con ricavi in rallentamento, con una crescita del 3,8% a fronte del +9% atteso, soprattutto a causa delle restrizioni sui mercati asiatici, Nuova Zelanda e Australia. Mercati su cui è molto presente anche Moncler che infatti oggi soffre, in linea con il resto del settore. Il trimestre di Kering è andato meglio per gli altri marchi, da Saint Laurent a Bottega Veneta, mentre per Gucci il gruppo punta sul rilancio nel quarto trimestre con la collezione Aria, come ha detto il presidente e ad Francois-Henri Pinault.

«Kering ha registrato un solido terzo trimestre a livello di gruppo, in rialzo a doppia cifra sui livelli del 2019. Saint Laurent, Bottega Veneta e altri marchi, così come Kering Eyewear, hanno tutti vantato buone performance. Ma con il lancio della collezione Aria, anche Gucci si prepara a un intenso quarto trimestre», ha detto il presidente e ad di Kering, François-Henri Pinault, sottolineando che in un mercato del lusso in continua evoluzione, il gruppo ha rafforzato le posizioni di tutti i brand, fornendo loro tutte le risorse necessarie per essere prossimi ai clienti. «La sostenibilità - ha concluso Pinault - è centrale nella nostra strategia. Abbiamo aggiunto pietre miliari nelle ultime settimane. Ma soprattutto investiamo per sostenere la traiettoria della nostra crescita profittevole nel lungo periodo e per proseguire il nostro viaggio di successo».

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Più nel dettaglio, Kering ha archiviato il terzo trimestre del 2021 con vendite pari a 4,187 miliardi di euro, in aumento del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2020 o del 12,2% su basi comparabili. Le vendite sono aumentate anche tenendo conto dei livelli del 2019: su basi comparabili hanno registrato un incremento del 10%. Così, nei primi nove mesi dell'anno in corso, il gruppo francese ha visto salire il proprio fatturato su basi comparabili del 36,6% rispetto al 2020 e del 9% rispetto al 2019. Nel terzo trimestre i ricavi derivanti dai negozi e dall'online sono saliti del 12% su basi comparabili rispetto al 2020 e dell'11% sul 2019. «Il business è stato trascinato dal forte momentum in Nord America», è scritto nella nota. In Europa occidentale e in Giappone, aree che hanno risentito dell'assenza di turisti, le vendite «hanno continuato a migliorare». In Asia Pacifico, dopo una solida crescita nella prima meta dell'anno, le vendite sono migliorate sul 2020 e anche sul 2019, ma hanno risentito del rialzo dei casi di Covid-19 durante l'estate. La nota sottolinea che le vendite online hanno continuato a salire a passo deciso, registrando un rialzo del 24,3% sul 2020 e del 147,9% sul 2019.

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