effetti del covid’19

Kering stima ricavi in calo del 13-14% nel primo trimestre

Anche nel secondo trimestre il gruppo del lusso prevede un effetto della situazione sui ricavi e si attende un impatto anche per la redditivita’.

di Mo.D.

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(Ansa)

Anche nel secondo trimestre il gruppo del lusso prevede un effetto della situazione sui ricavi e si attende un impatto anche per la redditivita’.


2' di lettura

Ricavi in flessione del 13’14% a causa del Coronavirus. Le stime sono di Kering, uno dei primi gruppi a mettere nero su bianco gli effetti finanziari della pandemia sui suoi conti. «Tenendo conto della progressione di COVID-19 in tutti i suoi mercati chiave e del suo impatto sul attività dei singoli brand, Kering stima che i suoi ricavi consolidati per il primo trimestre del 2020, che terminerà il 31 marzo, dovrebbero registrare un calo dal 13% al 14% (in calo di circa il 15% comparable) rispetto al primo trimestre del 2019» si legge in una nota del colosso del lusso diffusa oggi a chiusura dei mercati. Sulla Borsa di Parigi il titolo oggi ha chiuso le contrattazioni con un progresso del 10,36%, a fronte di un indice di riferimento che ha segnato un incremento del 5 per cento. Nellàultima settimana il saldo rimane comunque negativo per il 16,2%, mentre nellàultimo mese le azioni hanno ceduto il 32 per cento.

Non mancano, ammette Kering, segnali incoraggianti in Cina, mentre rimane significativo l’impatto dell’epidemia in altri mercati dell’area Asia-Pacifico e la situazione è peggiorata significativamente nelle ultime settimane in Europa occidentale e, più recentemente, in Nord America.

A fronte di un quadro che va peggiorando, quindi, Kering ha voluto fare un poà di chiarezza sul mercato, dando inicazioni su quelle che possono essere le stime per làesercizio in corso. Il gruppo prevede ricavi del secondo trimestre 2020 fortemente influenzati dall’effetto dell’epidemia sia sui clienti locali sia sul turismo, mentre a livello di redditivita’ il margine operativo ricorrente e’ atteso in calo nella prima metà del 2020, anche se e’ ancora «prematuro da quantificare in questa fase data la natura dinamica della situazione e l’attuale mancanza di visibilità».

Il gruppo, comunque, ha annunciato di aver implementato un piano d’azione iniziale volto ad adattare la propria base di costi e contenente il capitale circolante. Kering, inoltre, sta attualmente valutando ulteriori misure che potranno essere messe in atto «per mitigare la diluizione del proprio margine operativo ricorrente nel corso dell’anno, proteggendo nel contempo le posizioni di mercato delle propri brand e preservandone il potenziale e la capacità di crescita e di ripresa a breve e medio termine».

L’epidemia, sottolinea il gruppo francese, non mette in discussione i driver strutturali dell’industria del lusso. La forza del modello aziendale e dell’organizzazione di Kering, nonché della sua solidita’ finanziaria e
disciplina, rafforzano la fiducia del gruppo nelle sue prospettive di crescita a medio e lungo termine, si legge nella nota.

I dati del primo trimestre dellàanno saranno diffusi il prossimo 21 aprile e solo allora si sapra’ se queste proiezioni sono state sufficientemente lungimiranti.

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