Sostenibilità

Kering, stop alle pellicce per tutti i marchi del gruppo dal 2022

Il gruppo francese è il primo a estendere il fur free a tutti i suoi marchi. Pinault: «Il mondo è cambiato, insieme ai nostri clienti, e il lusso deve adattarsi»

di Chiara Beghelli

Un look della collezione Gucci Aria AI 21-22

2' di lettura

Anche Kering, uno dei gruppi del lusso più importanti del pianeta (con 13,1 miliardi di euro di fatturato nel 2020) e al quale fanno capo marchi come Gucci, Saint Laurent, Balenciaga e Bottega Veneta, decide di rinunciare alle pellicce animali. Una scelta dirompente: se finora, infatti, il numero dei marchi che avevano rinunciato a usare le pellicce animali era costantemente aumentato, Kering è il primo gruppo che decide nel suo complesso di non usare questo materiale, a partire dalle collezione per l’autunno-inverno 2022-23.

In costante aumento i marchi (e i Paesi) fur-free

Una scelta che raccoglie quelle fatte unilateralmente dai marchi del gruppo, a partire da Gucci, nel 2017, seguito poi da Balenciaga, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Brioni e Saint Laurent. In Lvmh, per esempio, il primo gruppo mondiale del lusso con 44,7 miliardi di fatturato nel 2020, finora solo singoli marchi hanno optato per il “fur-free”. Anche Valentino si è di recente aggiunto alla lista dei marchi senza pellicce; Chanel non usa più pellicce né pellami esotici dal 2018, come Giorgio Armani, già dal 2016, Prada, Versace, Michael Kors, Burberry. Neiman Marcus ha dichiarato che non venderà più capi con pelliccia entro il 2023 negli store Neiman Marcus e Bergdorf Goodman. Israele è il primo Paese a vietare la vendita di pellicce, scelta condivisa con la California, che sarà fur free dal 2023.

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Pinault: «Il mondo è cambiato, anche il lusso deve farlo»

«Da molti anni Kering ha cercato di assumere un ruolo guida nel percorso di sostenibilità, promuovendo una visione del lusso inseparabile dai più alti valori e standard ambientali e sociali - ha dichiarato François-Henri Pinault, presidente e ceo di Kering in una nota diffusa dal gruppo -. Anche per quanto riguarda il benessere degli animali, il nostro gruppo ha sempre dimostrato la volontà di migliorare le pratiche sia all’interno della propria filiera che dell'intero settore del lusso in generale. Oggi è il momento di fare un ulteriore passo in avanti, eliminando l’utilizzo delle pellicce in tutte le nostre collezioni. Il mondo è cambiato, insieme ai nostri clienti, e il settore del lusso deve adattarsi in modo naturale».

Lvmh sostiene la nuova certificazione Furmark

L’industria della pelliccia naturale, però, cerca di arginare queste scelte investendo in tracciabilità e sostenibilità, proprio con il sostegno di Lvmh: all’inizio di settembre è stato annunciato il lancio di Furmark, sistema internazionale di certificazione e tracciabilità che ha l’obiettivo di garantire al consumatore che la pelliccia che sta acquistando è stata prodotta rispettando gli standard di benessere degli animali e di impatto ambientale. Furmark è stato sviluppato dall’International Fur Federation (IFF), con il contributo di Lvmh e di altri marchi di moda e pellicceria. I prodotti certificati Furmark saranno sul mercato accompagnati da un'etichetta con codice alfanumerico univoco che fornisce la loro catena di tracciabilità, con informazioni sul tipo di pelliccia, origine, programma applicato per il benessere degli animali, produttore e luogo di produzione, che vengono costantemente monitorati da enti certificatori terzi.

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