STORIE DI CANTINE

Kettmeir celebra cent’anni di vitivinicoltura di montagna

La Tenuta di Caldaro fu fondata nel 1919 dal giovane commerciante di vini Giuseppe Kettmeir, che aveva studiato all'Università di Vienna

di Giambattista Marchetto


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Kettmeir

2' di lettura

Correva l'anno 1965 e alla Fiera del Vino di Bolzano Franco Kettmeir – terza generazione alla guida della cantina di famiglia, dopo il fondatore Giuseppe e il padre Guido - presentava il primo spumante sudtirolese del Dopoguerra: la “Grande Cuvée” di Pinot Bianco firmata Kettmeir, uno Charmat lungo, tuttora in produzione. Fu un successo immediato ed è solo uno dei passaggi-chiave per una cantina che oggi celebra un secolo di vita, vantando un ruolo di peso nell'evoluzione della viticoltura altoatesina verso la qualità che oggi le è riconosciuta nel quadro nazionale.

Vitivinicoltura di montagna
La Tenuta di Caldaro fu fondata nel 1919 dal giovane commerciante di vini Giuseppe Kettmeir, che aveva studiato all'Università di Vienna. Dal 1986 la (oggi) centenaria Kettmeir è un pezzo pregiato del Gruppo vinicolo Santa Margherita, che per celebrare la ricorrenza ha deciso di varare un logo celebrativo: il segno dell'infinito affiancato da due leoni rampanti e sormontato da una corona.
Progettata con un'attenzione specifica soprattutto al mercato locale e nazionale, Kettmeir dichiara di volersi focalizzare sull'innalzamento della qualità, vendemmia dopo vendemmia, e sulla ricerca di una risposta adeguata ai cambiamenti di gusto e delle abitudini di consumo.
Nel tempo ha realizzato accordi di filiera che hanno permesso l'avvio di politiche di sostenibilità ambientale e soprattutto il mantenimento di una vitivinicultura di alta collina e montagna che altrimenti sarebbe andata perduta negli anni dell'industrializzazione. «Per Kettmeir questa stretta collaborazione con le famiglie di agricoltori locali che prosegue da generazioni – evidenziano dall'azienda - ha portato ad ottenere oggi una materia prima conferita di livello eccellente». Un'evoluzione legata anche al processo di zonazione, che ha consentito di individuare i siti più vocati per ogni specifico vitigno, con la valorizzazione dei “masi” (ovvero i cru della tradizione sudtirolese) che oggi sono la base per la linea delle “Grandi Selezioni” di Kettmeir.

Spinta sulla spumantistica
«Siamo in pochi a crederci, ma i numeri aumentano anche in Alto Adige». Parlando della spumantistica, l'amministratore delegato di Santa Margherita Ettore Nicoletto sintetizza in una battuta la visione strategica che ha spinto gli investimenti del gruppo su Kettmeir. E nonostante le bottiglie di bollicine oggi sul mercato siano ancora limitate, la cantina conferma un percorso di crescita e di evoluzione, anche con nuovi prodotti. Inoltre, nell'ambito dei piani di investimento di Santa Margherita, a Caldaro lo scorso anno hanno spinto sull'acceleratore dell'offerta enoturistica, ripensando l'area dedicata all'accoglienza dei numerosi turisti e winelover che percorrono la Strada del vino.

Limited edition per il centenario
Essendo conosciuta come una tra i protagonisti nella definizione di una “via altoatesina” alle bollicine, la cantina di Caldaro ha deciso di presentare per celebrare il centenario una Limited Edition Riserva 1919 Extra Brut (millesimo 2013). Sarà una bottiglia celebrativa, riprodotta in serie limitata, dell'apprezzato Metodo Classico di uve Chardonnay e Pinot Nero provenienti da versanti opposti della valle atesina. Il 20% di Chardonnay fermenta e affina in barrique prima dell'assemblaggio e il vino riposa sui lieviti per oltre 60 mesi.

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