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Russiagate, Barr in Italia per chiedere aiuto agli 007. E arriva anche Pompeo

Il ministro della Giustizia sarebbe volato a Roma la scorsa settimana, scrivono i giornali americani, per ottenere informazioni al fine di screditare le indagini di Mueller sul Russiagate. Intanto nella capitale italiana sbarca il segretario di Stato

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Biden attacca Trump sul caso Ucraina

3' di lettura

NEW YORK - La Casa Bianca è alla ricerca di una strategia per difendersi dalle accuse dei democratici. I consiglieri hanno messo in guardia il presidente sul fatto che il voto sull’impeachment a fine novembre è probabile. Trump intanto chiede aiuto ai governi amici per rispondere alle accuse con altre accuse. Venerdì scorso, secondo il New York Times e il Washington Post, il ministro della giustizia William Barr, sarebbe «volato a in Italia» dove avrebbe chiesto agli 007 italiani assistenza per cercare elementi al fine di screditare le indagini condotte dal Fbi per conto del super procuratore Robert Mueller sul Russiagate. Trump ha fatto pressione anche sul premier australiano Scott Morrison in una telefonata recente per lo stesso motivo.

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Le minacce di Trump
«Stiamo cercando di scoprire chi è la talpa», avverte il tycoon, che pretende su Twitter di incontrare non solo il suo accusatore, «che ha presentato informazioni di seconda e terza mano» riferendo della sua telefonata al presidente ucraino «in modo totalmente inaccurato e fraudolento», ma anche «la persona che ha dato illegalmente queste informazioni. Questa persona stava spiando il presidente Usa? Grandi conseguenze!», ha minacciato, dopo che nei giorni scorsi aveva addirittura paventato le pena di morte per spie del genere. Affermazioni che hanno allarmato i dem e i legali del whistleblower, i quali hanno scritto al capo della National Intelligence e al Congresso manifestando preoccupazione per la incolumità del loro cliente, accresciuta anche da una taglia di 50mila dollari per la sua identificazione offerta da due attivisti di destra.

La visita di Pompeo
Martedì primo ottobre intanto arriva a Roma il segretario di Stato Mike Pompeo che incontrerà il primo ministro Giuseppe Conte e Papa Francesco. Un altro particolare emerso nelle ultime ore sulla denuncia che ha portato all’avvio della messa in stato di accusa di Trump, è che Pompeo era presente alla fatidica telefonata fra il presidente americano e il leader ucraino Volodymyr Zelensky al centro dell’indagine sull’impeachment. Continuano intanto i lavori della Commissione di intelligence della Camera per arrivare al voto sull’impeachment previsto a fine novembre, prima del Ringraziamento. Questa settimana la Commissione è pronta a entrare nel vivo dell’indagine con il battagliero presidente Adam Schiff – bestia nera di Trump che ieri è arrivato a evocarne l’arresto per tradimento - con i primi interrogatori e i primi mandati giudiziari, tra cui quello che riguarda l’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani, che non ha nessuna funzione nell0amministrazione , ma che è diventato una figura centrale dell’Ucrainagate, perché ha incontrato emissari del presidente ucraino a inizio agosto a Madrid, bypassando i canali ufficiali della diplomazia, con l’ambasciatore Usa a Kiev tenuto all’oscuro di tutto.

Il ruolo di Giuliani
Giuliani che in tv si definisce «un eroe» è stato raggiunto da un obbligo a consegnare entro il 15 ottobre tutti i documenti sulle pressioni di Trump con il leader ucraino Zelensky per far indagare il suo potenziale rivale nella corsa alla Casa Bianca, Joe Biden. Pompeo, che come detto comincia la sua visita in Italia, entro venerdì dovrà consegnare i medesimi documenti alla Commissione. La talpa «verrà sentita presto» dai deputati, ha annunciato Schiff. Nei prossimi giorni sono previste almeno due testimonianze: mercoledì l’ex ambasciatrice Usa a Kiev Marie Yovanovich, cacciata da Trump, e giovedì l’inviato speciale americano in Ucraina Kurt Volker, prima testa a cadere nell’Ucrainagate, che intende chiarire la propria posizione e potrebbe mettere in ulteriore difficoltà con le sue rivelazioni il presidente americano.

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