l’escalation russia-ucraina

Kiev vieta l’ingresso agli uomini russi fino a 60 anni, Mosca blinda la Crimea

di Antonella Scott


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Un militare ucraino durante un’esercitazione non lontano da Mariupol

3' di lettura

A Mosca, non a casa: i tre comandanti arrestati in Crimea per aver violato le acque territoriali russe, e di cui si chiede ai russi la liberazione, sono stati trasferiti nella capitale; l'accesso al Mar d’Azov resta di fatto bloccato, accusano da Kiev, con i porti di Mariupol e Berdyansk tuttora isolati; la legge marziale entrata in vigore in Ucraina vieta da oggi l’ingresso ai russi in età da combattimento, tra i 16 e i 60 anni. Passo dopo passo - e sullo sfondo l’annullamento dell’incontro fra Donald Trump e Vladimir Putin al G20 di Buenos Aires - la crisi tra Russia e Ucraina si fa sempre più acuta, e pericolosa. Mentre la Crimea si trasforma in una fortezza.

La Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, l’aveva concessa al presidente Petro Poroshenko il giorno successivo all’incidente dello Stretto di Kerch: legge marziale in vigore nelle regioni di confine e costiere per 30 giorni. È la risposta all’allarme lanciato dal presidente ucraino che agita lo spettro di un’invasione russa, chiede navi da guerra alla Nato e parla di carri armati ammassati ai confini per spiegare la necessità di rafforzare le capacità difensive del Paese. Le nuove restrizioni riguardano anche gli stranieri, giornalisti compresi: «A partire da oggi - è scritto sul sito della presidenza - viene limitato l’ingresso di stranieri, prima di tutto di cittadini russi». Si faranno eccezioni solo per ragioni umanitarie.

Petro Tsygykal, responsabile delle guardie di frontiera, aggiunge che è stato rafforzato il numero delle guardie ai confini con la Federazione Russa e la Crimea. Nella penisola verranno lasciate passare solo persone con documenti ucraini. In questo modo, ha dichiarato il presidente Poroshenko, la Russia non riuscirà a «formare squadroni di armate private che di fatto rappresentano le forze armate russe«. Chiaro riferimento a quanto avvenuto nel 2014, con la Crimea annessa poi alla Federazione Russa e le regioni orientali ucraine di Donetsk e Luhansk tuttora in mano ai separatisti filo-russi. In teoria, la legge marziale di Kiev è in vigore anche in queste. Putin, secondo Poroshenko, vuole annettersi l’intero Paese: «Non credete alle sue bugie, Putin rivuole il vecchio impero russo - ha detto il presidente ucraino in un’intervista alla tedesca Bild -. La Crimea, il Donbass, tutto il Paese. Si considera uno zar russo, e il suo impero non può funzionare senza l’Ucraina. Ci vede come una sua colonia».

Una fortezza in Crimea
Poroshenko - a cui molti attribuiscono l’intenzione di sfruttare la situazione per migliorare il rating che al momento lo vede solo terzo in vista delle presidenziali del 31 marzo - ha anche parlato di possibili provvedimenti restrittivi per i cittadini russi già in Ucraina. Provvedimenti a cui Mosca non intende rispondere facendo altrettanto, ha chiarito dal ministero degli Esteri russo la portavoce Maria Zakharova. Che avverte: «L’Ucraina rischia la guerra civile», a causa «dei poteri straordinari e l’autorizzazione all’uso della forza senza un permesso dei tribunali».

In Crimea, intanto, la Russia alza la guardia trasformando sempre più la penisola in una fortezza, come scrivono i media russi. Citando un portavoce della Flotta del Mar Nero la Tass scrive che è già stato dispiegato nella parte settentrionale della penisola un nuovo battaglione di sistemi missilistici terra-aria S-400, il quarto, mentre l’agenzia Interfax riferisce l’intenzione di costruire l’anno prossimo in Crimea, vicino a Sebastopoli, una stazione radar in grado di individuare missili balistici e da crociera da una lunga distanza, accanto a un piano per irrigidire i controlli sulla navigazione attorno alla penisola e al nuovissimo ponte costruito sullo Stretto di Kerch.

La militarizzazione della Via artica

I piani per rafforzare i controlli sui propri confini, del resto, non riguardano solo il Mar Nero e il Mar d’Azov. Rimasto più in sordina, un confronto tra Russia e Stati Uniti si sta preparando anche molto lontano da lì, ai confini artici della Federazione Russa. Dove a partire dal 2019 sarà consentito il passaggio a navi militari straniere solo se munite di un permesso delle autorità russe. Lo ha dichiarato Mikhail Mizintsev, del ministero russo della Difesa, illustrando la necessità di colmare il vuoto legale sulla navigazione lungo la cosiddetta Via marittima del Nord, una rotta tra lo Stretto di Bering e il Nord Europa che costeggia la Siberia e sta diventando sempre più significativa dal punto di vista commerciale.

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