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Kim Kardashian trasforma il suo corpo in una boccetta di profumo, “copiando” Gaultier e Schiaparelli

di Chiara Beghelli

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2' di lettura

Di solito è una cosa che fanno certe mamme che, ancora con il pancione, sanno che quella rotondità mancherà loro moltissimo: farsi fare un calco in gesso del proprio torso, da serbare poi come dolce ricordo, anche se nell’armadio. Più narcisistico e più artistico, e ovviamente votato al business, è invece il calco del suo corpo che Kim Kardashian ha commissionato a Vanessa Beecroft e che è diventato, in scala, la boccetta del suo nuovo profumo KKW Body by Kim Kardashian.

Note di gelsomino, sandalo, ambra, pesca e rosa emanano dalla boccetta, lanciata il 30 aprile, ultima nata della linea KKW Beauty con cui la star dei social ha esordito nel settore nel giugno scorso, collezionando un sold out dietro l’altro. Il primo kit per countouring lanciato sul suo e-store è andato esaurito in tre ore, portando nel conto di Kim circa 14 milioni di dollari . L’ultimo profumo, Crystal Gardenia, in un solo giorno ha generato vendite per 10 milioni di dollari. Un successo che si è ripercosso anche sul business della sorellina di Kim, Kylie, la cui società Kylie Cosmetics potrebbe raggiungere il valore di un miliardo di dollari entro il 2020.

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L’alchimia di Kim, a base di estrema visibilità sui social, ha funzionato ancora, come racconta anche il prossimo numero di Business of Fahsion, uno dei magazine più importanti del settore, nato e solitamente digitale, che ha messo il viso della social star sulla cover del suo prossimo numero di carta.

Proprio Instagram, però, è stato scelto da Jean Paul Gaultier per accusare Kim Kardashian West di plagio: la boccetta di KKW Body, infatti, è pressochè identica a quella del profumo Classique che l’ “enfant terrible” della moda francese lanciò esattamente 25 anni fa, nel 1993, ispirandosi ai corsetti che indossava la nonna, elemento leit motiv delle sue collezioni. Kim ha risposto ammettendo di essersi ispirata a quella boccetta, ma di aver in sostanza realizzato qualcosa di diverso, di personale.

A sinistra, la boccetta di Classique di Jean Paul Gaultier, a sinistra KKW Body

Come spiega il sito specializzato The Fashion Law, i margini per intentare una causa legale non ci sono, poiché la bottiglia di Kim ha effettivamente degli elementi aggiuntivi rispetto a quella di Gaultier: le spalle, per esempio, il dettaglio dell’ombelico, la rappresentazione di un corpo nudo, mentre il torso di Gaultier è rivestito da un bustier. L’idea è la stessa, è evidente, ma dal momento che le idee non sono protette da copyright, non c’è nulla che lo stilista possa fare.

Il flacone di “Shocking”, profumo lanciato da Elsa Schiaparelli nel 1937

A ben vedere, poi, la prima boccetta che riprendeva la sagoma di un torso femminile fu lanciata nel 1937 da Elsa Schiaparelli, che si ispirò al corpo di Mae West per il suo profumo “Shocking”, creato dal naso Jean Carles. Mae West era una delle dive di Hollywood più importanti dell’epoca, dunque un’influencer vintage se vogliamo, e la forma fu creata dall’artista argentina Leonor Fini, assemblando 20 parti, fra le quali fiori di vetro fatti a Murano, la bottiglia dalla Francia e la cupola che la conteneva in cristallo di Boemia. Quella di Kim, passando per Gaultier, è una storia contemporanea di 80 anni fa.

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